martedì 7 luglio 2015

Monte Tremoggia. Parco Regionale del Gran Sasso

Il vasto altopiano di Campo Imperatore  è caratterizzato dal lungo profilo degli alti Monti che lo sovrastano . 
Una lunga cresta unisce Monte Aquila,Brancastello, Monte Prena e Monte Camicia e più indietro il Monte Tremoggia,la cui cima non è visibile dalla piana.

piana di Campo Imperatore
Ma la salita a  Monte Tremoggia è bella e affascinante soprattutto dal valloncello e dalla pineta che sovrastano Fonte Vetica.(1683 m.)

Fonte Vetica è un'antica sorgente. Poco sopra c'è un rifugio/ ristorante con annesso un campeggio,dove, coloro che intendono salire sui Monti Tremoggia e Camicia, soggiornano la sera.

 Nei pressi si trova la zona in cui punti di ristoro fissi vendono salumi, insaccati, formaggi e carne fresca  da cucinare all'esterno.

stella alpina
Un tabellone, posto vicino alla fonte e al parcheggio, ricorda ai visitatori che siamo all'interno del Parco Regionale del Gran Sasso e Monti della Laga www.gransassolagapark.it/   , descrivendo le caratteristiche naturalistiche della zona.

Si sale al lato della pineta, da un valloncello tra rocce e rigogliosa vegetazione. Si arriva quindi ai prati verdi che caratterizzano la Sella di Fonte Fredda a 1994 metri.
 Da qui girando a sinistra  si percorre il ripido crinale,ma facile ed erboso, che sale fino alla cima del Monte Tremoggia. Lungo il percorso tanti fiori abbelliscono e rendono interessante il sentiero. Tra il giallo intenso dei "doronici" e altri fiori variopinti,spiccano, piccole e "quasi protette" dai sassi, delle "stelle alpine".

Sulla cima c'è una croce con su incisa una bella frase  e un mucchio di sassi con su scritto l'altezza del Monte Tremoggia : 2350 m. E' una cima particolare perchè costituita da un piccolo pianoro erboso costellato da fiori belli e preziosi: delle genzianelle dall'intenso blu e le campanule azzurre blu della genziana "clusii" .


Sperone "Dente di Lupo"
Lo sperone roccioso detto Dente di Lupo è ben visibile poco prima di arrivare alla cima,mentre la discesa,con i bei cuscini di silene acaule, si può effettuare dal sentiero che attraversa il Vallone di  Vradda che da Fonte Vetica porta fino alla cima del Monte Camicia.

martedì 23 giugno 2015

Monte Etra . Massiccio del Sirente

Nel massiccio del Monte Sirente il Monte Etra,nel versante occidentale, risulta una vetta molto interessante ed affascinante da raggiungere con un sentiero escursionistico, tracciato dal CAI.
Gole di Celano

Vi si arriva attraversando prima il paese di Celano e poi più in alto quello di Ovindoli (L'Aquila) per poi prendere la strada che attraversa la Valle d'Arano. Dal ponticello situato all'imbocco della valle d'Arano si prende la carrareccia che risale dolcemente per circa 4 km andando in direzione est.

Durante il percorso ,quando la vegetazione si apre, un'affascinante sorpresa aspetta gli escursionisti ,in basso si vedono le famose "Gole di Celano",dall'alto si nota la fenditura delle montagne e la  stretta  gola che risale la montagna. Percorrendola da Celano,  la gola risulta  uno stretto canyon con grandi massi.

Si arriva quindi alla Bocchetta di Prato del Popolo a m.1607 un piccolo pianoro da dove si diramano vari sentieri. Da qui si prende il sentiero segnato, in direzione sud, che sale decisamente fino ad  arrivare al Monte Savina,la punta più a nord della lunga cresta che porta alla vetta del Monte Etra.

Lungo il sentiero  ad un certo punto si avvistano dei grandi volatili,appena ci passano sopra le teste,possiamo  vederli meglio : sono delle aquile !! ...padrone del cielo e delle montagne!


