venerdì 9 giugno 2017

Villa Lante di Bagnaia



Bagnaia è un paese situato al nord della Provincia di Viterbo nell'estremo lembo del territorio del Lazio.Una bella Torre domina il paese e fa da sfondo ad un gioiello dell'architettura rinascimentale Villa Lante.
Villa Lante  fu fatta costruire  dal cardinale Gambara e progettata dall'architetto Jacopo da Vignola sul declivio naturale  su cui scorre un ruscello.  Protagoniste di questa Villa sono le Fontane

artistiche
, in cui l'acqua gioca e  scorre, e le piante e i fiori,di rara bellezza e grandezza,  disseminati intorno alle fontane.
Seguendo il percorso di questo ruscello sono state realizzate  le originali fontane che costituiscono il nucleo del Giardino. Il declivio e le acque del ruscello finiscono nella terrazza al cui centro sorge la Fontana dei Mori.

La Fontana dei Mori è un grande bacino d'acqua suddiviso da balaustre in 4  riquadri più piccoli al cui centro si trova una barchetta con un putto.Entrando a Villa Lante su questa grande terrazza che si affaccia sul paese  il primo colpo d'occhio è dato proprio  dalla perfezione  delle geometrie  delle siepi del giardino all'italiana che circonda la Fontana. E' uno dei più belli e classici esempi di giardino al'italiana - modalità di realizzazione dei giardini costituita proprio da siepi  tagliate e  composte in regolari geometrie.

A fare da sfondo alla bellezza del giardino ci sono le due palazzine simmetriche  quella di destra Palazzina Gambara  del 1556  e quella di sinistra la Palazzina Montalto del 1590,impreziosite da portici finemente affrescati e decorati.

Si risale il giardino incontrando la Fontana dei Lumini poi la Fontana della Catena e la Fontana detta Mensa del Cardinale solo per citare alcune delle fontane artistiche. Si continua poi in salita percorrendo un ampio Parco.


La Villa è aperta tutti i giorni tranne il Lunedì è  a soli 4 km da Viterbo.

martedì 16 maggio 2017

Oasi WWF del Lago di Alviano

Lago di Alviano
L'Oasi WWF del Lago di Alviano www.wwf.it , (lagodialviano@wwf.it) ,in Umbria, si sviluppa attorno al lago artificiale di Alviano che nasce nel 1963 a seguito dello sbarramento del fiume Tevere per la costruzione di una centrale idroelettrica dell'ENEL.

L'Oasi  è attraversata da due sentieri,il primo costeggia la palude e attraversa il bosco ,il secondo più lungo costeggia il fiume Tevere da un lato e il lago dall'altro.

L'Oasi ha una superficie paludosa di circa 500 ettari e 300 di bosco igrofilo ed è frequentata da molte specie di uccelli sia migratori che stanziali, ne sono state censite circa 200. Lungo i sentieri ci sono diversi punti di osservazione e muniti di binocolo si osservano bene tanti uccelli ed è fantastico  "entrare" nella vita degli uccelli osservandoli nei loro movimenti e nella loro quotidianità.

sentiero nel bosco dellOasi di Alviano
Durante il birdwatching il nostro gruppo ha avuto la meravigliosa sorpresa dello spettacolo affascinante del "corteggiamento" di due cigni: I cigni girano l'uno dietro l'altro  formando un piccolo cerchio. Il movimento è incessante ed  elegante, la bellezza dei cigni accresce il fascino di questa danza.

La passeggiata nel bosco, allo stesso modo, è molto piacevole,
a tratti ci si immerge nel bosco,a tratti invece il fiume è vicinissimo e si può osservare l'altra sponda del fiume,il mondo incantato del bosco e il mondo affascinante degli uccelli acquatici convergono rendendo la visita un'esperienza molto rilassante e piena di belle sorprese. Le guide del WWF preparate ed ospitali accompagnano i visitatori aggiungendo valore alla visita.
fiume Tevere nell'Oasi di Alviano

martedì 2 maggio 2017

Museo Naturalistico del Parco del Circeo di Sabaudia

Presso il Centro Visitatori del Parco Nazionale del Circeo a Sabaudia si può visitare un piccolo ma bellissimo Museo Naturalistico del Parco recentemente ristrutturato.
Zone Umide ricostruzione nel Museo
I principali ambienti del Parco del Circeo costituiscono i 5 settori in cui è diviso il Museo Naturalistico del Parco Nazionale del Circeo e sono : 1.Le zone umide 2.Foresta 3.Promontorio 4. L'isola di Zannone 5. La Duna.

