martedì 18 gennaio 2011

Al MACRO:"Are you really sure that a floor can't also be a ceiling?"

Are you really sure that a floor can't be a ceiling?Presso il MACRO -Museo di Arte Contemporanea di Roma –di Via Nizza-http://www.macro.roma.museum/- , recentemente rinnovatosi per l'apertura di nuovi spazi e la creazione di collezioni permanenti, c'è un'installazione degli artisti Lisabeth Bik e Jos Van der Pol.
L' installazione si chiama “Are you really sure that a floor can't also be a ceiling?” , ma all'interno della mostra viene chiamata, più familiarmente, “la casina delle farfalle”.
E' un grande parallelepipedo in vetro sollevato dal pavimento e al cui interno sono presenti piante e un gran numero di farfalle.
Le piante e le farfalle sono visibili visitando la struttura all'interno , ma anche camminandovi intorno.


Stupisce la visione della struttura ,isolata in uno spazio molto ampio del museo, ed in curioso contrasto con la struttura ultramoderna del MACRO ...stupisce e coinvolge . E' un angolo di natura inserita in un contesto metropolitano.
Le farfalle poi grandi,piccole dai colori brillanti ed incredibilmente varie e belle, rappresentvisione laterale dell'installazioneano nell'ambito degli ambienti naturali ,la parte più delicata e densa di valori e significati.
Le farfalle, come si sa infatti, sono degli indicatori per l'ambiente , la loro presenza è indice di ambiente pulito e sano , la loro scomparsa invece è la spia di un grave degrado ambientale.
Le farfalle quindi sono il simbolo della crescente consapevolezza degli uomini moderni della necessità della salvaguardia dell'ambiente naturale , sono , nello stesso tempo, uno stimolo ad azioni concrete che proteggano il sistema ecologico globale dai rischi della costante crescita di un'economia senza controllo.

martedì 11 gennaio 2011

Monte Malaina.Lepini

Il Monte Malaina è la seconda cima dopo il Semprevisa. della catena dei Lepini è alto 1480 metri.
Lo si raggiunge da diversi lati e versanti , la via più impegnativa, ma anche suggestiva ,parte dalla località detta “Cona di Selva Piana” ,sulla strada che dalla statale Monti Lepini porta al paese di Carpineto.



E' un sentiero lungo, di circa 800 metri di dislivello che attraversa vari ambienti. Dopo un primo tratto di sentiero nel bosco si arriva alla Fonte Acqua del Carpino, da qui si riprende a salire attraverso un bosco di lecci sempreverdi.
Ad un certo punto il bosco finisce e si arriva a dei pianori disseminati di muri a secco , ricoveri dei pastori.
Si prosegue a destra e si arriva ad uno dei punti più interessanti : in un piccolo pianoro si erge un'enorme quercia secolare : un cerro dalle caratteristiche foglie a “lobi”.
L'albero è maestoso pure adesso che è inverno ed ha perso tutte le sue foglie.

Insieme a noi c'è un biologo esperto nella flora dei Monti Lepini, ascoltiamo “coraggiosamente” la sua spiegazione mentre un vento freddo ci gela !
A questo punto inizia il tratto più bello che passa attraverso faggete e doline , un manto di foglie marroni copre il suolo e i pochi massi affioranti sono ricoperti da un muschio verde brillante, bellissimo!
Resistiamo alla tentazione di prendercene un po' ( tutto ciò che si porta via in un bosco produce un'alterazione all'ambiente ) e il posto è così bello che desideriamo lasciarlo intatto!!
Usciti dalla faggeta saliamo su una prima cima e qualcuno...si illude già di essere arrivati! Ma è solo un'anticima e la vetta del Malaina si mostra davanti a noi brulla ed aspra. La salita in questo tratto finale è molto ripida, ma una volta arrivati ..delle sorprese ci attendono : il ghiaccio ha cima del Malainaformato, sulle foglie degli alberi e per terra, dei cristalli dalle forme strane e affascinanti .
Davanti a noi c'è la cima tondeggiante del Monte Gemma e dietro…...lo sguardo si perde tra le cime degli Ausoni che si susseguono in lontananza.

