martedì 21 marzo 2023

Lago di Giulianello- Monumento Naturale

 

Il Lago di Giulianello è stato dichiarato Monumento Naturale dalla Regione Lazio nel 2007. https://www.parchilazio.it/giulianello. Si trova al confine tra le provincie di Latina e Roma ed infatti gli Enti gestori sono i Comuni di Artena e di Cori.

Giulianello infatti è una frazione del Comune di Cori nonostante che, fino all'annessione dello Stato Pontificio nel Regno d'Italia -nel 1870-, fosse un comune a sé dal nome Giuliano con una storia antica e importante.

Il lago di Giulianello , di origine vulcanica come i vicini laghi dei Coli Albani, è un piccolo gioiello naturalistico di una bellezza inaspettata. Le sue acque sono verdi e calme,la vegetazione tutto intorno, fatta di gruppi di canne palustri , di salici e pioppi , ne esalta la bellezza, germani reali e oche popolano il lago nuotando sulle sue acque per avvicinarsi subito ai visitatori, numerosi nei week end.


Grandi alberi querce e pini sono presenti tutto intorno al lago e vicino alla strada sterrata di accesso, in alcuni casi si stagliano isolati- con un effetto scenico notevole- in mezzo ai campi coltivati che circondano tutto il luogo.

Sono presenti poi molti cartelli didattici che parlano delle antiche tradizioni popolari cresciute in questi campi e intorno al Foedus Julianus(in epoca tardo impero Fundus Julianus). Il territorio di Giulianello infatti, abitato da pastori seminomadi,
comincia ad interessare il patriziato romano, che qui cominciò a realizzare delle ville rustiche, nel periodo del tardo impero.

In epoca medioevale poi il territorio diventa un Feudo dove si insediano famiglie nobili le ultime - in epoca moderna 1600-1700 i Salviati che fecero costruire il Palazzo/Castello e poi i Borghese-, pur facendo sempre parte dello Stato Pontificio.

Man mano che ci si avvicina al Lago  sono presenti cartelli che si riferiscono ad antichi componimenti poetici popolari "in ottava rima" di uomini e donne che lavoravano nei campi, un cartello segnala infatti che ci troviamo nella Via dei Canti - leggendo con un'applicazione il QR-code è anche possibile ascoltare alcuni di questi canti popolari .


Del resto questa antica e importante tradizione di componimenti poetici e di canti è testimoniata dalla presenza nel Centre Pompidou di Parigi di una copia de "Il Canto della Passione di Giulianello". Al recupero di questi esempi di musica contadina ha lavorato negli anni uno studioso, ricercatore di cultura e musica popolare, Raffaele Marchetti che ha avuto anche la collaborazione di altri importanti studiosi di musica popolare.

Un segmento della Via Francigena del sud costeggia il lago proveniente dal vicino paese di Velletri.

Per chi ama la bellezza e la natura, il Lago di Giulianello regala belle visioni e belle emozioni.

lunedì 30 gennaio 2023

Orto Botanico di Roma

 

L'Orto Botanico di Roma è uno dei Musei dell'Università La Sapienza di Roma,si trova ai piedi del Gianicolo in quella zona archeologica denominata Ager Vaticanus.

L'Orto Botanico fu fondato da Papa Alessandro VII ed è un'evoluzione del "Giardino dei Semplici" del Vaticano. Si trova dal 1883 all'interno di Villa Corsini ,che fu la residenza della Regina Cristina di Svezia nel XVII secolo.

L'Orto è organizzato in una serie di ambienti,collezioni e giardini. Tra questi Il Giardino dei Sensi con piante riconoscibili attraverso sensazioni tattili,Il Giardino dei Semplici che contiene le piante officinali/medicinali,Il Bosco Mediterraneo con querce, carpini,viburni,aceri:le piante che ricoprivano il colle del Gianicolo. C'è la Collezione dei Vitigni italiani,la Valletta delle Felci e la Collezione dei Bambù. Ci sono poi le Serre : quella Tropicale,la Serra Arancera,la Serra Francese,la Serra Monumentale e la Serra Corsini che contiene le piante "succulente" (le piante grasse). Ogni sezione dona emozioni e stupore per la bellezza o  la grandezza o la particolarità delle piante presenti.

Ci sono poi diverse Fontane storiche : La Fontana dei Tritoni, La Scalinata delle Undici Fontane e Le Quattro Fontane.

Nell'Orto Botanico poi ci sono ben 340 piante ultracentenarie che durante la visita colpiscono e
stupiscono per la loro bellezza e maestosità e che da sole meriterebbero la visita.


