sabato 4 maggio 2019

Museo archeologico di Sezze


Nel paese di Sezze, l'antico paese romano di Setia,adagiato sulle propaggini dei Monti Lepini,ed affacciato sulla Pianura Pontina, è presente e visitabile un bel Museo Archeologico,collocato nel centro storico del paese.
Visitando il museo si scopre che tutta l'area era ricca di grotte ed
insediamenti preistorici. L'antica Setia romana,invece, ci ha rimandato reperti , preziosi manufatti, iscrizioni e statue.
Tra le prime sale, accoglie i visitatori una grande mosaico pavimentale perfettamente conservato. La decorazione a riquadri è stata realizzata con effetto prospettico e i riquadri assumono uno spessore e una profondità che lasciano stupiti. Al lato c'è una grande iscrizione detta "Miliario Traianeo" che ricorda i lavori,promossi dall'imperatore Traiano, di sistemazione della strada che dall'Appia portava agli Archi di San Lidano.
In altre sale,invece, sono collocati numerosi doni votivi,provenienti dall'area sacra di Crocevecchia. Tra le tipiche riproduzioni di membra e organi umane ed altri oggetti , ci sono delle teste votive che presentano caratteri stilistici di tipo arcaico.
Non mancano poi le monete romane dalle più antiche con il ben visibile S.C. (senato consulto) a quelle di epoca imperiale con il profilo degli imperatori.
Un altro reperto interessante è la cosiddetta fanciulla di Sezze,conservata in originale al Museo Nazionale Romano, presenta un ricco panneggio ed un'elaborata acconciatura. Proviene da una delle più ricche ville setine,dotate di arredi lussuosi.
Il municipio di Setia fu istituito dai Romani agli inizi del I sec. dopo la rapida romanizzazione del territorio, culminata nella costruzione della Via Appia nel 312 a.C.
Come spiegano dei pannelli già nel 358 alcuni coloni romani furono inviati nel territorio ed iscritti alle tribù "Pomptina" ed in seguito "Oufentina" (dal nome di uno dei più importanti fiumi del territorio :l'Ufente).

martedì 5 febbraio 2019

Museo Archeologico di Priverno


Nel centro del paese di Priverno,proprio di fronte la cattedrale e nella bella sede di Palazzo Antonelli,è collocato il Museo Archeologico di Priverno. www.privernomusei.it
Questo Museo raccoglie numerosi reperti- provenienti da un abitato collocato presso il corso del fiume Amaseno- (quasi mille) che vanno dall'Età del Ferro  all'epoca dei Volsci, quando Priverno era un importante città dei Volsci, fino all'epoca romana, quando Privernum fu prima colonia e poi municipium romano.
L'importanza di Privernum sia come città volsca,sia come città romana è visibile chiaramente dall'abbondanza e preziosità di molti reperti come  le lastre fittili dei templi e le   statue di importanti imperatori che,ritrovati nell'area archeologica di Privernum, abbelliscono ora i più importanti musei  romani.
Si rimane davvero stupiti e ammirati davanti alla statua dell'imperatore Claudio,ritrovato, durante gli scavi del 2002, dal teatro di Privernum .L'imperatore mostra un volto segnato dall'età ma pieno della forza,della dignità e del carisma degli imperatori. Altrettanto ammirati lascia la foto della celeberrima statua dell'imperatore Marco Aurelio ora a Roma.
Diversi pannelli mostrano la vastità e la grandiosità della città di Privernum ,riportata alla luce dagli scavi,effettuati nel sito di Mezz'Agosto. La visita al Museo può essere completata da  quella della zona archeologica,che è visitabile a partire da marzo.
Il reperto più famoso del Museo è il grande mosaico che ornava l'atrio di una domus romana,conosciuta come domus della Soglia nilotica.
Il mosaico infatti ha due parti in quella centrale,parzialmente ricostruita,vi sono motivi geometrici,ma la parte più bella e meglio conservata è la cornice con raffigurazioni di ambiente nilotico.Vi sono graziose anatre,coccodrilli e vegetazione in primo piano e architetture e piccoli  "pigmei" nella parte superiore. Stupisce la bellezza e anche le minime dimensioni delle tessere del mosaico.
Più avanti un altro mosaico :quello dell'Emblema figurato che abbelliva l'Atrio di un'altra domus.
Si esce da questo bel museo con la gioia di avervi ritrovato la bellezza e la storia che caratterizza quasi tutti i paesi della nostra Italia. 
Indirizzo mail : musarchpriverno@libero.it
                          tel.0773.912306

