venerdì 12 settembre 2014

Monte Castellaz e Cristo Pensante



Il Monte Castellaz a 2333 m. ha una particolarità che lo rende unico ,sulla sommità è stata posta una statua detta del "Cristo Pensante" che raffigura il Cristo con la corona di spine seduto in atteggiamento  di riflessione e meditazione, al di sotto una scritta che riporta una passaggio di una famosa poesia " che invita a trovare il tempo per pensare e per sorridere..."

Su questo monte, come su molti altri della zona e del Trentino, si possono osservare resti di trincee e muretti realizzati come postazione di difesa e osservazione, quello che rimane come testimonianza visibile della tragedia della Prima Guerra Mondiale,  che l'Italia condusse lungo la dorsale delle  Alpi orientali e delle Dolomiti.

L'aspro paesaggio sommitale del Castellaz si copre spesso di nuvole che lasciano intravedere a tratti le caratteristiche del terreno,di grande suggestione l'arrivo  sulla cima dal sentiero più ripido che sale dal versante ovest, perché tra le nuvole compare e scompare a tratti la statua del Cristo Pensante.

Si arriva al sentiero del Catellaz dopo aver percorso il sentiero della Val Venegia(dal Piano dei Casoni), bellissimo sentiero che permette di ammirare da vicino il bellissimo spettacolo del Monte Mulaz e le cime del Vezzana e del Cimon della Pala.
Ci sono due sentieri che portano al Castellaz,il primo si prende dalla Baita Segantini al Passo Costazza, l'altro poco più avanti dal versante opposto del monte ed  ha una salita più ripida ma affascinante.

Più in basso il sentiero è spesso invaso da pacifiche e "sonore" mucche  e il suono delle loro campane è una bellissima colonna sonora nella magia del paesaggio.

venerdì 29 agosto 2014

Corno Bianco e Corno Nero.Val di Fiemme

Nelle Dolomiti della Val di Fiemme,  tra le tante affascinanti cime che si possono raggiungere , ce ne sono due assolutamente particolari per le loro caratteristiche.
Sono dette  Cime Gemelle e sono il Corno Bianco e il Corno Nero, si trovano l'una di fronte all'altra ed il loro nome  definisce la  loro principale caratteristica : il colore .

 Il Corno Bianco infatti è composto di roccia di dolomia del Serla bianca ed è infatti bianco. Il Corno Nero invece è fatto di porfido quarzifero grigio e rosso ed è scuro alla vista.

Le due cime si raggiungono dalla Val di Fiemme, attraverso il Passo di Lavazé fino al Passo Oclini, oppure dall'altro versante, quello di Bolzano attraverso la Val d'Ega.

Dal Passo Oclini 1989 mt avviene la salita ad ambedue le cime.E' la fine di luglio e il sentiero segnato che sale in direzione nord al Corno Bianco, Weisshorn in tedesco, è molto frequentato.
La salita non è impegnativa in quanto il dislivello è moderato, la vetta è infatti a  2317 mt.
 La parte finale del sentiero presenta qualche difficoltà  per i balzi di roccia e il pietrisco un pò sdrucciolevole. Persone di tutte le età arrivano in cima, tra questi diversi bambini e la piccola cresta che porta alla croce di vetta è affollata.

Il paesaggio che si vede è affascinante oltre al "dirimpettaio" Corno Nero, si notano tutte le principali catene Lagorai,Latemar  e Catinaccio.
Riscendiamo facilmente per  salire al Corno Nero. Il sentiero passa dietro l'abergo del Passo.Mi sorprende vedere quanto poco sia frequentato, ma dopo poco  ne capisco la ragione.
La salita è ripida,l'ambiente severo , roccia a strati scura e rossastra, ma man mano che si sale il panorama si presenta sempre più bello , fino alla croce di vetta adagiata in un leggero pianoro.

