lunedì 16 gennaio 2017

Museo della Città di Terracina e Mostra di Laura Marcucci Cambellotti

Inaugurato a maggio 2016 e collocato nel Palazzo storico della Bonificazione Pontina, voluto da Papa Pio VI Braschi,il Museo della Città di Terracina, ancora poco conosciuto, si rivela non solo una piacevolissima sorpresa,ma un vero scrigno di tesori d'arte e di emozioni.

Ubicato in Piazza Santa Domitilla vicino alla Cattedrale di San Cesareo,il Museo della Città di Terracina è composto da varie sezioni : la sezione archeologica molto ricca  si trova al secondo piano, ma  molte statue sono collocate anche  al piano terra, dove si trova la sezione scientifica dedicata agli studi sull'illusionismo ottico,con pannelli esplicativi e  riproduzioni sperimentali che ciascun visitatore può provare e sperimentare.

Nel primo piano c'è invece la sezione dedicata alla Bonifica delle Paludi Pontine e al Papa Pio VI Braschi che fece proprio della città di Terracina il centro politico,amministrativo e tecnico dell'opera di Bonifica e che fece realizzare edifici e strutture che trasformarono la città  in senso urbanistico-territoriale.
Al primo piano si trova anche la bellissima mostra "Visioni.Tra incanto e realtà"  di Laura Marcucci Cambellotti.L'artista che
completò la sua formazione artistica  a Roma ,visse con la sua famiglia tra Latina e Terracina.
 Figlia di uno dei fondatori delle scuole rurali delle Paludi Pontine, sposò il figlio di Duilio Cambellotti,uno dei più importanti artisti dei primi decenni del XX sec.
Duilio Cambellotti, aveva  rapporti di amicizia con la famiglia  dei Marcucci,  realizzò  sculture e affreschi destinati alla città di Latina e dedicati proprio alla natura e ai paesaggi agrari del territorio pontino.
La mostra presenta dipinti con autoritratti e ritratti di famiglia,nature morte e una serie di bellissimi arazzi cui l'artista si è dedicata negli ultimi decenni. Di grande bellezza e impatto sono tutte le opere ma quelle che hanno per soggetto i territori pontini spiccano su tutte, come l'arazzo dove il profilo del Monte Circeo definisce il paesaggio marino, con lunghi steli di esile vegetazione ,la spiaggia dorata e il mare. Paesaggio che è ancora adesso quello della spiaggia di Latina.

La mostra rimarrà nel Museo della Città di Terracina fino al 7 febbraio. 

lunedì 9 gennaio 2017

La Villa di Mamurra.Parco di Gianola


L'altura costiera di Gianola e del Monte di Scauri costituisce un complesso orografico delimitato ad occidente dalla spiaggia di S.Janni e ad oriente dall'insenatura del "Porto di Gianola",verso oriente il promontorio termina con il "Monte d'Oro" sulla spiaggia del borgo di Scauri,dove un'altra villa romana venne attribuita a Marco Emilio Scauro.
Il promontorio è una propaggine del vicino e retrostante massiccio dei Monti Aurunci,lì dove il Monte Redentore si affaccia sul golfo di Gaeta.
In questo punto indicato Porto di Gianola ,la tradizione indica un Tempio di Giano al culmine dei ruderi romani di una grande villa.
 I resti più evidenti e riconoscibili sono quelli della Villa di Mamurra, un formiano arricchitosi come prefetto dell'esercito romano,nel corpo dei genieri.
La Villa di Mamurra si presenta come un edificio complesso con terrazze digradanti verso il mare,la cisterna delle trentasei colonne e resti della scala con volta che arrivava al mare e alla grotta della Janara,un luogo estremamente suggestivo con gradini intagliati nella roccia e nella grotta resti di intonaco e l'evidente presenza nei tempi antichi di una scultura.


In corrispondenza della cisterna delle Trentasei Colonne vi era un "balneum".Il ritrovamento di tubuli fittili per riscaldare l'ambiente danno la certezza della presenza di ipocausti e quindi la piscina può essere identificata come "calidarium".