lunedì 14 gennaio 2019

Museo archeologico "Roger Lambrechts" di Artena


La città di Artena,situata nella punta settentrionale dei Monti Lepini,al confine tra la provincia di Roma e quella di Latina, è un antico centro medioevale,ma visitando il suo museo archeologico si scoprirà che le sue origini risalgono all'epoca preromana.
Nell'antico Granaio Borghese il Museo Civico Archeologico "Roger Lambrechts" presenta una serie di reperti archeologici e manufatti, di varia tipologia, molto interessanti e, in alcuni casi, davvero RARI.
Molti degli oggetti provengono dall'area archeologica di Pian della Civita situata su un pianoro in cima ai monti sovrastanti il paese di Artena nella catena dei Monti Lepini. Quest'area archeologica fu prima esplorata dal Gruppo Archeologico di Artena - gruppoarcheologicoartena@gmail.com- per poi essere studiata e riscoperta da un gruppo di archeologici belgi ,diretti

dall'archeologo Roger Lambrechts.
I reperti riguardano diverse epoche storiche: dall'età neo- eneolitica all'età tardo-antica e consistono in materiale litico,ceramiche ,decorazioni architettoniche, oggetti decorativi,armi metalliche e monete.
Di particolare rilievo tutta la collezione di ceramiche dalle grandi anfore,alle brocche alle olle ,ai "piattelli".
Molto interessante la decorazione di alcune brocche che raffigurano volti femminili con indubbio carattere stilistico italico.
Notevoli anche i reperti in piombo e pietra di canalizzazione idrica, ma in effetti quasi tutte le vetrine e i reperti in esse contenuti,sono molto interessanti e catturano l'attenzione del visitatore.
La visita al Museo inoltre è arricchita dalle spiegazioni che i componenti del Gruppo Archeologico Artena cortesemente forniscono.
Il Museo è inserito in un contesto urbano di grande interesse,sviluppatosi soprattutto a partire dal '600 ad opera del cardinale Scipione Borghese. Insieme al Museo quindi sono da vedere il Palazzo Borghese,il Palazzo del Governatore,la Piazza della Vittoria e la Collegiata di Santa Croce.

domenica 30 dicembre 2018

Mostra Incisioni e Patrimonio Culturale a Latina.Alberto Serarcangeli,Marcello Trabucco e Michele Volpe




A Latina negli storici palazzi contigui a Piazza del Popolo, è possibile visitare una bellissima Mostra che riunisce le opere di tre importanti artisti di Latina accomunati dalla rappresentazioni di luoghi e monumenti storici delle provincia pontina e dalla pratica dell'antica arte della calcografia.
 Attraverso la tecnica dell'acquaforte i tre artisti Alberto Serarcangeli,Marcello Trabucco e Michele Volpe hanno rappresentato, con particolari punti di vista e diverse sfumature, luoghi che connotano il Territorio della Provincia di Latina,esaltandone i monumenti e le costruzioni più tipiche. Così possiamo ammirare i monumenti di Ninfa,come quelli di Cori,Priverno,Fossanova,del borgo di Fogliano,  insieme a scorci ed edifici della città di Latina.
L'acquaforte è una tecnica che consiste nell'incidere delle lastre metalliche per poi procedere ad inchiostrare e stampare pressando dei fogli con un torchio.
La mostra è stata organizzata dal Comune di Latina,dalla Camera di Commercio e dall'Associazione Territori dell'Arte.

Visitare questa mostra richiede calma ed attenzione per poter apprezzare le molteplici visioni e l'abilità tecnica delle incisioni. E' un'immersione nella bellezza e nella storia e porta il visitatore ad una maggiore conoscenza di luoghi straordinari per valore paesaggistico e per spessore artistico e storico.

giovedì 20 dicembre 2018

Strada medioevale da Ninfa a Norma


  

