lunedì 27 giugno 2022

Museo Civico Archeologico di Anzio

 

Nel bellissimo palazzo della secentesca Villa Adele ad Anzio sono ospitati due interessanti Musei : il Museo Civico Archeologico ed il Museo dello Sbarco.


Villa Adele è una delle quattro storiche Ville che caratterizzano le città di Anzio e della sua vicina Nettuno.

Anzio è città antica e di grande storia perché fu un'importante città del popolo dei Latini da cui si originò la città di Roma, conquistata anche dai Volsci prima di diventare Municipium romano ed una delle località più amate dalla nobiltà romana che qui costruì diverse domus private . Ad Anzio sono presenti  infatti  importanti aree archeologiche come la grande area della Villa Imperiale,il Teatro Romano,la Tomba Mulakia e il Cisternone.

Il Museo Civico archeologico raccoglie importanti reperti a partire dall'età protostocica per passare all'età repubblicana e finire all'età imperiale alla quale appartengono delle bellissime statue come La Fanciulla di Anzio, Il Gladiatore, il torso conosciuto come l'Atleta e mosaici e affreschi provenienti dalla Villa Imperiale (conosciuta come Villa di Nerone).


L'ingresso nel Museo è costituito da una grande sala che contiene un grande mosaico pavimentale fatto in tessere di calcare e porfido con l' immagine centrale di un" Putto alato su pantera".

Disseminati all'interno delle sale ci sono  poi dei vasi di grande bellezza a figure nere e a figure rosse di arte attica alcuni e di ceramica apula altri, costituiscono un gruppo di opere di grande valore che sono state trafugate in varie zone d'Italia ed in seguito ritrovate  dai Carabinieri e qui collocate in mostra ,questi vasi di grandi dimensioni arricchiscono in bellezza  il Museo che già contiene importanti opere d'arte.

 La Fanciulla di Anzio rappresenta una giovane sacerdotessa che porta un piatto,la statua è un calco  perché l'originale,ovviamente trovato qui ad Anzio, è conservato al Palazzo Massimo a Roma,analogamente anche la statua del Gladiatore Borghese è un calco dell'originale conservato al Louvre di Parigi.

Di grande impatto poi è la sala del Museo che conserva originali affreschi con raffigurazioni floreali provenienti dalla Villa Imperiale e nella sala adiacente il



Ninfeo di Ercole che mostra la figura dell'eroe al centro di un mosaico circondato da inserti murari ricoperti di pietre e conchiglie.

mercoledì 25 maggio 2022

"Civita Vecchia" di Arpino

porta con arco a sesto acuto

 

La Civita Vecchia di Arpino è un luogo di grande fascino e suggestione che raccoglie monumenti particolari e di notevole bellezza: la cinta di Mura Ciclopiche, il grandioso arco a sesto acuto e la Torre di Cicerone.

La Civita Vecchia è un antico insediamento del popolo dei Volsci che si erano insediati su altre alture del territorio costruendovi centri abitati quali Alatri,Segni,Aquino ed analoghe cinta di mura difensive.

Queste mura sono chiamate tradizionalmente Ciclopiche,con un richiamo ai mitici Ciclopi dei Greci ed alla grandiosità delle costruzioni, ma la dicitura più corretta è Mura Poligonali. Sono infatti dei grandi massi poligonali posti sapientemente uno sopra l'altro senza legami di malta. Queste Mura furono restaurate in epoche successive quindi in epoca romana e medioevale.

Una grandiosa porta con Arco a Sesto Acuto si apre nella cinta di Mura.Questa porta richiama nella forma la famosa Porta dei Leoni di Micene ,il centro più importante della Civiltà Micenea. La Porta è stata realizzata con blocchi sovrapposti ,tagliati diagonalmente, che si restringono verso la cima.

Arpino dalla Civita Vecchia

Di epoca medievale invece è la famosa Torre di Cicerone. Già in epoca romana la Civita fu collegata alla famiglia di Cicerone a seguito di un'antica tradizione che qui collocava la  residenza degli avi del grande oratore. Il profilo imponente della Torre insieme alla porta a sesto acuto caratterizzano questo bellissimo centro,facendone un unicum in tutto il territorio.

Torre di Cicerone

La visione più bella e stupefacente è quella che si ha salendo a piedi dal paese di Arpino e percorrendo prima le stradine asfaltate in forte pendenza e poi il sentiero con gradoni di pietra circondato da vegetazione e fiori.

