sabato 4 aprile 2020

"I giganti silenziosi"


Monti Ausoni
Il libro " I giganti silenziosi" di Tiziano Fratus ci racconta dei grandi alberi monumento presenti nelle città italiane.
E' un viaggio in alcune grandi città italiane alla ricerca degli alberi centenari presenti all'interno delle spazio urbano.
Gli alberi vengono descritti,viene raccontata la loro storia e si possono vedere le immagini attraverso foto suggestive. La grande sensibilità e l'amore dell'autore verso gli alberi arricchiscono le descrizioni e la narrazione.
E' un libro che dovrebbe essere letto dagli amministratori di diverse città italiane i quali a seguito di eventi meteorologici che hanno
Monte delle Fate
provocato anche la caduta degli alberi,hanno pensato bene di tagliare il problema alla radice e,invece di rafforzare,sostenere gli alberi monumentali presenti, hanno pensato bene di tagliarli, privando così le comunità umane di presenze consolatorie e vivificatrici e privando le città di elementi di vivibilità capaci di rendere gli spazi urbani più temperati e densi di memoria storica.
Nella parte iniziale del libro prima dell'inizio del viaggio l'autore fa delle riflessioni dense e profonde esplorando il profondo rapporto tra uomini e alberi.

Di seguito ne riporto una:
Orto botanico di Fogliano

..."Ma esistono dei segni,nel mondo che ci circonda, che hanno mantenuto una propria sacralità,per molte persone questi segni sono importanti, come se fossero sopravvissuti  alla spoliazione del senso religioso,del tempo religioso che essi hanno rivestito,quanto alla smaterializzazione imposta dalle tecnologie di comunicazione,così pervasive.  Gli alberi,i boschi,le foreste e le montagne, i deserti, le vastità remote hanno mantenuto questo senso di sacralità. Suscitano in noi un anelito spirituale che ci porta a rispettarli,ad avvicinarli e a sacralizzarli,a proteggerli anche con leggi, poiché, al contempo, percepiamo che non si tratta solamente dell'albero,del bosco,della foresta o della montagna che abbiamo di fronte ; essi sono questo che noi percepiamo sensorialmente ma sono anche molto altro, entrando in contatto con loro entriamo in contatto con qualcosa di più grande,di vasto,di immenso,di cosmico."

giovedì 26 marzo 2020

Il mio albero



 IL MIO ALBERO
Cedro del Libano

Un cedro del Libano accompagna le mie giornate,

è un albero alto,maestoso e bellissimo,

è proprio di fronte al balcone della mia cucina.

Qui mi siedo nel pomeriggio a riposare e guardo l'albero.

I suoi rami pieni di foglie sempreverdi si allungano

ad abbracciare l'aria....

ed anche me.

Ha accompagnato i miei riposi e rallegrato i miei pensieri,

ricordandomi di cos'è la bellezza!

Latina,24.03.20

giovedì 20 febbraio 2020

Torrecchia Vecchia.Cisterna di Latina

La località di Torrecchia Vecchia è circondata da un'antica fama e da un po' di mistero.  Pochi conoscono infatti  questo luogo che è stato dichiarato " Monumento Naturale" e fa parte della rete Dimore Storiche della Regione Lazio. E' situato sulla strada che dalla città di Cisterna di Latina va verso la città di Cori,ai margini della pianura pontina e più a sud del Lago di Giulianello.
Antico sito di epoca preromana e poi appartenuto alla gens Iulia ,appartenne poi ai possedimenti papali e poi a varie famiglie nobili tra cui i Borghese, fino poi ad appartenere nel Novecento  alla famiglia Sbardella e poi alla famiglia Caracciolo.. L'antico  borgo medievale, è stato abitato e ristrutturato varie volte , centro anche di una importante azienda agraria .La località è immersa in una macchia boschiva di oltre 200 ettari e circondato da circa 2 ettari di giardino.

La via sterrata di accesso si inoltra tra due colline,affiancano la strada grandi alberi di  noci...la prima sorpresa è la presenza di un grande rapace che  salta tra gli   alberi ...è una poiana.
Le colline sono coperte da grandi alberi e da una lussureggiante vegetazione, si costeggia il fiume Teppia che nasce dal lago di Giulianello.
Lasciate le auto si inizia la visita da un grande bosco di canne che precede un antico mulino di epoca romana. I resti del mulino sono sotto  un laghetto naturale . Qui un'oca comincia a strepitare a gran voce all'arrivo del gruppo di visitatori.

