martedì 2 novembre 2021

Sentiero Naturalistico da Sonnino

 


Dalle ultime case di Sonnino in direzione sud-est c'è un bel sentiero che è indicato da un cartello come Sentiero Naturalistico ma è anche conosciuto come sentiero Le Torce.

Il nome deriva dalla tradizionale processione-escursione chiamata Le Torce che percorre nella prima parte proprio questo sentiero per poi diramarsi in due tratti distinti.

Durante il percorso al calare delle tenebre vengono accese delle Torce che tutti i partecipanti portano fino alla fine del percorso.

Questo sentiero è giustamente chiamato "naturalistico" perché una ricca vegetazione mediterranea lo circonda.

La pianta più presente è il lentisco sia in forma di bassi cespugli sia di alberelli. Il lentisco in autunno ha delle bellissime bacche rosse che diventano progressivamente nere maturando.

Così il verde fresco delle caratteristiche foglie opposte del lentisco si mescola con il rosso ed il nero delle bacche.

A tratti poi si possono notare anche piante di mirto con le foglie appuntite e le bacche più rotonde e
nere.

L'altra pianta che è alternata al lentisco è la caratteristica "stramma"nel nome popolare e ampelodesmos come nome scientifico, la stramma è ruvida e graffiante in un verso e liscia nell'altro e presenta a volte alti pennacchi fioriti. Questa pianta caratteristica di tutti gli ambienti a vegetazione mediterranea è molto presente sui Monti Ausoni e i Monti Aurunci e costituiva una risorsa importante nell'economia dei luoghi fino a pochi decenni fa.  Con la stramma infatti venivano fatte le sedie,le scope ed i cesti usati in casa e nei lavori agricoli.

La lavorazione di questa pianta con la creazione di oggetti artigianali interessanti ed utili sopravvive in alcuni centri della nostra provincia come nel paese di San Cosma e Damiano.

Il  sentiero arriva ai piedi del Monte Ceraso per poi girare verso la base  del Monte Peschio dove è stato costruito un Rifugio a cui è stato dato il nome del più famoso dei briganti di queste zone : il brigante Gasbarrone.


venerdì 24 settembre 2021

La Valle di Suio

La Valle di Suio ha un suo fascino selvaggio e antico: il fiume Garigliano, che la percorre, scorre sempre diverso, alternando tratti più placidi a tratti più impetuosi.

Fiume Garigliano

 Il colore verde è dappertutto: dominante e rilassante : e' verde l'acqua del fiume e sono verdi gli alti alberi e la folta vegetazione che  accompagnano il  suo fluire.

La Valle di Suio è costellata di sorgenti solfuree con una forte componente di zolfo. Qui diversi stabilimenti termali utilizzano queste preziose acque per percorsi di benessere e per curare varie malattie.

La strada provinciale che attraversa la Valle passa al lato di


colline sulla sinistra e della campagna ricca di vegetazione e aranceti sul lato destro.

Suio ha un fascino selvaggio e i colori e gli odori caratterizzano questo luogo, accanto al verde brillante si aprono a tratti macchie di marrone per la vegetazione bruciata durante questa calda estate,l'odore di zolfo poi è sempre presente.

fiume Garigliano

Quando ci si immerge nelle acque delle piscine termali i getti di acqua massaggiano il corpo e inebriano le narici.

Siamo nel Lazio,nella provincia di Latina, e Suio è nel Comune di Castelforte,ultimo paese della regione nell'estremo confine, segnato dal fiume Garigliano, con la regione Campania.

Queste terre hanno vissuto sofferenze e devastazioni durante l'ultimo conflitto mondiale,la linea Gustav passava proprio qui, ed è qui a Castelforte e San Cosma e Damiano che è stato sfondato il fronte tedesco con combattimenti corpo a corpo nei due paesi,a cui è stata conferita la
Medaglia d'oro al Valor Civile. Un po' più a nord nei paesi confinanti della Provincia di Frosinone la popolazione ha subito le violenze dei reparti di soldati "marocchini" presenti nell'esercito alleato.

