sabato 19 novembre 2022

Museo Manzu' di Ardea

 

 Nella campagna dell'antica città di Ardea - nella campagna romana- si può visitare il Museo Manzù che raccoglie le opere del maestro Giacomo Manzù che scelse proprio questo luogo per vivere e lavorare e visse qui per circa trenta anni. La Raccolta delle sue opere è stata donata allo Stato italiano nel 1979. Vi sono raccolte opere composte tra il 1950 ed il 1970.

  Le opere sono
raccolte per temi
come quello religioso con la serie dei cardinali e di Papa Giovanni XXIII raffigurato in schizzi,sorprendentemente efficaci nel restituire l'immagine del Papa "buono".

  Ci sono i ritratti femminile realizzati in carboncino eppure capaci di restituire anche la lucentezza degli occhi.  Importante è poi la serie dedicata alla moglie Inge raffigurata in disegni e statue .

  Per la serie degli Amanti il museo di Ardea presenta 7 opere in bronzo.

Particolari le sculture che rappresentano le sedie ,tema amato dall'artista, tra cui la Sedia con ramo di vite e pera.

Nel museo inoltre sono presenti i bozzetti delle porte con bassorilievi realizzate per il Duomo di Salisburgo e per il Duomo di Rotterdam. Per la Basilica di San Pietro sono presenti alcuni bozzetti e due bassorilievi :Morte per violenza e Morte di Papa Giovanni.

La bellezza ed unicità del Museo Manzù è poi rafforzata da un'opera di arte contemporanea presente su una parete esterna dell'edificio del Museo.

  Il suo titolo è "Nei colori del giorno" ed è un'installazione  risultata
vincitrice in un Progetto promosso dal Ministero della Cultura nel 2022. La parete bianca - azionando un dispositivo che fa uscire sottili rivoli di acqua- si colora di un caleidoscopi di colori  ,resi ancora più vari e brillanti dal riflesso del sole oltre che dell'acqua. E' davvero un momento magico in cui il colore illumina lo spazio e sorprende la vista  degli spettatori

lunedì 17 ottobre 2022

Museo del Paleolitico di Isernia



l Museo del Paleolitico di Isernia è un luogo di grande interesse ed eccezionale nel suo genere. E' stato infatti costruito nel luogo del ritrovamento di parti di paleosuolo durante i lavori per la costruzione della superstrada Napoli-Vasto ed ingloba in un grande padiglione proprio l'intera area che è ancora oggetto di scavi e studi . Lo stesso edificio del museo vinse un premio internazionale di Architettura.


Le sale espositive sono ampie e con ballatoi con pannelli illustrativi e con i numerosi documenti "litici" ritrovati. E così frecce di selce ,ciotoli per percuotere,raschiatoi e tutta la grande varietà di pietre lavorate raccontano la vita degli uomini nel periodo del Paleolitico ,il più antico della Preistoria

Particolarmente suggestivi i grandi pannelli in cui sono raffigurati momenti della vita nel Paleolitico ed anche i grandi animali ricostruiti in grandezza naturale.

La datazione del sito di ritrovamento del paleosuolo  "La Pineta" è all'incirca di 600.000 mila anni fa per questo il sito, che risale al Paleolitico Inferiore, è il più grande e complesso insediamento umano del continente europeo.

In questo suolo sono stati ritrovati un gran numero di reperti di parti di animali:bisonti,rinoceronti,cervi


daini,ippopotami e reperti appartenenti a carnivori come :l'orso ,il leone,la iena, che dopo essere stati uccisi venivano portati in questo luogo e lavorati dagli uomini del Paleolitico per estrarne le parti commestibili. Nella Sala "La Pineta" è presente la fedele ricostruzione in gesso del paleosuolo con tutti i suoi reperti.

Sono poi presenti altri oggetti provenienti da altri siti regionali di scavi che vanno dal Paleolitico Inferiore all'Età del Bronzo.

E' un viaggio affascinante e coinvolgente che immerge il visitatore nella conoscenza di aspetti della vita degli uomini del Paleolitico ed anche del grande lavoro che gli studiosi hanno compiuto e continuano a compiere nello scavare,catalogare e collocare i numerosissimi reperti.

lunedì 3 ottobre 2022

RiservaNaturale Orientata Collemeluccio-Montedimezzo-Isernia

 

La Riserva Naturale Orientata della Biosfera - riserva MaB- di Collemeluccio-Montedimezzo è una delle cinque Riserve della Biosfera esistenti in Italia. Le Riserve MaB riguardano il Programma L'Uomo e la Biosfera messo in atto dall'Unesco in 95 Paesi del Mondo ,con lo scopo della conservazione delle riserve della Biosfera ed il miglioramento delle relazioni tra l'uomo ed il suo


ambiente. www.riservamabaltomolise.it

Collemeluccio -Montedimezzo sono due territori distanti circa 15 km,il primo vicino al paese di Pietrabbondante ed il secondo vicino al paese di Vastogirardi (IS), due paesi dell'Alto Molise un territorio dove le bellezze naturali sono diffuse ed incontaminate.

