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giovedì 1 marzo 2018

Castello di Maenza


Il paese di Maenza è arroccato sulle ultime propaggini dei Monti Lepini in direzione sud.
Maenza si affaccia sulla piana che divide i Monti Lepini dai Monti Ausoni e da qui si può osservare tutto il paesaggio ed individuare bene i paesi  circostanti, la vicina Roccagorga e Priverno ,Roccasecca e Sonnino sugli Ausoni. .www.prolocomaenza.it/eventi.html

Per visitare Maenza bisogna inoltrarsi in salita sui vicoli ampi di gradini in pietra e si avrà la sorpresa di passare in un antico centro di origine medioevale ben conservato,pulito ed in ordine. 
Qua e là tra i vicoli si aprono costruzioni e monumenti di pregio come la Loggia dei Mercanti, Piazza San Reparata con l'artistica fontana ottagonale e la Chiesa di S.Maria Assunta in cielo.

Nella parte sommitale del paese,alla fine di questo percorso all'interno del paese si trova il Castello Baronale. Il castello,la cui mole è ben visibile anche dalla pianura, fu iniziato nel XII sec. come torre di avvistamento dei Conti di Ceccano, nel cui feudo rientrava anche questo territorio. Fu ampliato nel XII sec. San Tommaso che si spostò poi all'abbazia di Fossanova ,dove in seguito morì.
divenendo importante castello della famiglia.Nel 1274 soggiornò qui
d'Aquino

All'interno del castello si possono vedere pregevoli affreschi a grottesche e portali con gli stemmi dei Caetani (una delle famiglie che divenne in seguito proprietaria del castello).
Nelle sale del castello sono ospitati un Museo del Paesaggio ed un interessantissimo Centro di documentazione cartografica che presenta antiche carte della zona,compresa la pianura pontina pre-bonifica, relative a diverse epoche storiche. Qua e là sono collocati dei magnifici costumi medievali. Maenza ospita diverse manifestazioni culturali che si svolgono proprio nel piazzale
antistante il castello,tra queste la più conosciuta è la Passione del Venerdì Santo.

lunedì 27 aprile 2015

Santuario del Crocefisso.Bassiano


Alle pendici del Monte Carbolino sui Lepini e a 3 km dal paese di Bassiano è situato un luogo suggestivo e carico di spiritualità è il  Santuario del Crocefisso.

Santuario del Crocefisso
E' una costruzione antica legata alle vicende storiche che hanno interessato l'italia e l'Europa nei secoli del Medioevo. Quì infatti sono giunti intorno al 1300  alcuni frati appartenenti ai Fraticelli Spirituali Francescani in fuga per motivi di contrasti religiosi nel loro ordine
 Trovarono rifugio tra queste montagne dove, proprio quì, esisteva un'antica grotta. Costruirono altri ambienti intorno alla grotta,tra cui un romitorio e la Cappella detta delle Palme

Si entra e dopo una prima stanza ci si trova ,dopo poche scale,nella grotta,dove si possono vedere gli antichi affreschi ,tra una parete rocciosa e l'altra.
Un'altra tradizione vuole che in questo luogo trovassero rifugio dei frati Templari in fuga dall'Abbazia di Valvisciolo dopo che l'Ordine dei Templari fu soppresso per volere di Filippo il Bello re di Francia nel 1343 e i frati Templari imprigionati e uccisi.

Grotta con affreschi del Santuario del Crocefisso
Il nome Santuario del Crocefisso però risale alla presenza di un Crocefisso in legno realizzato del frate Pietrosanti da Bassiano un'artista che realizzò diversi Crocefissi dello stesso stili per alcune chiese del Lazio.

Il Cristo del Crocefisso è rappresentato in modo drammatico con il sangue sul corpo e i segni della sofferenza fisica nel volto. Il frate Pietrosanti usava scolpire dopo giorni di preghiera e pratiche penitenziali intense.


Una strada asfaltata proveniente da Bassiano e dei sentieri provenienti dalla cima e dalla base del Monte Carbolino raggiungono la località che aumenta la sua suggestione proprio per essere immersa nel folto dei boschi.

mercoledì 19 dicembre 2012

Monte Gemma tra nuvole e sole

Il Monte Gemma(1457m) nei Lepini Orientali è la terza cima più alta del gruppo, il versante sud da Maenza è meno frequentato rispetto al versante nord , ma più affascinante per le splendide visuali e i panorami mozzafiato.

Anche la morfologia del terreno è diversa quanto è boscoso il versante nord , tanto è aspro e brullo il versante sud, più ripida anche la salita e maggiore il dislivello.

Si prende la strada per Monte Acuto dalla via Carpinetana e arrivati al grande Fontanile si trova l'inizio del sentiero. Dal fontanile, a 755 m.,si sale piegando a sinistra e percorrendo un lungo tratto fino ad arrivare alla sella a Nord del Monte Sentinella.

Da qui il panorama comincia ad essere interessante perché la Catena del Semprevisa si staglia di fronte, incorniciata dalle nuvole che salgono e scendono rivelando d'improvviso le cime più conosciute.

Si sale per un pendio ripido e sassoso fino e per tutta la salita in direzione ovest la punta acuta del Monte Cacume fa capolino dalle nuvole.

La salita dal versante sud del Gemma è quella che meglio permette di osservare il fantastico gioco delle nuvole che con moti incessanti si diradano e si addensano creando fantastici panorami ed esponendo chi sale ad un sole caldo oppure al freddo e all'umidità delle nuvole che li circondano.

Allo stesso modo la cima del Cacume appare e scompare creando molteplici forme.

