lunedì 20 dicembre 2010

Settantotto.78 artisti 78 anni

opere in mostra di M.TrabuccoA Latina si è aperta in questi giorni un'interessante mostra organizzata dalle associazioni “Solidarte” e “Farearte” che presenta opere create da 78 artisti di Latina.
La mostra è dedicata a due importanti artisti di Latina recentemente scomparsi :Sergio Ban e Addis Pugliese.
Le opere sono un insieme di 78 pezzi della grandezza di una mattonella dove gli artisti esprimono la loro personale visione della città di Latina e del suo territorio oppure immagini peculiari del loro “fare artistico”.
La mostra ha come sottotitolo “78 artisti x 78 anni.6240 opere l'Arte dello Scambio” perchè ogni singolo “pezzo” è destinato ad essere “scambiato” tra i vari artisti, tranne un piccolo numero destinato alla vendita. L'evento celebra anche il settantottesimo anniversario della fondazione della città di Latina.
Entrando nello spazio espositivo dell'ex Garage Ruspi, si rimane colpiti dal susseguirsi delle piccole opere poste sul pavimento e dal loro numero e le immagini e i colori rendono animato e scintillante il bianco del pavimento e delle pareti.



Di Marcello Trabucco sono le immagini di Latina ordinate per temi, con la sequenza dei “portici” di particolare interesse.
Di Anna Patanè le eleganti “libellule” , di Pietro Presta la raccolta “Un batter d'ali” che presenta foto ritoccate degli uccelli migratori che popolano i laghi costieri del territorio pontino, con il bellissimo “cavaliere d'Italia” in primo piano.
Di Lanza Marianna invece l'interessante raccolta di foto di particolari delle decorazioni architettoniche della città ,di Roberto Gabriele le belle foto rappresentanti luoghi e genti di terre lontane.
La mostra rimarrà aperta fino al 27 dicembre.

lunedì 13 dicembre 2010

Parco Monti Aurunci:Piana dei Pozzi e Mura di Campello

Parco Aurunci:Pian dei Pozzi Nel sud della Provincia di Latina è situato il Parco Naturale dei Monti Aurunci,-http://www.parcoaurunci.it/- istituito nel '97 con Legge della Regione Lazio, fa parte del vasto sistema di aree protette regionali e comprende sia parte del territorio della provincia di Latina che di quella di Frosinone.
Le sue montagne sono di roccia calcarea e presentano estesi fenomeni carsici con doline , grotte ,pozzi e risorgive.



La vicinanza al mare rende particolari le sue montagne che raggiungono quote anche elevate.
Il versante dei monti che si affaccia sul mare , visibile dalla costa , mostra un aspetto brullo ,del tutto diverso dal versante interno, ricco di vegetazione e alberi .
Partendo dal paese di Itri, con direzione Campodimele, ci si inoltra -dalla località detta San Nicola- nel cuore del Parco diretti verso Pian dei Pozzi e le rovine del borgo medioevale di Campello.
Nella prima parte del sentiero si passa tra cerri e aceri , il cui acceso colore giallo rende il paesaggio suggestivo.


Parco Aurunci:muschio nel boscoArriviamo quindi al pianoro di Pian dei Pozzi , dove si possono osservare un inghiottitoio , diversi pozzi e l'acqua che sgorga in più punti alla base delle alture che circondano la piana.
Gli alberi e le rocce sono interamente ricoperti dal muschio che è particolare con foglie composte ed alto diversi centimetri.


Dopo aver risalito per circa 200 metri la collina, si arriva ad un altura dove si visitano i resti dell'antico borgo medioevale di Campello.
Si nota una sorta di viale di ingresso al paese e poi resti di mura e di costruzioni, una cisterna ed un pozzo ricoperto di pietre ,con ancora acqua al suo interno .
Due porte sono ben visibili con ancora il foro dove si posizionava il palo per la chiusura.
Cerri , aceri di alto fusto e carpini ricoprono tutti i versanti di questi monti e colline e un ambiente così verde è di certo una piacevole sorpresa.



Le grave guide del Parco ci portano poi a visitare il vivaio del Parco ,nel paese di Itri,dove sono messe a coltura tutte le specie di piante e arbusti caratteristici di questa zona.
Annessi al vivaio ci sono poi il “sentiero delle farfalle” e il laboratorio di falegnameria , dove si lavora il legno di faggio, presente nelle zone più alte e la “stramma”, l'arbusto caratteristico di questa zona che , opportunamente lavorato, viene utilizzato per creare oggetti vari,un tempo necessari per la vita quotidiana delle popolazioni di queste zone.

lunedì 6 dicembre 2010

Monte La Trinità.Bassiano

sentiero per monte La Trinità Dal paese di Bassiano, alle pendici dei Monti Lepini,-http://www.compagniadeilepini.it/- si sale in una breve ma piacevole escursione al Monte La Trinità a 861 metri, proprio sopra il paese.