Nel bosco di Collemeluccio ,dove sono stati realizzati diversi sentieri che l'attraversano e permettono una buona fruizione e visione, il nucleo originario e più importante per il suo valore è il bosco di abete bianco,acquistato nel 1628 dalla contessa Meluccio ,alla quale si deve anche l'attuale nome.

All'originario bosco furono poi aggiunti nel 1968 diversi ettari dall'Azienda di Stato per le Foreste Demaniali fino a quando nel 1977 il territorio fu dichiarato Riserva della Biosfera.

La


foresta di Montedimezzo
di proprietà originaria degli Angioni ,fu acquistata nel 1606 dai Monaci Certosini di Napoli.Con l'Unità d'Italia fu incamerato dallo Stato per poi essere trasferito all'Azienda del Demanio Forestale.

Questa Riserva è attraversata da diversi interessanti sentieri,uno dei quali è un sentiero per disabili. Uno dei più interessanti sentieri è quello detto de Re Pejone.

Intraprendiamo il sentiero in salita con la curiosità riguardo il nome,dopo poco dei cartelli esplicativi spiegano che il Re Pejone è un grandissimo faggio ultracentenario,purtroppo recentemente caduto ma che è stato lasciato lì per poterlo ancora ammirare, ed è davvero un grande spettacolo ed una grande emozione arrivare al suo cospetto nonostante non sia più tutto in piedi.

 Il sentiero si inoltra in un bellissimo bosco di faggi,aceri , carpini e abeti bianchi... con dei dolci saliscendi,nel sottobosco ci stupisce la grandezza delle foglie dell'agrifoglio, nelle  radure invece i piccoli frutti dei meli selvatici allietano la vista.

 Ad un certo punto nella parte più marginale della Riserva si incontra uno dei diversi antichi Tratturi che attraversano il Molise,in questa zona il terreno è argilloso e gli scarponi diventano pesanti e ci dobbiamo spesso levare strati di fango dalla suola.


Queste due Riserve sono un fiore all'occhiello della Regione Molise e di tutta l'Italia,andrebbero promosse e valorizzate per fare in modo che più persone possano beneficiare della bellezza dei suoi boschi.

 

lunedì 19 settembre 2022

Piramidi di Segonzano- Val di Cembra (Trento)

 

Ogni


Valle del Trentino
stupisce il visitatore per la bellezza dei suoi paesaggi o per la grandiosità delle sue Montagne o per l'opera laboriosa degli uomini che nei secoli hanno vissuto utilizzando ciò che le particolarità degli ambienti naturali offriva loro.

La Val di Cembra è caratterizzata da distese di vigneti realizzati nelle pendici della valle del fiume Avisio. I vigneti sono stati realizzati costruendo dei terrazzamenti utilizzando muretti a secco realizzati con le pietre del porfido di cui è ricca la zona circostante (Sono famose le cave della vicina Albiano).

Questi terrazzamenti con i muretti a secco sono stati recentemente dichiarati Patrimonio dell'Unesco.

Ed è di fronte a questi imponenti vigneti che sorge una delle bellezze naturali più famose di tutto il Trentino : Le Piramidi di Segonzano.

Le Piramidi di Segonzano sono delle formazioni rocciose dalla forma di giganteschi "funghi" rocciosi. Si sono formate a causa del mescolarsi di ghiaie ciottoli e grandi massi avvenuta quando i ghiacciai


dell'Avisio  lasciarono nella Valle del Rio Regnana, che qui scorre, questi accumuli di materiale vario.

Così gli agenti atmosferici man mano hanno eroso il materiale più sottile lasciando alla sommità i massi che fanno da cappello all'intera formazione . Se il masso cade la piramide assume una forma appuntita che viene erosa dall'acqua se più in basso non si trova un altro masso a fare da cappello.

Il percorso che permette di vedere le Piramidi più da vicino si divide in tre tronconi per vedere il primo,il secondo ed il terzo gruppo di Piramidi.

Il sentiero sale decisamente fino a trasformarsi in una lunga serie di scalini ... siamo i primi a salire perché siamo arrivati proprio all'apertura del sentiero, mentre stiamo salendo ... d'improvviso si alza lo sguardo e gli enormi cappelli di massi si affacciano.... si  arriva infine ad una terrazza dove la visione è più completa! ...E' una sorpresa ed un'emozione fortissima perché non ci si aspetta di trovarsi così vicini a queste incredibili formazioni rocciose.

Grati per la visione  e dopo aver sostato a lungo godendoci la vista,riprendiamo il cammino per


scendere e poi risalire alla ricerca del secondo gruppo: Le altre Piramidi sono più lontane dal sentiero, ma ben visibili si ergono in tutta la loro bellezza nel mezzo della vegetazione!!

Nella discesa il sentiero e il bar sottostante si sono riempiti di visitatori perché è ormai la tarda mattinata,vediamo anche macchine con targa di altri paesi, la fama delle Piramidi ha superato il confine del Trentino!!

giovedì 8 settembre 2022

Santuario Italico di Pietrabbondante

 

 

Nell'Alto Molise,l'antico Sannio, quasi tutti i paesi raccontano la loro storia attraverso monumenti,siti e musei particolarmente interessanti e di grande bellezza.