La pandemia,moderna guerra,non ha piegato le persone e la vita rinasce in questo angolo del Lazio,regione in prima linea nell'impegno alla vaccinazione, e tante persone affollano le piscine termali e gli alberghi.

lunedì 6 settembre 2021

Chiesa di Santa Giuliana di Vigo di Fassa

 

Il campanile della Chiesa di Santa Giuliana di Vigo di Fassa




svetta tra il verde del bosco di conifere nel quale è immerso e arricchisce il paesaggio di questa parte delle Dolomiti ,ben visibile anche dal fondo valle dove scorre il fiume Avisio.

La Chiesa sorge su un luogo di culto preistorico detto "Ciaslir de Vich" un primitivo insediamento delle genti retiche -antichi abitanti di questi luoghi. Gli studiosi hanno definito queste località "castelliere".

Il culto di Santa Giuliana fu introdotto dai primi evangelizzatori ed è presente la citazione della sua esistenza in un documento del 1237.

La chiesa fu edificata durante il XV sec., le tegole della guglia sono rossiccie ,colore ottenuto con la polvere di arenaria rossa estratta ai piedi del Latemar.

La pianta della Chiesa sembra rispecchiare la traiettoria del sole con direzione principale est/sud-est e ovest/sud-ovest.

Sulla parete sud della Chiesa è presente un grande affresco raffigurante San Cristoforo con il bambino. Secondo gli studiosi i dipinti dei Santi Cristoforo e Giorgio servivano a proteggere le costruzioni dal pericolo di inondazioni,pericolo sempre presente nelle Valli alpine.

Vicino alla Chiesa di Santa Giuliana è presente una piccola cappelle dedicata a San Maurizio


Alle spalle della Chiesa inizia un sentiero che attraversa un bosco di conifere dove,come lampi di luce, emergono bellissimi fiori di montagna. Il sentiero porta fino alla Station de Vael e al Rifugio Roda de Vael.

sabato 28 agosto 2021

Chiesa di S.Pietro Apostolo di Minturno



Nella parte alta del paese di Minturno - la medioevale Traetto - si trova un' antica e bella chiesa : quella di San Pietro Apostolo.

Siamo nella parte finale del Lazio sulle colline ultime propaggini dei Monti Aurunci e  vicino al fiume Garigliano, linea di confine con la Campania.

La Via Appia  passa poco più in basso e prima del Ponte sul Garigliano si accosta ai resti dell'antica Minturnae,importante città romana ed ora area archeologica con un grande teatro,ancora sede di spettacoli teatrali.

L'antico centro di Minturnae fu abbandonato dagli abitanti dopo la caduta dell'Impero Romano per difendersi dalle violenze e dai saccheggi  dei popoli barbari che invasero l'Italia. Questo fenomeno accomunò tutte le  popolazioni romane che abitavano nelle città e nei piccoli centri  situati nelle pianure.

Le popolazioni latine andarono così a rifugiarsi sulle colline e montagne della dorsale appenninica creando dei paesi che ancora adesso costituiscono la caratteristica struttura del'Italia.

La Chiesa di S.Pietro fu costruita con il materiale proveniente dalle rovine dell'antica Minturnae.

La cattedrale presenta tre navate divise da colonne con archi ogivali. L'ingresso ha due portici disuguali con archi a sesto acuto.

Elemento fondamentale della Chiesa è il campanile risalente al XII sec.


suddiviso in tre ordini di bifore gotiche.

All'interno ci sono delle cappelle decorate in arte barocca e un pulpito di notevole bellezza e importanza.