All'entrata accoglie i visitatori  una staccionata in legno che -come le tante disseminate nel parco- permette di osservare uno degli ambienti più tipici del Parco LE ZONE UMIDE con i tanti uccelli che vi vivono. Il Parco del Circeo si caratterizza infatti per la presenza di quattro laghi costieri e di pantani nelle loro vicinanze. Sono zone riconosciute e protette dalla Convenzione internazionale di Ramsar.
Ambiente:Foresta  nel Museo
Un piccolo  visitatore osserva dal capanno insieme a noi ...un bambino con tanto di binocolo...è un simpatico e ben fatto pupazzo . Al di là della staccionata aironi,folaghe mestoloni,nitticore,oche selvatiche ......

La Foresta ci accoglie più avanti ...nel video scorrono le immagine del bosco, della vegetazione e delle specie animali che la abitano,mentre intorno e sotto i piedi gli elementi dell'ambiente sono raccolti e spiegati : i rami con le calle, gli insetti,l'interno dei tronchi perforati dagli insetti mentre un picchio rosso sul ramo ci ricorda una delle presenze più caratteristiche e "rumorose" del bosco.

Il Promontorio del Circeo affascina con le foto delle sue spettacolari salti rocciosi e della lunga cresta boscosa. La presenza dei rapaci sul promontorio, che lo attraversano sfruttando i moti ascensionali per risparmiare le forze durante le loro rotte migratorie, è illustrata da grandi foto e pannelli esplicativi.

L'isola di Zannone,nell'arcipelago pontino,ci attira selvaggia e solitaria ricca di animali e vegetazione.

Per ultimo,ma non ultimo per importanza ,è l'ambiente della duna costiera,le caratteristiche formazioni di sabbia e vegetazione che si innalzano per metri sulla spiaggia. Con i suoi 24 km da Latina al Promontorio è una delle dune costiere più lunghe d'Europa.

vegetazione duna costiera
E' tra gli ambienti  più conosciuto ma spesso non rispettato e violato e quindi più a rischio. Immagini e cartelli spiegano in maniera breve ma efficace come il semplice atto di calpestare la duna,non utilizzando le passerelle in legno per la discesa sulla spiaggia, costituisce l'atto più grave perché il calpestio impedisce la presenza della vegetazione caratteristica.

 Le piante pionere,il giglio marino,il ginepro,lo smilax,la fillirea...solo per citarne alcune.... sono in grado di sopravvivere ai venti marini e la loro presenza consolida la sabbia  impedendone l'erosione.Le belle foto presenti immergono il visitatore nell'incanto di un ambiente bellissimo con lo scenario del mare e il profilo del Circeo sullo sfondo.

martedì 18 aprile 2017

Museo "Terre di Confine" Sonnino

interno museo Terre di Confine
All'interno del paese di Sonnino c'è un piccolo ma interessante Museo Demoetnoantropologico chiamato "Terre di confine"- http://www.sonnino.info/Sonnino/museo.php -che sicuramente vale la pena visitare.

Il paese di Sonnino ha origini medioevali e come tanti paesi dell'epoca è arroccato sul Colle S.Angelo ed una fitta rete di vicoli stretti, posti prevalentemente in salita,lo attraversa mentre intorno è circondato da antiche mura e torri circolari fino alla torre più alta che sovrasta il palazzo Antonelli nel punto più alto del paese.
Questo paese è circondato da uliveti e qui si produce un olio di grande qualità,una delle punte di eccellenza della produzione laziale.
Questo paese inoltre annovera ancora un certo numero di allevatori di ovini e caprini che producono ottimi formaggi.

Le montagne che lo circondano sono i Monti Ausoni ed alcune vette famose sono raggiungibili a piedi direttamente dal paese come: Monte delle Fate e Monte Romano.

Il territorio di Sonnino ha poi un'altra caratteristica sui monti che lo circondano infatti vi si trovano diversi cippi di confine,quei cippi che delimitavano lo Stato Pontificio dal Regno delle Due Sicilie. Sui cippi situati sulle creste tra i vari monti visibili ancora sono gli stemmi dei due Stati.

Il Museo Terre di Confine richiama infatti la caratteristica di paese di confine che per secoli è stato Sonnino. Nel Museo ci sono diverse sezioni che mostrano aspetti caratteristici della storia e delle tradizioni del paese.
Una sezione è infatti dedicata all'antica Processione de "Le Torce". La Processione si svolge sulle montagne e riprende l'antica usanza di ricognizione dei confini territoriali riconvertita in rito religioso estremamente sentito e partecipato dalla popolazione. La processione dura dal pomeriggio fino alla mattina con la suggestiva discesa dalla montagna illuminata dalle torce nella notte.  
Pile di lettere nel museo

Un'altra sezione è dedicata al famoso brigante Gasbarrone,il brigante di Sonnino divenuto famoso in tutto il centro Italia,la cui vita avventurosa aveva suscitato un grande interesse nell'800 dando vita a racconti,in parte leggendari, che coinvolgevano lui e la sua famiglia.