E' utile programmare una visita di almeno mezza giornata/una giornata,perché due ore di sicuro non bastano per vedere la maggior parte delle sezioni ed anche perché la visita migliore è quella che lascia il tempo per stupirsi e per indugiare nella visione di queste meravigliose piante.


giovedì 12 gennaio 2023

Palazzo Chigi di Ariccia


 

Ariccia è un bel paese dei Castelli Romani ,situato nel margine meridionale del cratere dell'antichissimo vulcano laziale, è conosciuto per le sue specialità culinarie ma il suo centro storico è un vero gioiello del Barocco. Palazzo Chigi  con la Chiesa dell'Annunziata, posta di fronte, compongono un complesso architettonico ideato dal Bernini per il Papa Alessandro VII Chigi.

I Chigi,famiglia di banchieri senesi stabilitisi nel '500 nel Lazio ,divennero una delle più importanti famiglie dell'aristocrazia romana e la loro ricchezza e importanza si ritrovano nelle imponenti residenze :il Palazzo Chigi di Roma,ora sede del Consiglio dei Ministri, e il Palazzo Chigi di Ariccia ,residenza estiva della famiglia fino agli inizi del '900, quando,dopo la vendita del palazzo romano, divenne la residenza principale.


Si possono effettuare le visite del Palazzo in forma individuale e come visita guidata. Consiglio la visita guidata perché la bellezza dei luoghi si rafforza con le notizie storiche e familiari che le preparate guide forniscono ai visitatori. Così gli innumerevoli ambienti si susseguono alla vista dei visitatori dalle sale ricoperte di preziosi parati in cuoio alla farmacia del Palazzo ,dalla meravigliosa Sala da Pranzo estiva alla imponente Sala di rappresentanza,dalla cappella alle camere da letto.Su tute le pareti sono presenti preziose decorazioni parietali da quelle realizzate dall'artista Pietro Mulier detto "Il Tempesta" al le decorazioni ispirate all'Orlando Furioso e alla preziosa "sanguigna" del Bernini raffigurante San Giuseppe con il Bambino.

Nel Palazzo Chigi ha sede anche il Museo del Barocco,inaugurato nel 2007 con molte opere presenti frutto di donazioni private di intere collezioni. Sono presenti dipinti di molti importanti artisti quali: Pietro da Cortona, Mattia Preti,Sebastiano Conca,Il Baciccio,Corrado Giaquinto e altri.

Annesso al Parco ma visitabile solo in certi periodo è il Parco di 28 ettari residuo dell'antico bosco del "Nemus aricinum" è un giardino dal carattere naturalistico del tipo "giardino romantico",immagini del giardino sono presenti nei quadri degli artisti che partecipavano al Gran Tour d'Italie.


sabato 19 novembre 2022

Museo Manzu' di Ardea

 

 Nella campagna dell'antica città di Ardea - nella campagna romana- si può visitare il Museo Manzù che raccoglie le opere del maestro Giacomo Manzù che scelse proprio questo luogo per vivere e lavorare e visse qui per circa trenta anni. La Raccolta delle sue opere è stata donata allo Stato italiano nel 1979. Vi sono raccolte opere composte tra il 1950 ed il 1970.

  Le opere sono
raccolte per temi
come quello religioso con la serie dei cardinali e di Papa Giovanni XXIII raffigurato in schizzi,sorprendentemente efficaci nel restituire l'immagine del Papa "buono".

  Ci sono i ritratti femminile realizzati in carboncino eppure capaci di restituire anche la lucentezza degli occhi.  Importante è poi la serie dedicata alla moglie Inge raffigurata in disegni e statue .

  Per la serie degli Amanti il museo di Ardea presenta 7 opere in bronzo.

Particolari le sculture che rappresentano le sedie ,tema amato dall'artista, tra cui la Sedia con ramo di vite e pera.

Nel museo inoltre sono presenti i bozzetti delle porte con bassorilievi realizzate per il Duomo di Salisburgo e per il Duomo di Rotterdam. Per la Basilica di San Pietro sono presenti alcuni bozzetti e due bassorilievi :Morte per violenza e Morte di Papa Giovanni.

La bellezza ed unicità del Museo Manzù è poi rafforzata da un'opera di arte contemporanea presente su una parete esterna dell'edificio del Museo.

  Il suo titolo è "Nei colori del giorno" ed è un'installazione  risultata
vincitrice in un Progetto promosso dal Ministero della Cultura nel 2022. La parete bianca - azionando un dispositivo che fa uscire sottili rivoli di acqua- si colora di un caleidoscopio di colori  ,resi ancora più vari e brillanti dal riflesso del sole oltre che dell'acqua. E' davvero un momento magico in cui il colore illumina lo spazio e sorprende la vista  degli spettatori

lunedì 17 ottobre 2022

Museo del Paleolitico di Isernia



l Museo del Paleolitico di Isernia è un luogo di grande interesse ed eccezionale nel suo genere. E' stato infatti costruito nel luogo del ritrovamento di parti di paleosuolo durante i lavori per la costruzione della superstrada Napoli-Vasto ed ingloba in un grande padiglione proprio l'intera area che è ancora oggetto di scavi e studi . Lo stesso edificio del museo vinse un premio internazionale di Architettura.