Tutto il complesso è inserito all'interno del bellissimo Parco Regionale detto Parco di Gianola e Monte di Scauri.- www.parchilazio.it/gianola.

mercoledì 21 dicembre 2016

Castro dei Volsci:Chiesa di San Nicola e Monumento alla "Mamma Ciociara"



Castro dei Volsci si affaccia sulla valle del fiume Sacco e sui Monti Ausoni che lo circondano,"il balcone" della Ciociaria presenta tante testimonianze  storiche e artistiche che attraversano i secoli e fanno di questo paese un luogo speciale.
Appena entrati nel paese  attraverso Porta della Valle si è colpiti  dall'aspetto medioevale delle case e delle vie strette,ripide e tortuose che portano i visitatori nella parte più alta del paese.
 Il Municipio con la piazza antistante permette una spettacolare vista sui Monti Ausoni. Da qui si sale ancora attraversando la Porta dell'Orologio,sovrastata dalla Torre omonima, arrivando infine alla Chiesa principale di Castro dei Volsci :La Chiesa di S.Oliva.
  
Siamo nella parte più alta dove sui resti di antichi torrioni appartenenti alla Rocca di S.Pietro,della potente famiglia Colonna,è stato realizzato un piazzale dove si ergono il Monumento alla Pace e il famoso Monumento alla Mamma Ciociara. Qui,sul marmo,  sono incise tre lettere di condannati a morte della Resistenza Italiana, la lettura  di queste lettere, in questa cornice particolare, circondati dal cielo e i monti, risulta decisamente emozionante.


Fuori dalla cinta di mura la Chiesa di San Nicola rappresenta un altro tesoro artistico.Sono presenti: un ciclo di affreschi del XII sec., in parte visibili, una grande rappresentazione di San Cristoforo e la Statua della Madonna del Carmine,spostata dalla antica chiesetta di San Tamaro che è risultata lesionata dal terremoto dell'ottobre scorso.

Le competenti guide della Pro Loco di Castro dei Volsci fanno notare la presenza di alcuni segni particolari sulle pareti: il nodo di Salomone e la Croce inserita nel quadrato segni tipici dell'Ordine dei Templari...e così anche qui l'affascinante storia dei Templari aggiunge interesse ai luoghi.

venerdì 9 dicembre 2016

Parco di Gianola e Monte di Scauri.passeggiata autunnale


Tutta la costa della provincia di Latina,oltre ad essere paesaggisticamente bellissima, è ricca di testimonianze storiche,archeologiche ed artistiche.
Da Sperlonga a Gaeta e a Formia il Parco Regionale Riviera d'Ulisse  www.parcorivieradiulisse.it tutela e valorizza tutta la zona.
Nella parte meridionale il Parco di Gianola e Monte di Scauri costituisce uno dei punti di maggiore interesse. L'area sorge tra i comuni di Formia e Minturno.
 Il promontorio collinare detto "monte di Scauri" è stato così tutelato dall'antropizzazione,molto forte in tutta l'area circostante, e permette di percorrere sentieri che attraversano una ricchissima flora mediterranea.
 Cespugli di lentisco,fillirea e mirto si intrecciano con le foglie,qui davvero grandi, dello smilax aspera. In questo periodo autunnale il mirto presenta delle belle bacche scure,se si spezza una delle tipiche foglioline a punta il profumo del mirto pervade le narici. I cespugli di "ampelodesmo",detto anche "stramma", sono diffusi in tutta l'area.
La lavorazione della  stramma era una caratteristica di tutte le popolazioni del sud della provincia.Veniva infatti lavorata ed usata per la realizzazione di cestini e contenitori, che venivano poi venduti,fino a pochi anni fa, nei negozi che si aprono lungo la vicina Via Appia.


 I sentieri si avvicinano spesso alla costa rocciosa. Nelle giornate di sole la bellezza dei raggi del sole che colpisce l'azzurro del mare insieme al verde brillante della macchia mediterranea costituisco un insieme irresistibile.
Nei sentieri interni poi si incontrano  bellissimi esemplari di sughere,mentre nel versante sud occidentale ci si imbatte in grandi pini d'Aleppo.