Il percorso prosegue fino ad arrivare ad una sughereta con alberi imponenti e centenari. La collina detta Colle Rosso è il luogo dove pascolavano i cavalli di uno dei più importanti allevamenti di cavalli d'Italia, avviato dal penultimo proprietario Sbardella.
Da sopra la collina si può osservare l'antico castello e le scuderie recentemente ristrutturate. Ci avviciniamo al castello da una strada in leggera salita......quello che da lontano sembrava un rudere si rivela arrivando un "luogo incantato":.... un antico torrione angolare.... la porta che si
apre nella cinta di mura e ci troviamo così all'interno del cortile con vari edifici ristrutturati.
Un enorme albero campeggia nel cortile , delle grandi piante di rose introducono nell'edificio dove è collocata un'ampia  biblioteca ed  alberi di melograno ,circondati dal bosso, sono posti di fronte all'edificio, sede della Fondazione Torrecchia Vecchia. Vegetazione e costruzioni in pietra formano un insieme decisamente affascinante.

A partire da marzo si possono fare visite guidate anche del Giardino di Torrecchia Vecchia.
Per informazioni e prenotazioni:  https://www.torrecchia.it/

giovedì 30 gennaio 2020

In difesa degli Alberi di Latina

Di fronte ai tagli di alberi che stanno avvenendo in maniera drastica nella città di Latina è necessario ricordare che  Latina ha tratto negli anni gran parte della sua bellezza dai larghi viali alberati , elemento di continuità tra la città e la campagna e che la vita degli uomini è strettamente correlata alla presenza degli alberi e della vegetazione .
Piazza Roma a Latina

E' necessario ricordare le Funzioni degli alberi :
1-  GLI ALBERI PRODUCONO OSSIGENO respirato da tutti gli esseri viventi.  La chioma di un piccolo albero di 25 mq. di superficie fogliare produce la quantità di ossigeno di cui un uomo ha bisogno ogni giorno.
2- GLI ALBERI disposti in filari intorno alle case, lungo le autostrade o in altri luoghi polverosi, con le loro foglie intercettano il pulviscolo e altre sostanze dannose (anidride solforosa e biossido di azoto)
3- LE CHIOME DEGLI ALBERI  proteggono dai forti venti e dai rumori
Piazza San Marco a Latina
4- Il respiro e l'ombra degli alberi abbassano la temperatura nella calura estiva e in inverno trattengono un po' di tepore.  Con ogni tempo  migliorano il microclima.
5- Le radici degli alberi consolidano le montagne e le scarpate, trattengono le sponde dei fiumi e dei ruscelli dall'erosione causata dall'acqua e prevengono frane.
6- Le FOGLIE che cadono stagionalmente arricchiscono il terreno di nuove sostanze (humus).
7- Le forme i e colori delle foglie e dei fiori ravvivano e rallegrano le città e la campagna.
8- Ogni presenza vegetale è testimone del tempo e della vita sulla terra,segnala i cambiamenti delle stagioni,influenza positivamente il clima.
9- GLI ALBERI sono fondamentali per il ciclo dell'acqua piovana.
10- GLI ALBERI  offrono riparo e cibo agli animali.
11- Gli alberi donano ALIMENTI e materie prime agli uomini
Viale Mazzini ...prima del taglio dei pini


Nello stesso tempo voglio ricordare i magnifici pini di Viale Mazzini che hanno caratterizzato questo Viale e lo ho hanno reso bello e maestoso negli anni.
Un saluto e un ringraziamento
per avere rallegrato la vista e la vita.....in questi giorni li stanno eliminando... tutti!!