martedì 4 gennaio 2011

"I due imperi.L'aquila e il dragone".Mostra

Testa di schiavo nero. “I due imperi.L'aquila e il dragone” è un'interessantissima mostra che mette a confronto i due imperi-quello romano e quello cinese- che nell'antichità dominavano il mondo, governando 60 milioni di persone. E' allestita negli spazi del Museo di Palazzo Venezia.
Gli aspetti della civiltà civiltà romana e cinese sono messi in evidenza presentando manufatti , statue, oggetti di culto religioso e funerario.
Tra gli oggetti della civiltà romana spiccano alcuni reperti sia per la loro bellezza che per la rarità. Tra i primi la statua di Adone, da Santa Maria Capua Vetere e la testa di schiavo nero ,in marmo bigio. Notevoli anche gli affreschi da Ercolano e Pompei.

Particolare ,invece,la mano liturgica con gesto benedicente con statuetta di Sabazio,divinità importata dalla Grecia dai gladiatori e il cui culto si diffuse nell'area vesuviana.
Importante anche il rilievo con aquila dalle ali spiegate ,l'uccello sacro a Giove che fu scelto come emblema dall'esercito romano.


Gli oggetti provenienti dalla Cina , facevano parte di corredi funerari, nelle tombe venivano posti oggetti che rappresentavano tutto ciò che il defunto aveva in vita o voleva avere.
Tra svariati oggetti di uso quotidiano ci sono anche degli incredibili modelli di costruzioni e torri
a più piani
che mostrano la particolare tecnica costruttiva cinese con” mensole a bracci” .
Altro reperto ,di grande bellezza e interesse, è la veste funeraria in giada e oro dalla tomveste funeraria cinese in giadaba del re Lin Yan. Queste vesti servivano a preservare il corpo del defunto per garantirgli l'immortalità.Venivano realizzate in giada ,pietra che rappresentava l'immortalità per i cinesi. Le tessere di giada venivano poi cucite in seta.
La mostra ,che durerà fino a febbraio, è completata dagli interessanti commenti di un' audioguida gratuita.

martedì 28 dicembre 2010

Chagall.Il mondo sottosopra.Mostra

Chagall:Schizzo per i tetti rossi Le figure fantastiche, i colori forti e tutto l'inebriante mondo immaginifico di Marc Chagall stupisce lo spettatore nella mostra “Chagall. Il mondo sottosopra” allestita presso il Museo dell'Ara Pacis a Roma -www.arapacis.it-.
Il titolo scelto per la mostra mette in evidenza una delle caratteristiche del pittore :”il capovolgimento” delle figure che corrisponde ad una visione “diversa” del mondo ,ad una realtà non convenzionale dove ogni elemento veniva ricollocato e ad un allontanamento dal realismo figurativo che , come lui affermava, lo irritava.


Così all'inizio del percorso espositivo c'è “Pittore con la testa rovesciata” del '55, “La slitta sulla neve” del '44 ,dove ad essere rovesciate sono le case e la luna.
L'uomo con la testa rovesciata” invece è un grande quadro dove ,sullo sfondo di un cielo blù, con toni rossi, una grande figura di uomo seduto ,con un vestito bianco, “rovescia” fino Chagall:Uomo con la testa rovesciataall'inverosimile testa e schiena.
I quadri si susseguono :oli e litografie prevalentemente e così si vedono persone , capre, oggetti , case ,giocolieri e coppie di sposi che “galleggiano” nello spazio , con un turbinio di immagini e di colori forti che stupiscono ed emozionano.
Nella serie di quadri “Nizza e la Costa Azzurra” , il motivo dominante sono i fiori che prendono lo spazio centrale del quadro rendendo solari e allegre tutte le composizioni.
Un bel filmato ,con riprese originali della rivoluzione russa con Lenin e Majakovsij, completa la bella mostra che mette in evidenza alcuni dei momenti più significativi dell'opera di Chagall che affermava: “non vorrei essere simile agli altri,voglio vedere un mondo nuovo”.