Così è per il Santuario Italico di Pietrabbondante costruito sulle pendici del Monte Caraceno a circa mille metri di altitudine , vicino al paese di Pietrabbondante. In posizione panoramica il complesso di edifici si affaccia su un' ampia vallata dove si individuano colline,campi e paesi di questa parte nord-ovest dell'Alto Molise.

Questo  complesso ,costituito da templi,dal teatro e da altri edifici, ancora oggetto di scavo e studio, è considerato la testimonianza architettonica più importante della religiosità dei Sanniti. Gli studiosi,a seguito del ritrovamenti di elmi tolti ai nemici e di varie iscrizioni ,lo considerano il santuario federale della tribù dei Pentri e di tutta la nazione Sannitica.

Nel tempio A costruito nel II sec.a.C. furo


no ritrovati  armi ed elmi di buona fattura ed iscrizioni relative alla sistemazione del tempio.

La parte più scenografica e meglio conservata è quella del complesso Teatro-tempio B. Il tempio si trova su un alto basamento alle spalle del teatro.

Il teatro è delimitato da una grande muro in opera poligonale , sono presenti cinque fila di sedili in pietra,mente la parte alta della cavea aveva dei sedili in legno .

La cosa eccezionale riguarda la struttura "ergonomica" dei sedili in pietra,la cui curvatura segue la struttura del corpo umano ,risultando particolarmente comoda.

I muri della cavea presentano nella parte inferiore dei "telamoni": statue in posizione di sostegno.


Ai lati del teatro due grandi archi  introducono ad altri ambienti laterali .

Dall'ingresso un ampio sentiero lastricato con piccoli cubi regolari di legno conduce agli antichi edifici.

La storia dei Sanniti ,il fiero popolo che si oppose strenuamente e valorosamente all'espansione romana,riecheggia tra queste imponenti costruzioni ed anima questa regione fatta di monti e declivi sugli Appennini centrali,dove i profili dei rilievi " curvano dolcemente" in un susseguirsi di alture.

Qui lo strano detto ..."il Molise non esiste "..si mostra nel suo esatto rovesciamento a caratterizzare una regione ricca di storia e bellezza,dove gli elementi naturali:boschi,torrenti,alberi, rigogliosi e vivi si incontrano con le  antiche vestigia storiche e artistiche,
creando un mix di straordinario interesse. E come comparso su un muro del paese di Campomarano".. Il Molise ..resiste"

lunedì 27 giugno 2022

Museo Civico Archeologico di Anzio

 

Nel bellissimo palazzo della secentesca Villa Adele ad Anzio sono ospitati due interessanti Musei : il Museo Civico Archeologico ed il Museo dello Sbarco.


Villa Adele è una delle quattro storiche Ville che caratterizzano le città di Anzio e della sua vicina Nettuno.

Anzio è città antica e di grande storia perché fu un'importante città del popolo dei Latini da cui si originò la città di Roma, conquistata anche dai Volsci prima di diventare Municipium romano ed una delle località più amate dalla nobiltà romana che qui costruì diverse domus private . Ad Anzio sono presenti  infatti  importanti aree archeologiche come la grande area della Villa Imperiale,il Teatro Romano,la Tomba Mulakia e il Cisternone.

Il Museo Civico archeologico raccoglie importanti reperti a partire dall'età protostocica per passare all'età repubblicana e finire all'età imperiale alla quale appartengono delle bellissime statue come La Fanciulla di Anzio, Il Gladiatore, il torso conosciuto come l'Atleta e mosaici e affreschi provenienti dalla Villa Imperiale (conosciuta come Villa di Nerone).


L'ingresso nel Museo è costituito da una grande sala che contiene un grande mosaico pavimentale fatto in tessere di calcare e porfido con l' immagine centrale di un" Putto alato su pantera".

Disseminati all'interno delle sale ci sono  poi dei vasi di grande bellezza a figure nere e a figure rosse di arte attica alcuni e di ceramica apula altri, costituiscono un gruppo di opere di grande valore che sono state trafugate in varie zone d'Italia ed in seguito ritrovate  dai Carabinieri e qui collocate in mostra ,questi vasi di grandi dimensioni arricchiscono in bellezza  il Museo che già contiene importanti opere d'arte.

 La Fanciulla di Anzio rappresenta una giovane sacerdotessa che porta un piatto,la statua è un calco  perché l'originale,ovviamente trovato qui ad Anzio, è conservato al Palazzo Massimo a Roma,analogamente anche la statua del Gladiatore Borghese è un calco dell'originale conservato al Louvre di Parigi.

Di grande impatto poi è la sala del Museo che conserva originali affreschi con raffigurazioni floreali provenienti dalla Villa Imperiale e nella sala adiacente il



Ninfeo di Ercole che mostra la figura dell'eroe al centro di un mosaico circondato da inserti murari ricoperti di pietre e conchiglie.