Una fioritura varia e di grande bellezza è presente lungo tutta la cresta e, una volta arrivati alla cima del Monte Etra a 1818 m., si può godere della vista di un gran bel panorama: la piana del Fucino e di fronte il Monte Serra di Celano che sovrasta il paese di Celano. 

martedì 9 giugno 2015

Fondo della Salsa. Gruppo del Gran Sasso



Fondo della Salsa è il nome della stretta valle ai piedi della parete nord del Monte Camicia nel gruppo del Gran Sasso.

Vi si arriva con un sentiero del CAI che attraversa una faggeta. E' primavera e i faggi hanno appena messo le loro foglie che sono di un verde tenerissimo che rallegra e dà belle sensazioni.

Quest'anno i versanti orientali del Gran Sasso sono stati investiti da nevicate intensissime fino alla fine di marzo e la stretta valle del Fondo della Salsa è ricoperta di neve. Qui fino all'estate c'è un nevaio che si trova ad una quota molto bassa circa 1000 metri e si mantiene per lungo tempo perché sovrastato dalla parete nord del Monte Camicia ed in parte ombreggiato.

Il nevaio quest'anno è molto più esteso e lungo il percorso incontriamo ancora i resti di una valanga che ha distrutto numerosi faggi che avevano appena messo le gemme. Percorriamo un sentiero più in alto che ci permette di sovrastare il Fondo della Salsa sotto la parete nord del Monte Camicia.

Questa parete è stata una sfida per gli alpinisti fin dagli anni '20 del '900 , particolarmente difficile sia per la lunghezza dei tratti verticali,sia per la friabilità della roccia. 

Diversi sono stati gli scalatori che si sono cimentati nella scalata, qualcuno perdendo la vita. Due scalatori abruzzesi Bruno Marsilii e Antonio Panza nel 1934 dopo averla scalata una prima volta non furono creduti e quindi vi ritornarono a distanza di un anno lasciando una maglietta rossa alla sommità della parete , come prova. Su questa vicenda è stato realizzato un bel filmato , intitolato proprio "La camicia rossa del Camicia" - http://www.caipenne.it/index.php/attivita/alpinismo/19-la-maglia-rossa-sulla-parete-nord-del-monte-camicia

Quattro camosci attraversano la neve in fondo, sotto la parete, ricordandoci che questo è il loro regno e qui  si può ammirare con rispetto la grandezza e la bellezza della natura.

lunedì 25 maggio 2015

Museo della città e del territorio di Cori



IL MUSEO della CITTA' e del TERRITORIO di Cori ha la sua sede presso il complesso architettonico di S.Oliva nel centro della città.

Cori è il nome dell'antica città di Cora,uno dei più importanti centri del LAZIO che si opposero alla nascente potenza di Roma nella Lega Latina e anche quando la Lega venne sconfitta, Cora mantenne un importante ruolo ottenendo la condizione di città federata.

Il Museo è composto di sette sezioni cronologiche e tematiche: Geografia del territorio; Preistoria; l'Età Arcaica ; l'Età Romana ; l'Altomedioevo; il Medioevo e l'Età Moderna.

Il Museo è composto di tre piani e quando si passa dal piano inferiore a quello superiore si ha la bellissima sorpresa di entrare nel portico superiore del complesso architettonico della Chiesa di s.Oliva e così possiamo osservare da vicino i capitelli medioevali con la loro caratteristica difformità e con la presenza di volti scolpiti e simboli vari.

Molti i reperti esposti affascinanti e importanti, come le pietre scheggiate di età preistorica., i bronzi e le ceramiche provenienti dalla necropoli di Caracupa/Valvisciolo nel territorio di Sermoneta, la stipe votiva del tempio di Ercole e i tanti ex-voto ritrovati nei pressi del tempio.
Anche le epoche più vicine mostrano importanti documenti storici come quelli relativi alla comunità ebraica di Cori risalenti al 1500, oppure all'intera serie di stampe di G.Battista Piranesi dedicate alle antichità di Cora.
Il Museo è aperto venerdì,sabato e domenica tutto il giorno : www.comune.cori.it
                                                                                                              museo@comune.cori.it

lunedì 11 maggio 2015

Museo della Ceramica di Castelli



Il paese di Castelli alle pendici della parete nord del Monte Camicia del gruppo del Gran Sasso - è famoso in Italia e nel mondo per la sua secolare produzione di ceramiche artistiche.