E' bello! La vista spazia e l'aria fredda  sferza il viso.  La vetta è a 2439 mt., l'ambiente severo di alta montagna è silenzioso, nessuna voce  interrompe  il rumore del vento e il panino acquista il sapore  della soddisfazione. Non è difficile fare 720 metri di dislivello in tutto, ma è assolutamente eccezionale salire, ridiscendere e risalire due vette una dopo l'altra.
Le due" cime gemelle" si  guardano silenziose  e impassibili con i loro colori contrapposti, regalando particolari emozioni a chi le scala entrambe.



mercoledì 20 agosto 2014

Dosso Dossi.Mostra al Castello del Buonconsiglio

Nelle magnifiche sale del Castello del Buonconsiglio di Trento è visitabile,con biglietto compreso in quello dell'ingresso al Castello, la mostra di opere di Dosso Dossi, il pittore rinascimentale definito "l'eccentrico del Rinascimento" per la particolarità e originalità della sua opera.

Il pittore che visse e lavorò per gran parte della sua vita alla corte degli Estensi a Ferrara, fu chiamato nel 1531 a Trento dal principe vescovo Bernardo Cles.
 Insieme al fratello Battista fu incaricato di affrescare alcune sale  del "Magno Palazzo" del Castello del Buonconsiglio.

Le opere esposte provengono da diversi dei più importanti musei italiani con alcune opere famose come  la cosiddetta "Bambocciata" degli Uffizi o il "Giove pittore di farfalle".
Insieme alle opere di Dosso Dossi  sono esposti alcuni quadri e disegni di importanti pittori italiani che influenzarono il lavoro artistico del pittore. Così sono presenti il Disegno per l'Adamo di Michelangelo,il Suonatore di flauto di Giorgione e il "ritratto del Cavaliere di Malta" di Tiziano.

Le sale affrescate da Dosso e Battista Dossi sono nel Palazzo Magno, si possono vedere i putti della Sala del Camin Nero,le favole di Esopo nella Stua della Famea,i sapienti e le divinità antiche nella prima sala del Palazzo Magno.

E' un'occasione bellissima di vedere i  capolavori di Dosso Dossi riuniti insieme e presenti nella sale da lui affrescate.
L'esposizione rimarrà al Castello del Buonconsiglio fino al 2 novembre.



lunedì 11 agosto 2014

Lestra Cocuzza "Sentiero della Memoria"

All'interno del Parco Nazionale del Circeo -www.parcocirceo.it- la strada detta "litoranea" congiunge il territorio di Latina,a partire dal borgo di Villa Fogliano, al territorio di Sabaudia per finire sotto al Promontorio del Circeo, nel comune di San Felice Circeo.

La strada  costeggia,da un certo punto, la Foresta Demaniale del Circeo,quello che è stato conservato  della grande foresta planiziaria che copriva tutto il territorio della pianura pontina.

Da questa strada entrano, all'interno della foresta,dei sentieri che permettono di fare lunghe passeggiate e attraversare quasi tutto il bosco.
Uno di questo è  "Il sentiero della memoria"  vicino alla Migliara 53, in prossimità della città di Sabaudia.
La località è la cosiddetta Lestra Cocuzza ed il sentiero porta  ad una zona di grande bellezza ed interesse.

Si arriva in un vasto prato che fronteggia una costruzione  semplice e affascinante nello stesso tempo. Un prato verde la circonda  con posizionate all'interno aiuole fiorite,un cannucceto, delle palme.

La costruzione è l'antica scuola creata da Giovanni Cena e Angelo Celli che iniziarono un'opera di educazione per le popolazioni  dell'Agro Romano e delle Paludi Pontine,creando delle Scuole per i  Contadini delle paludi.

Vivevano infatti nelle paludi, nelle capanne chiamate "lestre", famiglie di contadini che venivano a svolgere umili lavori e lavoro stagionali, spostandosi dagli insediamenti delle vicine montagne Lepini e Ausoni.

Giovanni Cena e Angelo Celli,cui si affiancò poi anche la scrittrice Sibilla Aleramo,colpiti dall'abbandono e dalla miseria in cui vivevano i contadini dell'Agro romano e delle Paludi Pontine , decisero di porre tutto il loro impegno per riscattare queste persone dall'ignoranza e dalla miseria. Crearono così delle scuole che, come indicano i cartelloni del "sentiero della memoria", IN UN PRIMO MOMENTO FURONO DEI CARRETTI AMBULANTI, poi furono posizionate in fienili o all'aperto per poi essere oggetto di apposite  costruzioni, come quella bellissima della Lestra  Cocuzza,costruita nel 1927.
Quì è ospitato  il " Centro di Documentazione sull'Istruzione Scolastica e sull'opera sanitaria delle Paludi Pontine.C.Ortese".
Questo luogo, visitabile  secondo appositi orari, è uno dei fiori all'occhiello delle tante bellezze paesaggistiche e testimonianze storiche comprese nel territorio del Parco Nazionale del Circeo.  
uesti due intelletuali, a cui si affiancò anche la scrittrice Sibilla Aleramo,