Il sentiero inizia attraversando un bel parco ,realizzato proprio a ridosso delle abitazioni e continua con una mulattiera,che sale dolcemente ed è suggestiva per il bosco che si attraversa .
E' autunno e il suolo è un tappeto multicolore formato dalle foglie gialle, rosse, marroni della grande varietà di alberi presenti : aceri,ornielli e querce caducifoglie:cerri in particolare.


Sulla cima del Monte c'è l'antico santuario della SS.Trinità ,costruito nel '600 e restaurato nel '900 a cura del popolo bassianese che ,periodicamente, vi sale in processione.
Scendendo un poco si può salire al vicino Monte La Bufala che si affaccia direttamente sulla laghetto di Bassianopianura pontina.
Durante tutta la discesa è visibile il laghetto di Bassiano, un piccolo lago che si forma con le piogge e che è utilizzato dagli animali per abbeverarsi.
A settembre il laghetto è quasi del tutto prosciugato ma ,anche nella piccola pozza, si possono incontrare gli animali.
Ora che è autunno invece il laghetto è pieno d'acqua e la sua visione, confusa tra il bianco delle nuvole che si abbassano velocemente, è particolarmente suggestiva .
Ad un certo punto emerge tra la nebbia una persona anziana che , con passo sicuro , si muove alla ricerca dei suoi cavalli, con una simpatica cadenza dialettale ci suggerisce la via più sicura e veloce per ritrovare il sentiero , confuso tra la nebbia.
Al ritorno è piacevole fare una passeggiata nel bel paese di Bassiano, che conserva una bella cinta di mura medioevali .

lunedì 29 novembre 2010

Carlos Amorales."Remix" mostra

Amorales:Drifting star Presso il Palazzo delle Esposizioni-http://www.palazzoesposizioni.it/- si sta tenendo un'importante mostra dell'artista messicano Carlos Amorales, che espone per la prima volta in Italia.
Per questa mostra Carlos Amorales ha accostato opere, realizzate nel corso di vari anni, e consistenti in varie installazioni affiancate le une alle altre ed in parte sovrapposte.


Nella sala grande è posta “Drifting Star”:dal soffitto pendono frammenti neri, figure poligonali dalla forma irregolare ed appuntita, sono numerosissimi(750) e saturano l'ambiente, immobili e di un nero scintillante.
Sulle pareti per tutta la loro altezza, corre un enorme disegno a matita “El estudio por la ventana” che consiste in segni , fili che si intrecciano , senza apparente soluzione di continuità , in volute e giri senza fine.
Nelle sale laterali ,invece, c'è l'installazione “Black Cloud”, nella prima sala Amorales:Black Cloudci sono uccelli neri alle pareti che si mischiano, nella parete di fondo, con un impressionante sciame di farfalle , anch'esse nere, applicate a rilievo.


Nella sala laterale ,le farfalle diventano sempre più numerose ed invadenti andando a coprire, oltre le pareti, anche la bianca porta di sicurezza.
L'effetto sullo spettatore è notevole e sembra di essere capitati nel film “Uccelli” di Hitchcock .

L'ultima delle piccole sale ,oltre le farfalle, ha al centro degli espositori di cartoline con immagini nere : forme,figure e semplici disegni,su fondo bianco. E' il cosiddetto “archivio liquido” l'insieme di immagini del personale archivio dell'artista.
Come spiega il pannello informativo “l'artista ha conquistato la scena internazionale per la sua
sorprendente capacità visionaria”.

lunedì 22 novembre 2010

Sentiero Geologico di Rocca di Cave

sentiero da GenazzanoNel cuore dei Monti Prenestini esiste un percorso ricco di affioramenti paleontologici e di grande importanza geologica.
Il percorso unisce il paese di Genazzano con quello di Rocca di Cave e ,soprattutto nella parte finale, presenta reperti di grande importanza geologica ed infatti nel paese di Rocca di Cave è stato realizzato il Museo Geopalentologico-http://www.hipparcos.it/ dedicato al grande alpinista “Arturo Desio”.
Il Museo -gestito dal Comune in collaborazione con il Dipartimento di Scienze Geologiche dell'Università Roma Tre-, presenta un'ampia raccolta di frammenti di varie rocce importanti e dalle forme più varie ed affascinanti , provenienti sia dall'Italia che da paesi Rocca Colonnaextraeuropei.