Le sale espositive sono ampie e con ballatoi con pannelli illustrativi e con i numerosi documenti "litici" ritrovati. E così frecce di selce ,ciotoli per percuotere,raschiatoi e tutta la grande varietà di pietre lavorate raccontano la vita degli uomini nel periodo del Paleolitico ,il più antico della Preistoria

Particolarmente suggestivi i grandi pannelli in cui sono raffigurati momenti della vita nel Paleolitico ed anche i grandi animali ricostruiti in grandezza naturale.

La datazione del sito di ritrovamento del paleosuolo  "La Pineta" è all'incirca di 600.000 mila anni fa per questo il sito, che risale al Paleolitico Inferiore, è il più grande e complesso insediamento umano del continente europeo.

In questo suolo sono stati ritrovati un gran numero di reperti di parti di animali:bisonti,rinoceronti,cervi


daini,ippopotami e reperti appartenenti a carnivori come :l'orso ,il leone,la iena, che dopo essere stati uccisi venivano portati in questo luogo e lavorati dagli uomini del Paleolitico per estrarne le parti commestibili. Nella Sala "La Pineta" è presente la fedele ricostruzione in gesso del paleosuolo con tutti i suoi reperti.

Sono poi presenti altri oggetti provenienti da altri siti regionali di scavi che vanno dal Paleolitico Inferiore all'Età del Bronzo.

E' un viaggio affascinante e coinvolgente che immerge il visitatore nella conoscenza di aspetti della vita degli uomini del Paleolitico ed anche del grande lavoro che gli studiosi hanno compiuto e continuano a compiere nello scavare,catalogare e collocare i numerosissimi reperti.

lunedì 3 ottobre 2022

RiservaNaturale Orientata Collemeluccio-Montedimezzo-Isernia

 

La Riserva Naturale Orientata della Biosfera - riserva MaB- di Collemeluccio-Montedimezzo è una delle cinque Riserve della Biosfera esistenti in Italia. Le Riserve MaB riguardano il Programma L'Uomo e la Biosfera messo in atto dall'Unesco in 95 Paesi del Mondo ,con lo scopo della conservazione delle riserve della Biosfera ed il miglioramento delle relazioni tra l'uomo ed il suo


ambiente. www.riservamabaltomolise.it

Collemeluccio -Montedimezzo sono due territori distanti circa 15 km,il primo vicino al paese di Pietrabbondante ed il secondo vicino al paese di Vastogirardi (IS), due paesi dell'Alto Molise un territorio dove le bellezze naturali sono diffuse ed incontaminate.

Nel bosco di Collemeluccio ,dove sono stati realizzati diversi sentieri che l'attraversano e permettono una buona fruizione e visione, il nucleo originario e più importante per il suo valore è il bosco di abete bianco,acquistato nel 1628 dalla contessa Meluccio ,alla quale si deve anche l'attuale nome.

All'originario bosco furono poi aggiunti nel 1968 diversi ettari dall'Azienda di Stato per le Foreste Demaniali fino a quando nel 1977 il territorio fu dichiarato Riserva della Biosfera.

La


foresta di Montedimezzo
di proprietà originaria degli Angioni ,fu acquistata nel 1606 dai Monaci Certosini di Napoli.Con l'Unità d'Italia fu incamerato dallo Stato per poi essere trasferito all'Azienda del Demanio Forestale.

Questa Riserva è attraversata da diversi interessanti sentieri,uno dei quali è un sentiero per disabili. Uno dei più interessanti sentieri è quello detto de Re Pejone.

Intraprendiamo il sentiero in salita con la curiosità riguardo il nome,dopo poco dei cartelli esplicativi spiegano che il Re Pejone è un grandissimo faggio ultracentenario,purtroppo recentemente caduto ma che è stato lasciato lì per poterlo ancora ammirare, ed è davvero un grande spettacolo ed una grande emozione arrivare al suo cospetto nonostante non sia più tutto in piedi.

 Il sentiero si inoltra in un bellissimo bosco di faggi,aceri , carpini e abeti bianchi... con dei dolci saliscendi,nel sottobosco ci stupisce la grandezza delle foglie dell'agrifoglio, nelle  radure invece i piccoli frutti dei meli selvatici allietano la vista.

 Ad un certo punto nella parte più marginale della Riserva si incontra uno dei diversi antichi Tratturi che attraversano il Molise,in questa zona il terreno è argilloso e gli scarponi diventano pesanti e ci dobbiamo spesso levare strati di fango dalla suola.


Queste due Riserve sono un fiore all'occhiello della Regione Molise e di tutta l'Italia,andrebbero promosse e valorizzate per fare in modo che più persone possano beneficiare della bellezza dei suoi boschi.