giovedì 17 luglio 2014

Visita di S.Maria in Trastevere



E' un giorno di luglio e la piazza di S.Maria in Trastevere si presenta assolata,in fondo alla piazza la bellissima Basilica di S.Maria in Trastevere accoglie nel suo ampio atrio una quantità di visitatori.

La Basilica costruita da Papa Giulio I fu poi ricostruita nel 1140 da papa Innocenzo II.
Nell'atrio  c'è una grande raccolta di epigrafi e si inizia il percorso con questa importante testimonianza storica.  Si entra all'interno e sotto i piedi calpesto il bellissimo pavimento "cosmatesco"con le piccole tessere del mosaico che  creano un fantastico gioco di cerchi e volute multicolori.

Lo sguardo poi è attirato dal fondo della chiesa  dove nel catino dell'abside emanano una forte luce i mosaici dorati del XII sec. Al centro c'è Cristo in trono con la Madonna con a fianco santi e martiri. Più in basso ci sono i mosaici di Pietro Cavallini con Storie della Vergine.

Alzando lo sguardo si vede il soffitto in legno dorato creato nel 1617  dal Domenichino che ha poi dipinto l'immagine dell'Assunta al centro.

Ventuno colonne ,maestosi monoliti di granito, sostengono le tre navate della Chiesa.
Nelle altre cappelle laterali e del transetto altri tesori d'arte arricchiscono la Basilica.

L'ingresso e la vista della basilica provocano una grande emozione condivisa con tanti turisti stranieri e diversi romani che pregano nel silenzio.


Nella piccola stanzetta adibita a piccolo shop  acquisto un bel ventaglio in legno traforato che è stato lasciato la domenica precedente dagli invitati alle nozze del nipote dei reali del Belgio venuti quì a celebrare il loro matrimonio.  
L'arte, la percezione del bello e la spiritualità che quì si vivono  infondono nuova energia e pienezza e questo si percepisce nei volti dei visitatori...e non vi sono costi!!! 

lunedì 7 luglio 2014

Pian della Croce. Monti Lepini



All'interno dei Monti Lepini occidentali il pianoro di Pian della Croce  si presenta come un grande altopiano a 1100 m.di altitudine incastonato tra le montagne dei Lepini occidentali.
Vi si arriva con un sentiero  da San Luca Maenza, e con una strada asfaltata  dal paese di Supino.- www.comunesupino.it
La strada, che si inoltra all'interno delle montagne risalendo fino a quota 1100 m. per circa 9 km, passa davanti alle fonti del "Pisciarello"  e " Canali",entrambe molto frequentate dagli abitanti della zona.

Il panorama, che si ammira durante la salita, è tra i più affascinanti tra quelli delle montagne del Lazio: pendici boscose e salti rocciosi si alternano in un ambiente che, a parte la strada, non vede traccia alcuna dell'uomo e le pendici dei monti mantengono intatta tutta la loro naturale bellezza.

Quando la strada arriva alla fine si entra nel pianoro di Pian della Croce.Il panorama è bellissimo le pendici boscose dei Monti Salerio e Gemma lo circondano a sinistra e quelle del Monte Malaina a destra.

 La strada finisce davanti alla Fonte di Santa Serena dove si abbeverano degli animali. Davanti alla fonte in direzione ovest il pianoro continua per finire con le cime dei Monti e colline che sono alle spalle di Maenza.Lo scenario si chiude con il lungo profilo del gruppo del Semprevisa.
Diverse persone raggiungono  Pian della Croce d'  estate per passare un giornata nel fresco grazie all'altitudine ed alla presenza delle estese faggete.


Salendo poi verso il Monte Malaina ancor più si può ammirare la bellezza di Pian de la Croce,tutto il tratto finale del sentiero infatti percorre il fianco del Malaina che si affaccia sul pianoro, risalendo fino alla cima tra le  fioriture di una grande varietà di  fiori.