La Civita Vecchia poi presenta antiche case medievali ristrutturate e le due belle Chiese della SS.Trinità del '700 e la Chiesa di S.Vito del 1500. Nel punto più alto la piazza davanti alla chiesa lo sguardo spazia a 360 gradi permettendo di riconoscere il profilo dei vicini Monti Ernici e a sud in lontananza quello dei Monti Lepini.

giovedì 28 aprile 2022

Complesso monumentale di Tor Tre Ponti

 


Nella località conosciuta con il nome Tor Tre Ponti sorge un edificio ed una Chiesa di epoca settecentesca. La storia di questa località è antica e risale all'epoca romana quando qui vi era un importante stazione di posta lungo la Via Appia che aveva il nome di Tripontium.

Questo nome risale al Ponte sul fiume Ninfa a tre arcate.

Il ponte fu ristrutturato dall'imperatore Traiano, che ,come ricorda un cippo sul bordo del Ponte restaurò la Via Appia.  In epoca medioevale poi fu edificata un Torre da qui il nome Tor Tre Ponti.

La Torre venne poi distrutta quando alla fine del '700,questa località divenne un centro per i lavori di bonifica delle Paludi Pontine,avviati da Papa Pio VI. Fu sempre  per volontà di Papa Pio VI che furono costruiti la Chiesa e l'annesso convento. Alla Chiesa fu dato il nome di S.Paolo per ricordare il passaggio di S.Paolo di Tarso che qui si fermò ed incontrò alcuni cristiani durante il suo viaggio verso Roma.


Nel periodo di occupazione del territorio da parte dell'esercito francese ,la Chiesa ed il convento iniziarono a degradarsi perché furono occupate dalle truppe francesi.

In seguito il complesso fu restaurato una prima volta nell'800,nel 1900 invece  Gelasio Caetani utilizzò l'edificio come luogo di  raccolta dei prodotti agricoli provenienti dai primi poderi insediatesi dopo la prima bonifica, fatta realizzare proprio da Gelasio Caetani .

In seguito la Fondazione Caetani che ha raccolto l'eredità del nobile casato dei Caetani,protagonisti della vita economica,sociale e culturale di questa zona del Lazio per secoli,

 decisero di recuperare tutto il Complesso destinandolo ad archivio storico e a  spazi espositivi,sede di collezione permanenti e di mostre.


La Chiesa di San Paolo invece venne restituita alle sue funzioni di luogo di culto,ed è attualmente centro religioso del Borgo circostante.

venerdì 8 aprile 2022

Chiesa "della Madonnella" a San Felice Circeo

 Nel paese di San Felice Circeo c'è una piccola chiesa,poco evidente,ma molto interessante





Si trova di fronte alla porta di accesso al Paese lì dove entrando si trova il Palazzo Baronale e la Torre dei Templari. Nei piccoli giardini che si trovano in questo angolo di San Felice sorge la Chiesa della Beata Vergine della Pietà,conosciuta come Chiesa della Madonnella.

Già la copertura attira l'attenzione per la sua forma conica e le tegole arrotondate. All'interno ci sono degli antichi affreschi,risalenti al sec.XIII, che costituiscono un vero tesoro d'arte.

La Chiesa è stata costruita nel XIII secolo ad opera della nobile famiglia dei Caetani,i feudatari
proprietari dei territori del centro-nord della Provincia di Latina.

L'affresco principale rappresenta Dio Padre con un libro in mano nel mezzo di un ovale sostenuto da angeli. Nelle fasce laterali sono rappresentati alcuni Santi,i cui  dipinti sono, in gran parte, andati distrutti . Sotto la rappresentazione del Padre Eterno è presente anche la raffigurazione della Vergine Maria,con Cristo morto in braccio, ai piedi della quale è rappresentato un esponente della famiglia Caetani,raffigurato secondo l'abbigliamento dell'epoca, con una grande giubba rossa,un copricapo e calzoni e calze anch'essi rossi.

Ai lati della rappresentazione ci sono sei angeli che suonano degli strumenti.

Il piano originario della Chiesa era più basso ,in epoca recente è stato rialzato il piano interno realizzando anche un altare che rende la visione degli affreschi più difficile.

La visione della Chiesa della Madonnella è stata resa possibile grazie alle Giornate Primaverili del FAI.

sabato 26 marzo 2022

Area archeologica di Lavinium

 

 

L'area archeologica di Lavinium - www.museolavinium.it -  si trova vicino al Borgo di Pratica di Mare. Il Borgo è collocato sull'antica Via Laurentina al XVIII miglio.

