giovedì 22 novembre 2007

Poesia: Il colore del cielo


Attraverserò prati e boschi
ed ancora ti camminerò accanto,
guarderò l'azzurra distesa del mare
ed ancora ti siederò vicino,
contemplerò le montagne coperte di boschi
ed ancora ti parlerò piano.

Ed allora lasceremo le lacrime
ed il mondo sarà ancora colorato di cielo.

Latina ,1998

sabato 3 novembre 2007

Mostra opere di Mario Ceroli


La mostra di opere dello scultore Mario Ceroli allestita al Palazzo delle Esposizioni di Roma , in sale un pò decentrate e retrostanti ai saloni dedicati a Mark Rothko , offre al visitatore la gradita sorpresa di uno spettacolo inconsueto e affascinante.
Entrando così lateralmente si viene coinvolti subito dalle sagome ordinate in
marcia silenziosa della famosa opera "La Cina": alla mente il richiamo della storica "lunga marcia" nel periodo della rivoluzione cinese e anche la presenza muta ordinata e obbediente dei "guerrieri sepolti" riportati alla luce dopo secoli in Cina.
C'è poi la distesa di terre colorate di "Piazza Italia" : mucchietti dai colori accesi e squillanti che , osservandoli, ti rimandano alla varietà di paesaggi, di colori e di paesi di cui è fatta la nostra nazione . Ed è come se un film ti passasse negli occhi, come se in volo radente si percorressero le terre, le montagne, i fiumi della nostra Italia.
Il grande quadro de " Le strade della politica degli ultimi cento anni" , ti colpisce per l'impatto visivo del colore rosso acceso che copre uniformemente la grande superficie , poi , osservando, lo sguardo percepisce le campiture interne, come strade in fuga, al cui interno sono presenti simboli come la svastica , una falce e martello stilizzati e le sagome di carrarmati. E certo quel rosso vivo, che copre ogni cosa, rimanda al rosso del sangue versato durante le tante tragedie che hanno contraddistinto la storia dell'Europa negli ultimi cento anni.
E' un quadro di grande impatto emotivo, coinvolgente nella linearità ed evidenza del suo messaggio.

C'è poi un'altra opera che spicca nell'insieme dei lavori in esposizione , peraltro tutti significativi e di grande forza scenica, ed è Prova d'Orchestra
del 1979 che è fatta di tavole di legno,chiaramente e volutamente già usate e "vissute", accostate l' una all'altra , dalle superfici delle quali fuoriescono pezzi di carbone dalle forme a volte dritte a volte contorte, con l'estremità a raggiera.
L'insieme suggestivo suggerisce il movimento di uomini che suonano, è come una sinfonia, come un'onda che si muove agitata dall'onda delle emozioni e del suono. E quest'effetto contrasta con quel nero del carbone , un "bruciato" che riprende vita e si anima nell'intonare una musica perenne che fa rivivere la materia morta,inerte.
Esco grata per le emozioni provate dalla visione di queste opere dal potere fortemente evocativo e sempre più consapevole della grande forza espressiva di talune espressioni dell'arte contemporanea.

Latina, 4.11.07 recensione della mostra a cura di Maria Di Tano

lunedì 22 ottobre 2007

Le metafore


Tratto dal libro di Anthony Robbins "Come migliorare il proprio stato fisico,mentale,finanziario


Riporto queste belle affermazioni tratte dal capitolo sul "Vocabolario trasformazionale" e che mi sento di condividere e di raccomandare.


"Le metafore possono cambiare il senso che associamo a qualsiasi cosa,cambiare quello che colleghiamo al dolore e al piacere e trasformare la nostra vita con la stessa efficacia con cui trasformano il nostro linguaggio.

Quindi sceglietele con cura,sceglietele con intelligenza,sceglietele in modo che approfondiscano e arricchiscano la vostra esperienza di vita e quella degli altri.

Diventate un "detective di metafore". Ogni volta che sentite qualcuno usarne

una che pone dei limiti,intervenite, cercate di interrompere il "modulo" di chi

la sta usando e offritegliene una nuova. Fatelo con gli altri e fatelo soprattutto
con voi stessi."
Latina,22.10.07 Mary

lunedì 17 settembre 2007

Mostra "Cracking Animal Art"