Vicino al lago di Ninfa, dove si trova anche il celeberrimo Giardino di Ninfa, si può iniziare un sentiero che porta fino al paese di Norma.
E' l'antica via medioevale che si percorreva per arrivare al paese di Norma, situato su uno sperone roccioso sulle propaggini meridionali dei Monti Lepini.
Il sentiero inizia a poca distanza da un importante canale di bonifica, il Canale Mussolini ,il cui ampio letto è a quest'altezza, privo d'acqua.
Ci si inoltra subito in salita tra gli uliveti che caratterizzano tutto il versante di questa montagna. Dopo il primo tratto con decisa pendenza, si attraversa la strada provinciale che porta a Norma. Questo tratto fa parte dell'ampio percorso della Via Francigena del sud ed infatti vi è all'inizio proprio il cartello Via Francigena ed i tipici segni gialli che connotano questo percorso.
La caratteristica vegetazione mediterranea costeggia tutto il percorso e lo rende piacevole ed interessante e così che, insieme a grandi piante con i fichi d'India,nel punto giusto di maturazione, i cespugli di lentisco  sono diffusi ovunque. La sorpresa più bella c'è quando tra il lentisco e lo "stracciabraghe"- una lianacea diffusa sia nella vegetazione vicina sia al mare che in collina-, appaiono le verdi e appuntite foglie del profumato mirto, che non è poi così frequente nei sentieri. Le sue bacche sono quasi nere,colore che segna la maturazione del frutto.
La pianura pontina sottostante è visibile fino al Promontorio del Circeo e si distinguono anche i principali centri abitati di questa parte della Pianura.  
Il sentiero gira il versante della montagna e la valle di Vado la Mola, con la strada che porta a Bassiano ,è visibile al di sotto. In questo tratto emergono le pietre degli antichi gradini che caratterizzavano la strada medioevale. Peccato che in questa parte il rumore dei colpi di un vicino poligono di tiro, disturbano la bellezza del luogo.
Si arriva a Norma nella punta estrema del paese e salendo ancora un po' si possono percorrere gli antichi vicoli , dirigendosi verso la piazza principale. C'è un concerto natalizio che si tiene nella piazza ad opera della banda del paese.... e migliore completamento della passeggiata non poteva esserci.

martedì 4 dicembre 2018

Mausoleo di Lucio Munazio Planco a Gaeta




Sulla sommità di Monte Orlando ,il Promontorio che domina Gaeta, si erge maestoso ed imponente il Mausoleo di Lucio Munazio Planco ,uno dei personaggi più in vista del periodo tardo repubblicano. Fu console e censore e per due volte comandante in capo dell'esercito romano (imperator).
 Fu amico di Cesare e dopo la sua uccisione rimase al fianco di Antonio fino alla sconfitta di quest'ultimo ad opera di Ottaviano.
Questo famoso generale era nato a Tivoli ma, affascinato dalla bellezza del promontorio di Gaeta, fece costruire qui una Villa che costituiva la sua residenza estiva. Su Monte Orlando emergono resti di costruzioni facenti parte della Villa , ma la maggior parte di questa fu, probabilmente, inglobata dalle successive costruzioni Borboniche che fecero del Promontorio di Monte Orlando una delle principali roccaforti del Regno Borbonico dell'Italia Meridionale.
Si arriva sulla sommità di Monte Orlando percorrendo dei sentieri che lo attraversano e mostrano una grande varietà di ambienti e di costruzioni storiche. Il Promontorio di Monte Orlando con i sentieri e i musei ,costituisce uno degli ambienti del Parco Regionale Riviera di Ulisse.
Il Mausoleo di Munazio Planco,quasi sicuramente destinato a monumento funebre, è uno dei Mausolei Romani meglio conservati . A parte qualche lavoro di sistemazione del cornicione sommitale,il Mausoleo ha attraversato intatto i secoli, rimanendo anche indenne dai vari attacchi e bombardamenti che colpirono il Promontorio e Gaeta nel corso delle vicende storiche che hanno attraversato la storia d'Italia.
L'interno del Mausoleo è visitabile,con una minima quota d'ingresso. Lo spettacolo anche all'interno è imponente :alte pareti , interamente rivestite in "opus reticulatum" circondano lo stretto corridoio che gira, circolarmente,nel Mausoleo.   Nel corridoio si aprono delle ampie celle rettangolari che contengono alcuni interessanti reperti archeologici . Tra i più interessanti le vasche e le fontane decorate con bassorilievi.
Un altro elemento di grande interesse è la decorazione della sommità con metope e triglifi che si alternano. Le metope presentano bassorilievi rappresentanti armi ,scudi ed elmi.
Si arriva al Mausoleo con i sentieri che salgono dal Santuario della Montagna Spaccata, percorso senz'altro consigliato, oppure percorrendo una strada asfaltata che arriva fino in cima. E' una visita da non perdere recandosi a Gaeta.