Il pulpito è decorato con mosaici cosmateschi di raffinata fattura con figure geometriche e tessere di pasta vitrea.La rampa delle scale è formata da due lastre marmoree con un bassorilievo che mostra un pistrice che ingoia e rigetta Giona racconto biblico che rappresenta la Resurrezione. 

giovedì 12 agosto 2021

"La casa dei Pesci". Recensione libro

 


Il libro La casa dei Pesci, scritto da Ilaria De Bernardis e Marco Santarelli,(Palombi Editore) racconta la storia di Paolo "il Pescatore" così è conosciuto Paolo Fanciulli il pescatore di Talamone che fin da ragazzo ha manifestato il suo amore per il mare e l'ambiente.

Una volta iniziato il mestiere di pescatore "artigianale" come tanti abitanti del borgo di Talamone ,Paolo ha potuto vedere con i suoi occhi come la pratica illegale della pesca "a strascico" sotto costa fosse totalmente distruttiva per tutte le forme di vita del mare e come creasse dei danni permanenti.

 Paolo Fanciulli iniziò così la sua "lotta" contro la pesca a strascico incontrando problemi di ogni tipo e mettendo a repentaglio più volte la sua incolumità.

  La sua passione e la sua caparbietà però gli fecero superare tutto riuscendo piano piano a coinvolgere le principali Associazioni Ambientaliste -come il  WWF- nella sua lotta e portando anche le autorità locali e regionali - che prima si mostravano tiepide, nella lotta contro la pratica distruttiva della pesca a strascico illegale.

 Le sue battaglie lo portarono a diventare un simbolo della difesa della natura e molti media di vari Paesi del mondo si interessarono alla battaglia per la difesa del mare dalla pesca a strascico sotto costa, prendendo spesso ispirazione per analoghe battaglie.

La messa in mare di dissuasori di cemento, ha segnato la svolta per questa battaglia ed ai dissuasori di cemento hanno fatto poi seguito la messa in mare di statue di grandi dimensioni realizzate da vari artisti di vari paesi che costituiscono tuttora un grande Museo sommerso davanti la costa di Talamone.

 Il libro sa mostrare la forza di uomo guidato dall'amore per la natura di cui il nostro mare è elemento fondamentale.

  La storia appassionante costituisce uno stimolo ed una fonte di ispirazione per tutti coloro che credono nella forza degli ideali e nella fondamentale importanza di fare di tutto per salvare l'AMBIENTE in cui viviamo e la nostra madre NATURA  con tutti gli esseri viventi che la abitano.

mercoledì 30 giugno 2021

Platani e Tigli a Viale Petrarca

 

C'è una strada a Latina che è una vera e propria Galleria verde. E'una strada a doppia carreggiata che arriva sulla Circonvallazione che segna il  Centro della città. Si trova vicino ai Giardini pubblici della città: i "Giardini Falcone-Borsellino" e vicino al Tribunale  ed è quindi una zona semi centrale.

La sua bellezza e particolarità risiede nella triplice fila di alberi :lateralmente ci sono i platani e nello spartitraffico centrale i tigli. I rami degli alberi si uniscono e in primavera ed estate è un vero spettacolo ,un tripudio di verde brillante.

Come una navata di una Chiesa gotica la prospettiva delle due galleri
e porta lo sguardo fino ai Giardini dove altri grandi alberi fanno da  sfondo.

Nelle giornate di caldo afoso fare una passeggiata lungo Viale Petrarca può regalare qualche minuto di fresco e bellezza. La posizione del Viale e la sua ampiezza permettono anche l'incanalarsi del vento che viene dal mare e quindi si può avere ancora più  benessere.

Questo Viale è un esempio dell'effetto positivo degli alberi  sul clima della città e degli effetti benefici del verde urbano sugli abitanti delle città. Senza poi dimenticare quanto gli alberi siano i più potenti produttori di ossigeno e gli unici capaci di depurare le polveri sottili che circolano nelle città.

E' auspicabile che tutto questo venga sempre più riconosciuto e valorizzato dagli amministratori della città e sia da esempio nella progettazione di quartieri o nella ristrutturazione degli stessi.