C'è una mostra nello spazio espositivo del Chiostro della Pace di Roma, di artisti che fanno parte del "Cracking Art" movimento di arte contemporanea che programmaticamente vuole utilizzare la plastica, elemento fondamentale dell'era moderna, rifiuto e "contenitore di tutto il vissuto del pianeta" - come recita il loro manifesto.
E' una mostra estiva che dell'estate ha gli stessi colori,le stesse tonalità calde,festose abbaglianti.
Il Chiostro all'entrata ti accoglie con un gruppo di grandi alligatori, pacifici e quasi allegri nei loro colori squillanti: fucsia,lilla e già un senso di gioia ti allarga il cuore.
Entri e nelle prime sale ci sono grandi composizioni dai mille colori, quali enormi fiori dai "petali" carnosi e voluminosi.
E poi c'è ironia e bizzarria nella sala delle "colonne" .Dei volti di Leonardo da Vinci sono collocati su colonne ioniche e sono sormontati da composizioni di frutta e verdura , quasi dei moderni quadri tridimensionali di Arcimboldo.
Ci sono poi grandi quadri realizzati con l'inserzione di oggetti, " residui" della
nostra contemporaneità quali biglietti spezzati, pezzi di pellicole fotografiche.
Il fondo azzurro o arancione è costellato di altre forme piccole e grandi disseminate : il grande "big bang" della nostra società dove il "rifiuto" , la frantumazione coinvolgono lo spettatore in una sorta di turbinio di oggetti.
La compattezza ,la solidità del materiale usato e la vitalità del colore rendono però la visione allegra e ottimista. Dal big bang si può uscire con una nuova organizzazione del mondo? Con un diverso "rispetto della natura" ? E' un valore che programmaticamente il movimento del Cracking Art mette al centro della
sua riflessione.

Le foto delle tante installazioni realizzate in varie città europee completano la mostra, alcune talmente coinvolgenti da proiettare lo spettatore nel mezzo della "strada" o sulla terrazza di un palazzo tra i pinguini, i gabbiani, gli orsi.

Recensione critica della mostra realizzata da Maria Di Tano il 16 luglio '07

giovedì 6 settembre 2007

Dipinti del pittore Dino Catalano




Volti decisi, profili imperiosi che emergono con forza vitale dal fondo prepotentemente colorato.

Oppure corpi sinuosi di donna che con forza affermano tutta la loro femminilità.
C'è un fascino particolare nei dipinti del pittore Dino Catalano, le pennellate sono veloci come mosse da un bisogno impellente di fermare sulla tela una visione,un ricordo, un'emozione.
E non c'è niente di scontato in questi volti o corpi, gli sguardi penetranti colpiscono lo spettatore
che non può rimanere indifferente alla forza vitale del tratto e dei colori.

E così si rimane affascinati "catturati" da quelle labbra carnose e piene , dai capelli mossi e ampi
come reti che catturano lo spazio e dal magma dei colori.
Di fronte a queste tele sembrano lontane e vane le discussioni sulla pittura e sulla sua presunta
inattualità e incapacità a rappresentare il reale. Se invece si considera la pittura come interpretazione e comunicazione, come è in realtà, è di fronte a questi dipinti di Dino Catalano che si percepisce fino in fondo la sua grande capacità comunicativa e la sua interpretazione delle emozioni e dei sentimenti.




Maria Di Tano, Luglio 2007

mercoledì 1 agosto 2007

Nel silenzio assolato


Ha una suggestione particolare il partecipare ad un funerale in uno dei tanti paesi collinari o di montagna del Sud d'Italia e Castelforte eSS.Cosma e Damiano - due paesi all'estremo sud del Lazio ai confini con la Campania - ben lo rappresentano.
Dopo la cerimonia funebre in Chiesa c'è un corteo che arriva fino alla casa del defunto o ad uno slargo che si apre tra le viuzze strette del paese.
Gli uomini seguono il feretro con la schiena curva , le mani allacciate dietro la schiena, le donne anziane con i vestiti poveri e "antichi" , mischiate a persone più giovani con aspetto e abbigliamento attuali.

Palpabile tra la folla e penetrato quasi nei luoghi si sente un dolore mesto e rassegnato, saggio come la SAGGEZZA di un'antica atavica sofferenza.
La folla sfila tra le vie dei paesi che ancora presentano le ferite dell'ultima guerra mondiale ,quando quì passava la famigerata "linea Gustav", quella che divideva le truppe degli alleati che risalivano la penisola- dopo gli sbarchi in Sicilia e Salerno -dall'esercito tedesco che occupava il resto del paese e che quì rivelava il volto particolarmente duro delle truppe di occupazione.
Ad un certo punto il corteo si ferma e i parenti più stretti ricevono le condoglianze i saluti dei
partecipanti e sono saluti rispettosi , frettolosi a volte, finchè qualche parola di amici o parenti, venuti da lontano, non spezza la cortina di compassato silenzio ed allora l'emozione e il dolore
vengono allo scoperto e le lacrime e gli abbracci sottolineano dei momenti intensa commozione e
partecipazione.
Poi i parenti salgono in macchina per seguire il feretro all'antico cimitero del paese, quello dove ancora ci sono - e sempre ci saranno- i tumuli di morti sconosciuti o le fosse comuni che raccolgono i resti di caduti a seguito di bombardamenti.
Quì in questi paesi, che orgogliosamente e giustamente portano la medaglia d'oro al valore civile , forte si sente il senso di dolente partecipazione alla condizione umana e forte è quel senso "foscoliano" di comunanza d'affetti che unisce i vivi e i morti.
Quì il dolore sembra più vero,più umile, più purificato.