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martedì 2 novembre 2021

Sentiero Naturalistico da Sonnino

 


Dalle ultime case di Sonnino in direzione sud-est c'è un bel sentiero che è indicato da un cartello come Sentiero Naturalistico ma è anche conosciuto come sentiero Le Torce.

Il nome deriva dalla tradizionale processione-escursione chiamata Le Torce che percorre nella prima parte proprio questo sentiero per poi diramarsi in due tratti distinti.

Durante il percorso al calare delle tenebre vengono accese delle Torce che tutti i partecipanti portano fino alla fine del percorso.

Questo sentiero è giustamente chiamato "naturalistico" perché una ricca vegetazione mediterranea lo circonda.

La pianta più presente è il lentisco sia in forma di bassi cespugli sia di alberelli. Il lentisco in autunno ha delle bellissime bacche rosse che diventano progressivamente nere maturando.

Così il verde fresco delle caratteristiche foglie opposte del lentisco si mescola con il rosso ed il nero delle bacche.

A tratti poi si possono notare anche piante di mirto con le foglie appuntite e le bacche più rotonde e
nere.

L'altra pianta che è alternata al lentisco è la caratteristica "stramma"nel nome popolare e ampelodesmos come nome scientifico, la stramma è ruvida e graffiante in un verso e liscia nell'altro e presenta a volte alti pennacchi fioriti. Questa pianta caratteristica di tutti gli ambienti a vegetazione mediterranea è molto presente sui Monti Ausoni e i Monti Aurunci e costituiva una risorsa importante nell'economia dei luoghi fino a pochi decenni fa.  Con la stramma infatti venivano fatte le sedie,le scope ed i cesti usati in casa e nei lavori agricoli.

La lavorazione di questa pianta con la creazione di oggetti artigianali interessanti ed utili sopravvive in alcuni centri della nostra provincia come nel paese di San Cosma e Damiano.

Il  sentiero arriva ai piedi del Monte Ceraso per poi girare verso la base  del Monte Peschio dove è stato costruito un Rifugio a cui è stato dato il nome del più famoso dei briganti di queste zone : il brigante Gasbarrone.


giovedì 20 dicembre 2018

Strada medioevale da Ninfa a Norma


  

Vicino al lago di Ninfa, dove si trova anche il celeberrimo Giardino di Ninfa, si può iniziare un sentiero che porta fino al paese di Norma.
E' l'antica via medioevale che si percorreva per arrivare al paese di Norma, situato su uno sperone roccioso sulle propaggini meridionali dei Monti Lepini.
Il sentiero inizia a poca distanza da un importante canale di bonifica, il Canale Mussolini ,il cui ampio letto è a quest'altezza, privo d'acqua.
Ci si inoltra subito in salita tra gli uliveti che caratterizzano tutto il versante di questa montagna. Dopo il primo tratto con decisa pendenza, si attraversa la strada provinciale che porta a Norma. Questo tratto fa parte dell'ampio percorso della Via Francigena del sud ed infatti vi è all'inizio proprio il cartello Via Francigena ed i tipici segni gialli che connotano questo percorso.
La caratteristica vegetazione mediterranea costeggia tutto il percorso e lo rende piacevole ed interessante e così che, insieme a grandi piante con i fichi d'India,nel punto giusto di maturazione, i cespugli di lentisco  sono diffusi ovunque. La sorpresa più bella c'è quando tra il lentisco e lo "stracciabraghe"- una lianacea diffusa sia nella vegetazione vicina sia al mare che in collina-, appaiono le verdi e appuntite foglie del profumato mirto, che non è poi così frequente nei sentieri. Le sue bacche sono quasi nere,colore che segna la maturazione del frutto.
La pianura pontina sottostante è visibile fino al Promontorio del Circeo e si distinguono anche i principali centri abitati di questa parte della Pianura.  
Il sentiero gira il versante della montagna e la valle di Vado la Mola, con la strada che porta a Bassiano ,è visibile al di sotto. In questo tratto emergono le pietre degli antichi gradini che caratterizzavano la strada medioevale. Peccato che in questa parte il rumore dei colpi di un vicino poligono di tiro, disturbano la bellezza del luogo.
Si arriva a Norma nella punta estrema del paese e salendo ancora un po' si possono percorrere gli antichi vicoli , dirigendosi verso la piazza principale. C'è un concerto natalizio che si tiene nella piazza ad opera della banda del paese.... e migliore completamento della passeggiata non poteva esserci.

