martedì 3 luglio 2018

MUG.Museo Giannini di Latina


Nel centro di Latina è stato inaugurato un nuovo Museo il MUG Museo Giannini frutto della attività collezionistica e del desiderio di dare un  contributo culturale  alla città,da parte della famiglia Giannini.
Il Museo comprende una serie di collezioni di Carlo Giannini curate ed ordinate dal figlio Luigi Ferdinando. Le collezioni spaziano dalla meccanica all'elettricità,dalla motoristica alla cinematografia.
Il settore dedicato ai motori culmina con la presenza di due auto d'epoca  dei primi del '900. Di queste due bellissime auto una, la FIAT 1500 Cabriolet, è un pezzo unico realizzato dalla Pinin Farina per Benito Mussolini e destinato al figlio. La sezione però inizia con un velocipede ed una bici utilizzata dai bersaglieri durante le guerre. Innumerevoli motori utilizzati per vari usi arricchiscono tutta una interessantissima sezione di Motoristica. C'è poi ricostruita l'officina di

elettrauto, con tutti gli attrezzi ed una Topolino d'epoca.

Un altro settore che si può descrivere come dedicato alla Comunicazione vede la presenza di radio,registratori,Televisioni,proiettori,macchine fotografiche,macchine calcolatrici e da scrivere che riguardano tutto il '900.
Il Museo  rappresenta un importante contributo al consolidamento della memoria storica della città ed anche  alla conoscenza dell'evoluzione tecnica e tecnologica della nostra civiltà, Il MUG è ospitato nei locali di quella che fu la prima tipografia di Latina: la Tipografia Ferrazza in Via Oberdan,alle spalle di Piazza del Popolo.

lunedì 18 giugno 2018

Museo della Terra Pontina.Latina




Nel centro di Latina,proprio nella piazza del Quadrato,cioè in quello che è il nucleo fondativo della città, nello storico Palazzo dell'Opera Nazionale Combattenti è allestito il Museo della Terra Pontina. E' un Museo che mostra testimonianze e documenti storici di quella grande opera di trasformazione del territorio che è stata la Bonifica delle Paludi Pontine.
 L'O.N.C. - acronimo di Opera nazionale Combattenti- è una sigla ben conosciuta da tutti gli abitanti della Pianura Pontina perché la pianura è costellata di case coloniche che portano ben evidente la scritta sulla facciata. E' stata infatti l'Opera Nazionale Combattenti l'Ente che ha fortemente voluto e poi guidato l'intera opera di
Bonifica dei territori.

Già la collocazione è molto suggestiva il Palazzo dell'Opera Nazionale Combattenti infatti è il fulcro della bella Piazza del Quadrato circondata da Palazzi storici di Fondazione con pregevoli gruppo scultorei. Al centro della Piazza del Quadrato c'è la Fontana del Bonificatore di Pasquale Rizzoli  e,  collocati al di sopra dei due palazzi laterali, i due bei gruppi scultorei dell'artista Egisto Caldana che rappresentano il Seminatore,la Spigolatrice e le allegorie della Fecondità.

Il Museo è diviso in sezioni : Prima della Bonifica ; La lestra ; La trasformazione Agraria ; L'appoderamento ; La vita domestica del Pioniere M; La Malaria e Arti e Mestieri.


Moltissimi documenti storici sono presenti nei  settori in cui il Museo è suddiviso,tra i più suggestivi quelli che riguardano la lotta alla Malaria,malattia che da secoli mieteva vittime nella zona,poi la carta topografica con  tutte le assegnazioni di poderi in tutta la pianura, quindi gli attrezzi usati nella vita domestica e nelle Arti e Mestieri dei contadini, i cosiddetti Pionieri, quelle persone provenienti dal Veneto e dall'Emilia Romagna,che  accettarono di venire a lavorare in questa Pianura una volta bonificata.
 I documenti e le ricostruzioni mostrano la durezza della vita condotta da questi lavoratori e dalle loro famiglie, al cui lavoro e ai cui sacrifici  si deve la trasformazione di questi terreni in una delle più produttive zone agricole dell' Italia.
Il Museo  è visitabile gratuitamente e i volontari,che lo curano, effettuano anche visite guidate. Il Museo collabora con diverse scuole superiori di Latina nei progetti di Alternanza Scuola-Lavoro e sono visibili i pregevoli lavori realizzati dagli studenti.

venerdì 4 maggio 2018

Museo dell'Abbazia di Casamari




L'Abbazia di Casamari,nel comune di Veroli, è una delle più importanti e belle abbazie cistercensi dell'Italia centrale e la sua storia si intreccia con quella delle abbazie di Trisulti , Valvisciolo e Fossanova collocate tutte tra la provincia di Frosinone e quella di Latina. Sono i territori abitati dalle antiche e fiere popolazioni dei  Volsci e degli Ernici,protagoniste dei primi conflitti di Roma nelle guerre di espansione, e in primo piano nel frenare l'avanzata dei Romani.

Il Museo dell'Abbazia presenta una cospicua raccolta di documenti storici di quell'epoca,approfondendo anche la storia dei Volsci e degli Ernici e presentando degli interessanti reperti.
La vicina Verulae(Veroli) era una città degli Ernici e la zona di Casamari aveva un'importanza strategica.

Spostandoci in avanti di diversi anni nella zona esisteva la città romana di Ceretae Marianae, così detta per la presenza di una villa del console e condottiero Gaio Mario.

Nel 1036 sulle rovine di Ceretae Marianae fu fondato un monastero benedettino. Verso la metà del XII sec.il monastero divenne parte dell'Ordine Cistercense.
Il Museo ripercorre la storia del territorio ed è suggestivo iniziarne la visita con il grande reperto di zanne di elefante rinvenute nel 1923 a pochissima distanza dall'abbazia. Svariate punte di freccia sono esposte vicino, provenienti da sepolture dell'età del rame.

Ben documentata anche l'epoca romana con busti di uomini togati e di donne con panneggi, oltre diverse lastre di marmo e calcare con interessanti iscrizioni in lingua latina.
L'abbazia di grande bellezza e importanza completa la visita,facendo di questo sito uno dei più importanti del Lazio meridionale. Al prossimo articolo si presenterà un articolo  dedicato ad essa.

martedì 17 aprile 2018

MUVE Museo del Vulcanismo Ernico di Giuliano




Nel paese di Giuliano di Roma è presente il Museo del Vulcanismo Ernico - MUVE - uno dei musei naturalistici della Rete Museale del Lazio RESINA.
Il paese di Giuliano fa parte della provincia di Frosinone ed è uno dei paesi della Valle dell'Amaseno a cavallo tra le provincie di Frosinone e Latina. