lunedì 13 novembre 2017

La Selva di Cori

La Selva di Cori è un bel bosco alle pendici nord ovest dei Lepini. Si trova poco più in alto del paese di Cori - l'antica" Cora" preromana, ricca di vestigia storiche e tesori d'arte: dalle Mura Ciclopiche al complesso mediovale di S.Oliva ,dall'oratorio dell'Annunziata  al Museo della Città e del Territorio.

Si percorre la strada che porta al paese e  prima del Ponte della Catena si prende la strada che sale a sinistra con direzione Fontana del Prato. Qui si prosegue sempre a sinistra fino ad arrivare ad una recinzione in legno davanti la quale si lascia l'auto.

Subito si presenta un bosco di grandi alberi con un percorso che sale a destra e porta al Monte Arrestino,mentre un  altro sentiero,  che si deve imboccare, prosegue dritto nel bosco. E' una sterrata che si inoltra ,con una salita graduale, in un bosco di querce e castagni.

E' autunno e lo spettacolo degli alberi con i colori giallo e rosso delle foglie è di grande bellezza.Il sole filtra attraverso le foglie arricchendo di sfumature i colori.
Si arriva ad un piccolo e ben tenuto rifugio detto "Abboccadora" gestito dal "Gruppo Montagna" di Cori.

Proseguendo si arriva quindi ad un ampio pianoro dove maestosi alberi con un'enorme chioma,si ergono dal prato. E' il cuore della "Selva di Cori" e qui  si possono ammirare i grandi  alberi e godere del silenzio e della pace dell'ambiente. Si cammina su un tappeto di variegate e multiformi foglie tra cui le frastagliate,riconoscibili foglie di querce e i ricci dei castagni.

Il sentiero prosegue incontrando altri due pianori più piccoli ed arrivando ad incrociare il sentiero che sale,da un'altra direzione, verso il Monte Lupone percorrendo,a mezza costa, le pendici di Costa Lucini.

Si ritorna per la stessa strada e una volta ripresa la macchina si potrà andare a visitare il bel paese di Cori

martedì 24 ottobre 2017

Sentiero dell'eucalipto di Villa Fogliano

Nel Parco di Villa Fogliano , oltre al sentiero che percorre il lungo lago, c'è un bel sentiero che entra nel bosco che si trova al lato della Villa residenza deiCaetani, i proprietari  di questi terreni e fondatori di questo Parco.

l sentiero è ben visibile dalla strada di accesso e si caratterizza per la presenza di un grandissimo albero di eucalipto,un albero magnifico... un vero "patriarca".
E' il sentiero dell'eucalipto percorrendolo ci si inoltra nella parte marginale del bosco di questo Parco. Querce,pini ,altri eucalipti

 fanno da cornice al percorso, dove tranquillità e  pace si respirano a pieni polmoni.

Camminando a tratti  si affacciano campi coltivati, grandi alberi li 
costeggiano e ciuffi di canne di grandi dimensioni volgono al cielo i loro pennacchi. Il lungo profilo dei Lepini,con il gruppo del Semprevisa, fa da sfondo a questo paesaggio agrario.
Più avanti il sentiero lascia il bosco e passa vicino un gran campo dove pacifiche bufale si muovono o riposano in ampi spazi.

Il sentiero finisce sulla strada che fiancheggia il canale Rio Martino. e attraversandoli si può continuare a percorrere una via che costeggia il lago dei Monaci.

Siamo all'interno del Parco del Circeo www.parcocirceo.it dove anche le attività di agricoltura e allevamento contribuiscono alla bellezza del paesaggio in un rapporto che deve diventare sempre più sostenibile.

lunedì 2 ottobre 2017

Incontro "Rotte Migratorie sul Monte Circeo"


Il 15 settembre si è tenuto presso la sede della LIPU di Latina un Incontro di Approfondimento sul tema  "Rotte migratorie sul monte Circeo".
Falco di palude
L'incontro è stato organizzato dalla  TAM (Commissione Tutela Ambiente Montano) del CAI di Latina e dalla delegazione LIPU di Latina. Le relazioni sono state tenute da Gastone Gaiba  della LIPU e da Paolo Leonoro del CAI.

Il Promontorio del Circeo è trai siti italiani più importanti per le migrazioni degli uccelli ed in particolare dei rapaci.
Migliaia di uccelli tra metà agosto e fine settembre migrano passando sul Circeo ,potendo così sfruttare le correnti d'aria ascensionali che si formano sul promontorio e che permettono a questi grandi e bellissimi uccelli di raggiungere quote più elevate con un minore dispendio di energia.
Monte Circeo

Durante l'incontro sono state proiettate affascinanti immagini di diversi specie di rapaci e l'esponente della LIPU ha illustrato le principali caratteristiche di questi uccelli.
Durante l'incontro sono stati affrontati anche i temi del bracconaggio,ancora molto presente in Italia e degli incendi estivi che hanno drammaticamente distrutto non solo il patrimonio boschivo ma anche l'habitat degli uccelli e fatto morire la fauna che viveva in quegli ambienti.

Più incisive norme e maggiore prevenzione sono urgenti, ma anche una maggiore conoscenza della bellezza di forme di vita di grande bellezza ed anche importanza per la vita degli uomini.

Questo interessante incontro di approfondimento,cui è seguito il giorno dopo un altrettanto interessante escursione con  avvistamenti, sono sempre più necessari per diffondere conoscenza e rispetto delle forme di vita naturali, sola grande ricchezza degli uomini.

venerdì 15 settembre 2017

Porta Venere e Torri di Properzio di Spello

Torri di  Properzio
La città di Spello,bellissima cittadina medioevale ad "un passo"da Foligno,è uno dei "gioielli" della Valle Umbra. Fu antico centro umbro prima di diventare colonia romana nel periodo del Triumvirato e di Augusto.Nel  XIV sec. ebbe degli Statuti Comunali,mentre nel XV e XVI sec. fece parte del dominio dei Baglioni di Perugia.

Ha una bella cinta di mura che la circonda e cinque porte che si aprono in varie direzioni. Porta Venere è una di queste, tra le più monumentali e famose di Spello. 
Secondo le ipotesi storiche il nome Venere rimanda alla presenza della statua della dea Venere collocata al di sopra della Porta.
Porta Venere è fiancheggiata da due alte Torri conosciute come Torri di Properzio. Sono Torri dodecagone di epoca medioevali,cilindriche all'interno e un po' avanzate rispetto alla Porta.

Visito Porta Venere e le Torri dopo aver girato tutto il pomeriggio di una calda estate per Spello, è quasi il tramonto e così una luce rosata, dolce e bassa, sull'orizzonte illumina i monumenti. Il calcare rosa di cui sono fatti i monumenti,la tipica pietra locale,  è esaltato nella sua già indubbia bellezza dalla luce del sole dando a tutto l'insieme un fascino particolare.
Mura di Spello

Contrariamente al centro di Spello qui non c'è nessuno e questo aumenta la bellezza del posto.
Dalle mura vicine alla porta fuoriescono le più grandi piante di capperi che abbia mai visto. Degli enormi ciuffi verdi che a cascata scendono dando vita e colore alle mura.

Dopo il restauro avvenuto nel 2014 le Torri di Properzio sono visitabili,anche se io non riesco a visitarle internamente. Una grande curiosità mi rimane
 relativa al nome di Properzio.Così dopo un po' di ricerche su Internet riesco a trovare una versione che spiega il  nome con il poeta latino Properzio e con l'antica rivendicazione della città di Spello come patria del poeta,il quale aveva indicato genericamente nell'Umbria la sua terra natale


Cinta muraria di Spello

venerdì 1 settembre 2017

Parco Regionale di Colfiorito.Foligno

Nell'Appennino centro-occidentale tra l'Umbria e le Marche l'Altopiano di Colfiorito rappresenta uno "scrigno" di biodiversità ed un esempio di integrazione tra agricoltura e conservazione. Infatti l'altopiano, che  comprende una Palude con tutta la vegetazione circostante, è stato protetto con un Parco Regionale e così il Parco Regionale di Colfiorito www.parks.it/parco.colfiorito comprende tutta la palude,i terreni circostanti ed il Museo Naturalistico.

L'altopiano è composto di sette conche e su questi territori si coltivano cereali,foraggi, ma soprattutto due coltivazioni tipiche :le lenticchie e le patate rosse di Colfiorito.
Il Parco è percorribile con un sentiero che gira tutto intorno ala palude. All'inizio del sentiero una passerella permette di osservare l'avifauna e la ricca vegetazione acquatica da punti ravvicinati.
Poco più avanti c'è l' inghiottitoio"Il Molinaccio"
che nei periodi di piena permette il defluire delle acque  che si innalzano fino al livello stradale.

  Nella parte nord ovest il sentiero si alza fino ad un'antica fonte detta "Fontaccia" proprio sotto il paese di Forcatura. Da qui si può godere di un bel panorama: dolci colline che si susseguono,  la palude al centro circondata da una ricca vegetazione .

Si prosegue poi fino ad arrivare ad un capanno per l'osservazione dell'avifauna proprio a ridosso della palude. In questa torrida e siccitosa estate  2017 il livello dell'acqua è diminuita e molte parti sono "desolatamente" secche. Ma grandi aironi cinerini e piccole gallinelle d'acqua si lasciano osservare tra la vegetazione che circonda lo stagno.


Il bel giro continua tra le alte canne fino a tornare al punto di partenza e il bel giro, immersi nella natura, finisce con un pasto a base dei prodotti tipici, nel punto "ristoro" vicino al Museo Naturalistico.

venerdì 18 agosto 2017

Chiesa di Santa Lucia di Serra San Quirico

Serra San Quirico è uno dei bei paesi che fanno parte del Parco Regionale della  Gola Rossa  e Frasassi.

Serra San Quirico
Serra San Quirico è nella provincia di Ancona nella zona interna costellata dai Monti che fanno parte del Parco e dalle dolci colline che caratterizzano le Marche. Il Parco Regionale della Gola Rossa e di Frasassi custodisce dei tesori naturali e delle bellezze artistiche ed anche i paesi,compresi nel territorio del Parco, sono ricchi di tradizioni e tesori d'arte.  Uno di questi è la chiesa barocca di Santa Lucia in Serra S.Quirico.

Andiamo a visitare la chiesa in un caldo pomeriggio di questa rovente estate e il gentile custode ci accoglie narrandoci come il critico d'arte
Vittorio Sgarbi si chiuse per delle ore nella chiesa e quando ne usci disse che la Chiesa era uno dei più preziosi esempi di arte barocca in Italia.

La Chiesa è risalente al XIII sec. ma completamente ricostruita nel XVII sec.e restaurata dopo il terremoto del 1997, ha un'unica navata dove si trovano sette cappelle. Diversi sono gli autori delle tele che ornano le cappelle,tra questi il più famoso è il Cavalier d'Arpino,maestro di Caravaggio. 

 Cinque grandi tele ornano l'abside e rappresentano scene del martirio di Santa Lucia. L'organo, posto nella parte absidale, è lavorato ad intaglio e riccamente decorato.

Chiesa di Santa Lucia
Anche il coro della chiesa è di notevole bellezza lavorato in radica di noce. Nella chiesa erano conservati arredi sacri in argento, legno dorato e stoffe pregevoli , molti di questi furono asportati al tempo delle conquiste Napoleoniche.