lunedì 20 dicembre 2010

Settantotto.78 artisti 78 anni

opere in mostra di M.TrabuccoA Latina si è aperta in questi giorni un'interessante mostra organizzata dalle associazioni “Solidarte” e “Farearte” che presenta opere create da 78 artisti di Latina.
La mostra è dedicata a due importanti artisti di Latina recentemente scomparsi :Sergio Ban e Addis Pugliese.
Le opere sono un insieme di 78 pezzi della grandezza di una mattonella dove gli artisti esprimono la loro personale visione della città di Latina e del suo territorio oppure immagini peculiari del loro “fare artistico”.
La mostra ha come sottotitolo “78 artisti x 78 anni.6240 opere l'Arte dello Scambio” perchè ogni singolo “pezzo” è destinato ad essere “scambiato” tra i vari artisti, tranne un piccolo numero destinato alla vendita. L'evento celebra anche il settantottesimo anniversario della fondazione della città di Latina.
Entrando nello spazio espositivo dell'ex Garage Ruspi, si rimane colpiti dal susseguirsi delle piccole opere poste sul pavimento e dal loro numero e le immagini e i colori rendono animato e scintillante il bianco del pavimento e delle pareti.



Di Marcello Trabucco sono le immagini di Latina ordinate per temi, con la sequenza dei “portici” di particolare interesse.
Di Anna Patanè le eleganti “libellule” , di Pietro Presta la raccolta “Un batter d'ali” che presenta foto ritoccate degli uccelli migratori che popolano i laghi costieri del territorio pontino, con il bellissimo “cavaliere d'Italia” in primo piano.
Di Lanza Marianna invece l'interessante raccolta di foto di particolari delle decorazioni architettoniche della città ,di Roberto Gabriele le belle foto rappresentanti luoghi e genti di terre lontane.
La mostra rimarrà aperta fino al 27 dicembre.

lunedì 13 dicembre 2010

Parco Monti Aurunci:Piana dei Pozzi e Mura di Campello

Parco Aurunci:Pian dei Pozzi Nel sud della Provincia di Latina è situato il Parco Naturale dei Monti Aurunci,-http://www.parcoaurunci.it/- istituito nel '97 con Legge della Regione Lazio, fa parte del vasto sistema di aree protette regionali e comprende sia parte del territorio della provincia di Latina che di quella di Frosinone.
Le sue montagne sono di roccia calcarea e presentano estesi fenomeni carsici con doline , grotte ,pozzi e risorgive.



La vicinanza al mare rende particolari le sue montagne che raggiungono quote anche elevate.
Il versante dei monti che si affaccia sul mare , visibile dalla costa , mostra un aspetto brullo ,del tutto diverso dal versante interno, ricco di vegetazione e alberi .
Partendo dal paese di Itri, con direzione Campodimele, ci si inoltra -dalla località detta San Nicola- nel cuore del Parco diretti verso Pian dei Pozzi e le rovine del borgo medioevale di Campello.
Nella prima parte del sentiero si passa tra cerri e aceri , il cui acceso colore giallo rende il paesaggio suggestivo.


Parco Aurunci:muschio nel boscoArriviamo quindi al pianoro di Pian dei Pozzi , dove si possono osservare un inghiottitoio , diversi pozzi e l'acqua che sgorga in più punti alla base delle alture che circondano la piana.
Gli alberi e le rocce sono interamente ricoperti dal muschio che è particolare con foglie composte ed alto diversi centimetri.


Dopo aver risalito per circa 200 metri la collina, si arriva ad un altura dove si visitano i resti dell'antico borgo medioevale di Campello.
Si nota una sorta di viale di ingresso al paese e poi resti di mura e di costruzioni, una cisterna ed un pozzo ricoperto di pietre ,con ancora acqua al suo interno .
Due porte sono ben visibili con ancora il foro dove si posizionava il palo per la chiusura.
Cerri , aceri di alto fusto e carpini ricoprono tutti i versanti di questi monti e colline e un ambiente così verde è di certo una piacevole sorpresa.



Le grave guide del Parco ci portano poi a visitare il vivaio del Parco ,nel paese di Itri,dove sono messe a coltura tutte le specie di piante e arbusti caratteristici di questa zona.
Annessi al vivaio ci sono poi il “sentiero delle farfalle” e il laboratorio di falegnameria , dove si lavora il legno di faggio, presente nelle zone più alte e la “stramma”, l'arbusto caratteristico di questa zona che , opportunamente lavorato, viene utilizzato per creare oggetti vari,un tempo necessari per la vita quotidiana delle popolazioni di queste zone.