Girare per le strade del paese è come girare in un museo all'aperto,le numerose botteghe artigiane mostrano all'esterno, o in vetrine, preziosi e lavoratissimi esemplari di ceramiche artistiche.

Nel paese comunque c'è anche il Museo della Ceramica,collocato nella nuova sede, dopo i danni del terremoto del 2009.
 Una giovane e competente guida accompagna i visitatori in un viaggio attraverso la produzione secolare di Castelli,partendo dalle specificità geomorfologiche del territorio, che hanno permesso queste pregiate produzioni per poi spiegare  le varie fasi della lavorazione.

Così  che tra i visitatori, che ascoltano tra i preziosi pezzi in esposizione, si materializza il lavoro dei maestri ceramisti e la grande perizia che li ha portati a realizzare quei capolavori che si possono ammirare nelle vetrine del museo.

Sono esposte  anche le primitive mattonelle che decoravano anticamente la  volta della vicina chiesa di San Donato.La volta, definita la "Cappella Sistina" della Ceramica, è decorata con ben 814 mattonelle in ceramica e quest'ultima decorazione, che presenta soggetti vari e tutti diversi, risale al XVII sec.

Il colore e i paesaggi sono i protagonisti di queste affascinanti  ceramiche.
Il colore passa dal blu intenso della produzione cinquecentesca ai tenui colori pastello settecenteschi, fino al rosso rubino della produzione dell'800.


Nel paese c'è anche il Liceo Artistico Statale per il design "F.A.Grue"   creato per perpetuare la tradizione dei maestri ceramisti ma anche per formare professionisti aperti al mondo e alle nuove tendenze artistiche. 

lunedì 27 aprile 2015

Santuario del Crocefisso.Bassiano


Alle pendici del Monte Carbolino sui Lepini e a 3 km dal paese di Bassiano è situato un luogo suggestivo e carico di spiritualità è il  Santuario del Crocefisso.

Santuario del Crocefisso
E' una costruzione antica legata alle vicende storiche che hanno interessato l'italia e l'Europa nei secoli del Medioevo. Quì infatti sono giunti intorno al 1300  alcuni frati appartenenti ai Fraticelli Spirituali Francescani in fuga per motivi di contrasti religiosi nel loro ordine
 Trovarono rifugio tra queste montagne dove, proprio quì, esisteva un'antica grotta. Costruirono altri ambienti intorno alla grotta,tra cui un romitorio e la Cappella detta delle Palme

Si entra e dopo una prima stanza ci si trova ,dopo poche scale,nella grotta,dove si possono vedere gli antichi affreschi ,tra una parete rocciosa e l'altra.
Un'altra tradizione vuole che in questo luogo trovassero rifugio dei frati Templari in fuga dall'Abbazia di Valvisciolo dopo che l'Ordine dei Templari fu soppresso per volere di Filippo il Bello re di Francia nel 1343 e i frati Templari imprigionati e uccisi.

Grotta con affreschi del Santuario del Crocefisso
Il nome Santuario del Crocefisso però risale alla presenza di un Crocefisso in legno realizzato del frate Pietrosanti da Bassiano un'artista che realizzò diversi Crocefissi dello stesso stili per alcune chiese del Lazio.

Il Cristo del Crocefisso è rappresentato in modo drammatico con il sangue sul corpo e i segni della sofferenza fisica nel volto. Il frate Pietrosanti usava scolpire dopo giorni di preghiera e pratiche penitenziali intense.


Una strada asfaltata proveniente da Bassiano e dei sentieri provenienti dalla cima e dalla base del Monte Carbolino raggiungono la località che aumenta la sua suggestione proprio per essere immersa nel folto dei boschi.