Altre sale interessanti sono dedicate ad altri eventi storici che hanno interessato Sonnino.

cippo di confine su Monte Ceraso
Sono tanti gli oggetti d'epoca che ricostruiscono la vita del paese e le usanze ,i bellissimi costumi d'epoca delle donne sonninesi e dei briganti insieme alle grandi mappe del territorio colpiscono l'immaginazione e rimangono impressi nella memoria.

lunedì 3 aprile 2017

Cappella SS.Annunziata di Cori

Le Giornate FAI di primavera 2017 www.fondoambiente.it nella zona di Latina hanno permesso di visitare  monumenti di grande bellezza e valore artistico nel paese di Cori.
Situato alle pendici dei Monti Lepini, Cori mantiene le vestigia della sua antichissima storia : centro latino,colonia romana,importante centro medioevale. Tra i vari importanti monumenti di epoca romana e medioevale che sono presenti c'è la cappella della SS.Annunziata.


Cappella SS.Annunziata Cori
La cappella della Santissima Annunziata è situata sulla strada che collegava Cori con la via pedemontana,attualmente la via di ingresso al paese. La cappella è collegata alla piccola chiesa di San Silvestro che è stata ristrutturata dopo le devastazioni della II guerra mondiale.

La cappella costruita e affrescata nel 1400, fu commissionata dal cardinale Pedro Fernandez de Frias,vicario pontificio e rettore per la Sabina e la provincia di Campagna e Marittima di cui Cori faceva parte. Un'iscrizione in latino ci richiama l'identità del committente che nella scritta dice "Fu spagnolo.Chi mi leggerà dica un padre nostro per la mia anima."

La cappella detta anche oratorio è uno scrigno che alla sua apertura mostra la bellezza strabiliante degli affreschi quattrocenteschi che ricoprono interamente le superfici e rappresentano le scene del Vecchio e del Nuovo Testamento e del Giudizio Universale-sulla parete di fondo- da cui risulta "abrasa" una figura,probabilmente quella di Lucifero.

Questi dipinti sono considerati una delle maggiori espressioni della pittura laziale tardo-medioevale.

Accanto alla porta è presente uno stemma della città di Cori,il più antico che si conosca. C'è poi  un rametto d'ulivo sopra l'ingresso,riferentesi a S.Oliva di Anagni ,patrona della città di Cori.

lunedì 20 marzo 2017

Stazione di posta lungo l'Appia . MESA di Pontinia

Il territorio della Pianura Pontina è attraversato dalla Via Appia lungo la quale   degli  importanti monumenti storici raccontano la storia dei secoli passati.


Lungo l'Appia nel tratto da Cisterna a Terracina -conosciuto nei nostri giorni come "fettuccia di Terracina" per la sua linearità- sorgevano importanti stazioni di posta : Tres Tabernae -vicino Cisterna-, Tripontium,Forum Appiae e Ad Medas.

La Tavola Peutingeriana,la più importante fonte storica di tipo cartografico,riportava la rete viaria servita dal servizio pubblico - il "cursus publicus" - istituito da Augusto e che resto' attivo per tutti i secoli dell'impero.
Sulla Tavola Peutingeriana erano riportate con disegni le due stazioni di posta più grandi ed importanti: Tres Tabernae e Forum Appiae.

Tra le  stazioni  importanti indicate "Ad Medias" presenta importanti ed interessanti vestigia archeologiche e storiche. "Ad Medias Paludes" era il nome della stazione,una "statio" in epoca del tardo impero,cioé un luogo di fermata provvisto di posti di guardia.

Attualmente è conosciuta come Mesa di Pontinia , nel 1700 furono fatti degli scavi e recuperate iscrizioni romane attualmente murate all'interno della corte del palazzo settecentesco esistente.
Vicino al palazzo settecentesco vi è il Mausoleo di Clesippo,un grande monumento attualmente privo di rivestimento esterno. Plinio racconta la storia di
questo personaggio,uno schiavo che fu poi liberato dalla sua padrona la nobildonna Gengania,la cui famiglia possedeva ampi terreni in queste zone.

La "domina" lo rese poi suo amante lasciandogli  anche la proprietà di molte di queste terre.