giovedì 12 dicembre 2019

Palazzo Caetani .Cisterna di Latina


Il giorno 17 novembre '19 è stata la Giornata delle Dimore Storiche del Lazio ed in tale occasione molti di questi Palazzi sono stati  aperti e delle  visite guidate gratuite hanno permesso di conoscere la storia e la bellezza di queste Dimore .
Palazzo Caetani cortile interno
Il Palazzo Caetani di Cisterna è una Dimora ricca di storia e bellezza. L'entrata dalla Piazza antistante immette i visitatori in un cortile interno e si può ammirare la struttura rinascimentale con archi lineari armonici che circondano tutto il cortile.
 Nel mezzo si trova un'antica fontana anch'essa di epoca rinascimentale. Dietro un'iscrizione segnala la presenza delle "Grotte di Palazzo Caetani". La guida ci fa entrare e così si discende per 14 metri circa percorrendo un'ampia scalinata.
Una volta arrivati in fondo ci si trova in un ambiente molto ampio scavato nella roccia di tufo. Sono evidenti le tracce di scavo  delle pareti lungo tutti i grandi corridoi . Le grotte sono molto antiche sembra che già nell'epoca romana fossero usate come cisterne d'acqua,ma la forma attuale è risalente al periodo della costruzione  del Palazzo quando ci si calava all'interno per scavare pozzolana che poi serviva per la costruzione dell'edificio.
 Ma la fama delle grotte risale al periodo dei bombardamenti seguiti allo sbarco degli Alleati ad Anzio durante la II Guerra Mondiale. Cisterna e altri paesi dei Castelli Romani erano la roccaforte difensiva dell'esercito tedesco. Gli alleati bombardarono a lungo Cisterna ed in modo così violento che la popolazione di Cisterna fu costretta a rifugiarsi nelle grotte dove passarono più di un mese senza uscire.
 Le pareti sono infatti annerite dalla luce dei lumi che illuminavano gli ambienti rendendo possibile alla popolazione di sopravvivere in quelle condizioni estreme.Queste grotte costituiscono un tratto fondante  della città, la quale  venne sconvolta da questi eventi , parte della popolazione  "sfollata" in altre città,  non è più rientrata nel paese alla fine della guerra.
Scultura di D.Cambellotti esposizione interna
Si sale quindi ai piani superiori . Al primo piano due saloni conservano la struttura originaria e sono abbelliti da affreschi. In particolare il Salone conosciuto come Sala "Zuccari" presenta degli affreschi originari ,risalenti al '700, che rappresentano i vari possedimenti della famiglia Caetani . Sono rappresentati il paese di Sermoneta con il Castello Caetani, la campagna circostante Cisterna e poi il Lago di Fogliano.Particolarmente interessante quest'ultimo affresco perché è ben visibile la forma originaria del Lago con gli argini irregolari ben diversi dalla "riquadratura" effettuata  nel '900.
Insieme alle Grotte questa è sicuramente la parte più bella ed interessante del Palazzo perché oltre ad essere belli ed originali,costituiscono anche un documento storico.

sabato 16 novembre 2019

Via Appia Antica da Fondi a Itri



Dopo pochi chilometri dalla città di Fondi,percorrendo la Via Appia Nuova verso Itri , un cartello segnala l'inizio dell'Appia Antica. Si percorre quindi una strada sterrata fino ad arrivare ad un ampio parcheggio con area pic-nic adiacente all'inizio dell'antica Via Appia. Non si è  preparati alla bellezza del posto :la  "regina viarum" si presenta ampia, con il lastricato di basalto che copre buona parte del tracciato, sul lato destro delle piante di ulivo  a dir poco spettacolari!! Raccolgo alcune olive grandi,perfette!  La strada sale dolcemente e ,come spiegano diversi pannelli didattici, risale la gola di Sant'Andrea.
Il lastricato di basalto,secondo la testimonianza di un miliario, fu posto  dall'imperatore Caracalla nel 216 d.C .Caracalla rinnovò a sue spese il lastricato in calcare che si era rovinato, proprio nel tratto da Terracina a Formia. La strada era larga in modo da permettere il transito di due carri ed aveva anche i marciapiedi,in terra battuta. Più in alto sono presenti invece anche vari tratti di lastricato di epoca rinascimentale,riconoscibili per la forma
rettangolare delle lastre.
Ad un certo punto ci troviamo di fronte ai resti del forte medioevale di S.Andrea costruito proprio sui terrazzamenti del tempio dedicato alla dea Venere. Secondo le fonti vi era stato fatta costruire anche un cappella dedicata a S.Andrea Apostolo da papa Gregorio Magno. Salendo nel punto più alto dei resti architettonici troviamo un interessante epigrafe apposta nel 2006.
L'epigrafe ricorda un'impresa militare compiuta da Michele Pezza,meglio conosciuto come il brigante Fra Diavolo, che proprio in questo punto fermò con i suoi uomini l'avanzata dell'esercito napoleonico nel 1798.
 Il percorso è corredato da molti pannelli didattici interessanti ed esaurienti e da uno di questi apprendiamo che i Romani incisero anche la rupe per far passare la strada.
Piante di lentisco in fiore, erica fiorita e fillirea abbelliscono il percorso rendendo la passeggiata davvero memorabile.
L'itinerario fa parte del Parco Naturale Regionale dei Monti Aurunci -www.parcoaurunci.it, che provvede anche alla manutenzione, e si può completare questa passeggiata o visitando il Museo del Brigantaggio ad Itri o il Castello Caetani, con annesso Museo civico, a Fondi.