Dopo una ripida salita,si arriva infine alla cima vicino la quale c'è un inghiottitoio da cui è bene tenersi lontani specie quando c’è neve.Sotto la cima è stata posta una grande croce, se si scende con un anello si costeggia un ampio dirupo roccioso,suggestivo alla vista quando, percorrendo la cresta in direzione sud-est, ci si gira

Siamo ormai avvolti dalla nebbia e le persone camminano in fila indiana , scomparendo nella nebbia dopo una ventina di metri.

Il punto di arrivo è la Chiesetta di San Luca che rappresenta un pregevole esempio di architettura con forme miste dove il portale e le finestre ogivali si affacciano su una rude struttura in pietra, semplice ed essenziale con le piccole torrette che incorniciano la facciata.

Una Lapide sulla parete ricorda il restauro del "Santuario di San Luca" e la sua riapertura al culto nel 1984.



martedì 15 febbraio 2011

Passeggiata nella neve sui Lepini

alberi lungo il sentiero.foto di Angelo MarchettiDomenica 23 gennaio, sotto un cielo grigio e plumbeo iniziamo un'escursione verso la cima del Monte Cacume.
E' la fine di gennaio e dopo settimane di clima moderato , la temperatura è di nuovo scesa , ritornando sulle medie stagionali e riportando la neve su tutte le montagne del Centro Italia.
Anche sui Lepini nevica da tre giorni , ma certo nessuno si aspettava di trovare così tanta neve sul Monte più basso della catena.



Il Monte Cacume è un Monte particolare: la sua cima acuta si nota da lontano , come si arriva nella piana di Frosinone , il suo nome deriva infatti dal latino “acumen”, ha una particolare conformazione geologica diversa dal resto dei Lepini ed in primavera vi fioriscono numerose specie di orchidee , inoltre il suo nome è stato nobilitato da una citazione letteraria: lo cita infatti Dante nella Divina Commedia (Purgatorio canto VII).
E' una montagna di altezza moderata 1095 metri, ma in questi giorni la neve è scesa fino a moderate altezze.


Già nevica nel paese di Patrica, il punto di partenza del sentiero, ed un anziano del paese ci rimprovera amichevolmente perché questo “non è un giorno di andare in montagna!” Si inizia il sentiero e ben presto ogni elemento del terreno sparisce coperto da una coltre bianca sempre più alta!!
Gli arbusti secchi formano strane immagini, circondati e coperti dalla neve come sono.
Gli alberi quasi svaniscono nel bianco del paesaggio, solo i sempreverde lecci , mantengono qualcosa della loro forma, perché le coriacee foglie verde brillante si intravedono nella neve.
C'è silenzio assoluto ed è un'esperienza molto bella !!
Il bosco con la neve è un paesaggio molto più affascinante delle bianche distese innevate dei campi di sci ,a cui la maggior parte delle persone è abituata.
Gli alberi come bianchi fantasmi ci accompagnano fin su la vetta ,spazzata da un vento gelido che ci fa ridiscendere in fretta...
In uno spiazzo riparato festeggiamo il compleanno di uno di noi, con dolcetti sezzesi e squisito liquore di mirto.
Gli scorci di paesaggio che incontriamo, mentre camminiamo in silenzio affondando nella neve , sono davvero incredibili, specie da queste parti, e così ringrazio , nel mio cuore, per questo inaspettato regalo della natura !!

martedì 11 gennaio 2011

Monte Malaina.Lepini

Il Monte Malaina è la seconda cima dopo il Semprevisa. della catena dei Lepini è alto 1480 metri.
Lo si raggiunge da diversi lati e versanti , la via più impegnativa, ma anche suggestiva ,parte dalla località detta “Cona di Selva Piana” ,sulla strada che dalla statale Monti Lepini porta al paese di Carpineto.



E' un sentiero lungo, di circa 800 metri di dislivello che attraversa vari ambienti. Dopo un primo tratto di sentiero nel bosco si arriva alla Fonte Acqua del Carpino, da qui si riprende a salire attraverso un bosco di lecci sempreverdi.
Ad un certo punto il bosco finisce e si arriva a dei pianori disseminati di muri a secco , ricoveri dei pastori.
Si prosegue a destra e si arriva ad uno dei punti più interessanti : in un piccolo pianoro si erge un'enorme quercia secolare : un cerro dalle caratteristiche foglie a “lobi”.
L'albero è maestoso pure adesso che è inverno ed ha perso tutte le sue foglie.

Insieme a noi c'è un biologo esperto nella flora dei Monti Lepini, ascoltiamo “coraggiosamente” la sua spiegazione mentre un vento freddo ci gela !
A questo punto inizia il tratto più bello che passa attraverso faggete e doline , un manto di foglie marroni copre il suolo e i pochi massi affioranti sono ricoperti da un muschio verde brillante, bellissimo!
Resistiamo alla tentazione di prendercene un po' ( tutto ciò che si porta via in un bosco produce un'alterazione all'ambiente ) e il posto è così bello che desideriamo lasciarlo intatto!!
Usciti dalla faggeta saliamo su una prima cima e qualcuno...si illude già di essere arrivati! Ma è solo un'anticima e la vetta del Malaina si mostra davanti a noi brulla ed aspra. La salita in questo tratto finale è molto ripida, ma una volta arrivati ..delle sorprese ci attendono : il ghiaccio ha cima del Malainaformato, sulle foglie degli alberi e per terra, dei cristalli dalle forme strane e affascinanti .
Davanti a noi c'è la cima tondeggiante del Monte Gemma e dietro…...lo sguardo si perde tra le cime degli Ausoni che si susseguono in lontananza.