venerdì 9 dicembre 2016

Parco di Gianola e Monte di Scauri.passeggiata autunnale


Tutta la costa della provincia di Latina,oltre ad essere paesaggisticamente bellissima, è ricca di testimonianze storiche,archeologiche ed artistiche.
Da Sperlonga a Gaeta e a Formia il Parco Regionale Riviera d'Ulisse  www.parcorivieradiulisse.it tutela e valorizza tutta la zona.
Nella parte meridionale il Parco di Gianola e Monte di Scauri costituisce uno dei punti di maggiore interesse. L'area sorge tra i comuni di Formia e Minturno.
 Il promontorio collinare detto "monte di Scauri" è stato così tutelato dall'antropizzazione,molto forte in tutta l'area circostante, e permette di percorrere sentieri che attraversano una ricchissima flora mediterranea.
 Cespugli di lentisco,fillirea e mirto si intrecciano con le foglie,qui davvero grandi, dello smilax aspera. In questo periodo autunnale il mirto presenta delle belle bacche scure,se si spezza una delle tipiche foglioline a punta il profumo del mirto pervade le narici. I cespugli di "ampelodesmo",detto anche "stramma", sono diffusi in tutta l'area.
La lavorazione della  stramma era una caratteristica di tutte le popolazioni del sud della provincia.Veniva infatti lavorata ed usata per la realizzazione di cestini e contenitori, che venivano poi venduti,fino a pochi anni fa, nei negozi che si aprono lungo la vicina Via Appia.


 I sentieri si avvicinano spesso alla costa rocciosa. Nelle giornate di sole la bellezza dei raggi del sole che colpisce l'azzurro del mare insieme al verde brillante della macchia mediterranea costituisco un insieme irresistibile.
Nei sentieri interni poi si incontrano  bellissimi esemplari di sughere,mentre nel versante sud occidentale ci si imbatte in grandi pini d'Aleppo.

Ma la bellezza del Parco di Gianola non si limita alla vegetazione e alla grande biodiversità ivi presente, ma numerose numerose testimonianze storico-archeologiche impreziosiscono la zona ,in particolare lungo la linea di costa. A partire dal "Porto Cofaniello" al cosiddetto "Porticciolo Romano" fino ai resti della Villa di Mamurra.

lunedì 8 febbraio 2016

Lentisco lungo i sentieri sopra Sonnino

C'è una pianta che popola le pendici delle nostre colline e delle coste ,è un arbusto sempreverde che abbellisce e accompagna le passeggiate in natura sulle colline o vicino al mare in ogni stagione.
 E' il lentisco (Pistacia lentiscus,della famiglia delle Anacardiaceae).
 E' un cespuglio che fiorisce in primavera , in autunno presenta dei bei frutti rossi che tendono a diventare scuri, quasi neri  in  inverno.
 E così mentre le  basse temperature invernali rendono gli alberi spogli e tutto l'ambiente più  rigido, i frutti del lentisco  risaltano tra le delicate foglioline verdi opposte tipiche di questa pianta. Il lentisco ha un deciso profumo e per le sue proprietà aromatiche è stato, ed è tuttora,  utilizzat per svariati usi ,anche attualmente se ne trae una resina conosciuta come mastice.

In una giornata rigida di inizio anno sulle montagne che sovrastano il paese di Sonnino prendiamo il sentiero che sale in direzione sud-est. E' il sentiero che porta su alcune delle cime dei Monti Ausoni: Monte Romano e Monte delle Fate, ma è anche il sentiero seguito durante la tradizionale escursione-processione dei " Torciaroli " che, il giorno prima della festività dell'Ascensione, porta centinaia di persone a  ripercorrere gli antichi sentieri che collegavano i paesi degli Ausoni e circondavano il territorio dei Comuni.

Un pò di sole compare durante questa salita che, data la posizione a sud est,in estate e durante le giornate calde, è particolarmente faticosa.


Ma  tra il vento freddo e il caldo della salita una cosa risulta particolare e spettacolare è l'ininterrotta presenza dei cespugli del lentisco che costeggiano il sentiero lungo tutto il percorso fino alla sella sotto Monte Peschio e tutti cespugli presentano i frutti che vanno dal nero di quelli più maturi, al rosso e al rosa di quelli meno maturi.
Le foglie verdi insieme ai frutti rosso scuro con la visione sullo  sfondo dei tetti del paese di Sonnino  costituiscono uno spettacolo davvero affascinante che rende meno aspro il tagliente vento freddo di inizio Gennaio.