Ma la bellezza del Parco di Gianola non si limita alla vegetazione e alla grande biodiversità ivi presente, ma numerose numerose testimonianze storico-archeologiche impreziosiscono la zona ,in particolare lungo la linea di costa. A partire dal "Porto Cofaniello" al cosiddetto "Porticciolo Romano" fino ai resti della Villa di Mamurra.

giovedì 24 novembre 2016

Museo Archeologico di Frosinone

Nel centro della città di Frosinone, nella parte alta e più antica della città, un piccolo ma interessante Museo Archeologico abbellisce la visita della parte antica di Frosinone.
Tra i vicoli stretti e belle antiche Chiese del centro  si trova  questo Museo che  presenta molti reperti ritrovati nel territorio e appartenenti alle antiche civiltà del Lazio che erano stanziate in queste zone.


Il Museo è diviso in tre sezioni: Preistoria e Protostoria; Età Arcaica ed Età Romana.
I reperti preistorici sono appartenenti al Paleolitico e all'Età del ferro punte di frecce,oggetti domestici e vasellame.
I reperti appartenenti all'Età Arcaica illustrano in interessanti pannelli il popolo dei Volsci,l'antica civiltà appenninica che occupò questo territorio, entrando in contatto con Roma durante il periodo della sua espansione nel Lazio. Per noi visitatori, provenienti da Latina, i Volsci sono il popolo più conosciuto perché i più importanti centri della provincia di Latina sono appartenenti al popolo dei Volsci.
 I Volsci sono la civiltà preromana del Lazio meno studiata e che ancora riserva margini per interessanti approfondimenti.
 I reperti sono appartenenti alla civiltà dei Volsci,degli Ernici e degli Etruschi. Uno dei pezzi più interessanti di questa sezione è l'Antefissa Valle che raffigura una testa femminile,probabilmente facente parte della decorazione in terracotta del tetto di un tempio con le caratteristiche formali tipiche dell'Etruria,databile alla fine del VI sec.
La sezione romana presenta un'interessantissima collezione di monete romane.Sono ben collocate in grandi dischi in plexiglass girabili che permettono di vedere e leggere su entrambi i lati i particolari iconografici e le scritte presenti sulle varie monete. E così la storia di Roma passa sotto gli occhi con una carrellata che va dall'epoca repubblicana fino a quella del Tardo Impero.


martedì 4 ottobre 2016

MMM RIPA.Brunico

Il Castello di Brunico fu fatto costruire dal vescovo di Bressanone nella seconda metà del XIII sec. per proteggere i possedimenti della Val Pusteria.
 Successivamente ampliato è attualmente proprietà della  città di Brunico ed è sede dell'MMM RIPA una delle cinque strutture del Messner Mountain Museum.

Il Castello possiede delle caratteristiche che lo rendono di per sé affascinante con le alti torre merlate ed il cortile con svariati stemmi ed effigi che richiamano l'uso del castello e la sua funzione nei secoli passati.

Gli ambienti del castello sono stati adibiti a Museo della Montagna e delle genti di Montagna con settori dedicati a vari territori di montagna sparsi sulla Terra e soprattutto dedicati alle genti che li hanno abitati.

Così si incontrano i popoli "nomadi" delle montagne in  Tibet,Medio Oriente,Mongolia.
Nel sotterraneo il primo settore è dedicato al territorio dell'Alto Adige e poi  oggetti e ricostruzioni di ambienti relativi ai popoli africani e oceanici.

 A seguire nei vari piani del castello si possono osservare oggetti degli usi e della cultura dei popoli del Caucaso dei Monti Tatra,delle Alpi,dei popoli delle Ande,del Karakorum,dell'Himalaya.

C'è poi il piano dedicato alle religioni di questi popoli,all'architettura di montagna e alle armi. Il Museo presenta una grande varietà di testimonianze da oggetti e fotografie fino alla ricostruzione delle tende e grotte utilizzate da questi popoli.

Una grande statua del Budda nella posizione del fiore di loto accoglie i visitatori poco dopo l'ingresso,mentre nel grande cortile interno una splendida statua del Budda dormiente avvicina i visitatori all'atmosfera di stupore,conoscenza e fascino che tutti gli ambienti del Museo trasmettono.