Qui era collocata l'antica città latina di Lavinium e qui è presente il Museo Archeologico. L'area

Heroon di Enea

archeologica di poco distante è certamente un luogo singolare e quasi "unico" grazie alla presenza di un'area sacra composta da ben tredici altari posti in sequenza, in direzione nord-sud.

Gli altari sono monumentali ed hanno una forma mista, in parte riprendono la forma dell'altare "laziale" rettangolare in parte riprendono la forma degli altari greci. Elemento che, insieme al ritrovamento di manufatti e statue dai caratteri formali greci è la riprova degli intensi scambi commerciali che intercorrevano tra Lavinium,posta sulla costa tirrenica,in una zona lagunare e le città della Magna Grecia nell'Italia Meridionale.

Questi altari furono realizzati tra il VI e il IV secolo a.C. e provano la presenza di un Santuario.In un primo momento in quest'area sacra  venivano offerti vino e alimenti mentre successivamente il Santuario assume le caratteristiche di un'area sacra dedicata alla salute ("sanatio"). Infatti sono numerosi gli ex-voto anatomici ritrovati e le statuette che rappresentano giovani  offerenti, visibili nel vicino Museo.

XIII Altari

Non si è riusciti ancora a chiarire a quale culto e a quale divinità fosse destinato questo luogo. Un'importante ipotesi in proposito è quella che considera questo luogo sacro come un Santuario federale della Lega Latina,l'Associazione delle città latine che si opponevano a Roma.

 

Nell'area archeologica di Lavinium,a poca distanza dai XIII Altari è poi presente una tomba monumentale considerata l'Heroon di Enea. E' lo storico Dionigi di Alicarnasso che dopo aver visitato questi luoghi nel I se.d.C. scrisse di questa tomba costruita dai Latini per custodire il corpo di Enea.

Al di là di questa testimonianza, dalle ricostruzioni archeologiche-storiche si può dire che il monumento funebre fu costruito nel VII sec.A.C. per ospitare la salma di un uomo importante,si pensa il primo re di Lavinium.

Nel  VI secolo la tomba fu riconsacrata e riconosciuta come quella del mitico progenitore "Indiges


Numicus" e in seguito con quella di Enea.

Nel IV secolo la tomba fu monumentalizzata costruendo u
na cella chiusa da una monumentale porta di tufo, ricostruita nel vicino Museo, davanti alla porta c'era l'area destinata alle offerte.

mercoledì 2 marzo 2022

Vigna La Corte.San Felice Circeo

 

Nel paese di San Felice Circeo c'è un luogo che prende il nome di Vigna La Corte,si presenta come un giardino composto di vari terrazzamenti affacciato sul mare . Il giardino sul lato nord-est è delimitato da un alto muro di cinta,mentre verso il lato sud est nel terrazzamento inferiore sono state costruite delle gradinate che permettono di utilizzare lo spazio per la visione di spettacoli.

Nelle aiuole del giardino sono presenti piante aromatiche


bellissime,profumate e di grandi dimensioni.

 All'ingresso dopo l'entrata sono presenti alberi di ulivo. Il rosmarino e il mirto sono le piante dominanti, nelle aiuole le piante di rosmarino con i rami pendenti ed i fiori dal delicato colore lilla rendono tutto il giardino un grande spazio colorato e profumato.

E' un luogo spettacolare che apre alla visione di tutta la costa tra San Felice e Terracina e che culmina con l'alta mole del Pisco Montano a Terracina , girando lo sguardo verso nord invece si spazia sulla parte finale della Pianura Pontina con i campi coltivali e le serre.

All'ingresso è riprodotta la carta della costruzione risalente all'800, a quel tempo era chiamata VIGNA DELLA CORTE,forse perché vi alloggiava la Corte Militare addetta alla difesa del Castello.

La costruzione è più antica e nel medioevo costituiva un appezzamento di terra messo a coltura,all'interno della cerchia urbana e riservato all'uso del Feudatario prima dei Caetani  padroni del




Borgo e poi della Camera Apostolica ,quando tutta la zona entrò nei possedimenti dello Stato Pontificio. Le mura di cinta presentavano una merlatura di tipo guelfo della quale restano solo quattro merli.

Nella parte bassa di questo grande giardino sono state realizzate delle gradinate a semicerchio che guardano verso uno spazio centrale,riproducendo la struttura di un teatro antico ,sfruttando il naturale declivio del terreno. In questo spazio d'estate vengono messi in scena spettacoli musicali e teatrali.