Il Museo è ubicato nella Rocca dei Colonna ,risalente al X secolo in ottimo stato di conservazione ed anche la ristrutturazione ha mantenuto l'originaria struttura medioevale.
Annessa al Museo c'è anche una stazione di osservazione astronomica che effettua osservazioni della volta celeste serali ed anche diurne, disponibili per gruppi di visitatori e scuole.




Il sentiero inizia dal bel paese di Genazzano e risale con dislivello costante e continuo il fianco della montagna per un totale di circa 600 metri di dislivello.
Durante la salita si incontrano alberi di castagno di grandi dimensioni , alcuni cavi , sono a volte isolati , come “antichi patriarchi” ed incutono rispetto e meraviglia.
Il paesaggio risplende dei colori autunnali, che sempre rendono le montagne più affascinanti.
Sotto i piedi c'è un soffice tappeto fatto delle lunghe foglie dei castagni che si mischiano con i ricci carichi di castagne, ci fermiamo a raccoglierne alcune fino a quando cominciamo a notare gli affioramenti sulle rocce di calcare che attirano tutta la nostra attenzione.
Come ci spiega la nostra guida il tratto più ricco di sedimenti è costituito da fossili appartenenti ad una scogliera corallina del periodo Cretacico(epoca Turoniana :circa 75 milioni di anni fa). affioramenti geopeontologici
Compaiono fossili di esacoralli coloniali mesozoici . Rimangono a volte le cavità di abitazione di questi coralli simili a celle di alveare o ramificati ,si vedono anche, anche resti di “rudiste” (bivalvi a forma di cono).


E' una calda giornata e dalla cima della Rocca si possono osservare quasi tutte le catene montuose del Lazio , indicate anche da incisioni, con il nome dei Monti e la direzione, lungo tutto il cornicione della terrazza più alta della Rocca .
Sono molto evidenti i Colli Albani ad est, i Lepini a sud-est ed i Simbruini ad ovest, di tutti si riescono a distinguere le cime più alte sulle quali molti di noi sono saliti.

lunedì 15 novembre 2010

Teotihuacan.Mostra

mostra sulla città di Teotihuacan
La mostra allestita al Palazzo delle Esposizioni -http://www.palazzoesposizioni.it/-,sulla città di Teotihuacan nel Messico,accoglie il visitatore con le riproduzioni della “testa del Serpente Piumato” già sulle scale esterne ,per proseguire all'interno con scenografie affascinanti che accompagnano i numerosi oggetti e sculture provenienti dall'antica città-stato di Teotihuacan.
La lontana e antica civiltà mesoamericana si materializza così sotto gli occhi dello spettatore
ed una civiltà lontanissima scopre e rivela i suoi miti ,la sua religione ,la raffinatezza delle sue realizzazioni artistiche.


La città di Teotihuacan -sorta nel II sec.a.C.- dominò il Centro America prima degli Aztechi,arrivando all'acme del suo splendore tra II e VI sec.
Nella prima sala l'affresco “Murale degli Animali mitologici” stupisce per le strane forme degli animali (teste di leone con corpo di uccelli,pesci deformati) e per la brillantezza dei colori: azzurro e arancione ,realizzati con stucco e pigmenti vegetali.
Giaguaro che emerge dal portale piumato

Nelle sale si susseguono i reperti : acroteri di tempi, vasi antropomorfi e zoomorfi,utensili
conchiglie strombus (usate come strumenti)e flauti, grandi sculture , piccole statuette e rappresentazioni delle divinità più importanti.
Alcune sculture e oggetti sono più strani e affascinanti: le sculture architettoniche: teste del Serpente Piumato-dal tempio omonimo-la grande scultura ,individuata come il “Marcatore per il campo da gioco della palla”- gioco praticato dagli abitanti della città- o la scultura della sala centrale:”Giaguaro che emerge dal portale piumato con stelle associate al pianeta Venere” o le figure umane con cavità sul petto.


Tra le scenografie più belle delle varie sale c'è la grande foto di chicchi di mais che copre un'intera parete permeandola di una calda luce dorata e l'ingrandimento di un frammento di ossidiana verde che trasmette una luce metallica e brillante alla sala.
La mostra rimarrà aperta fino al 27 febbraio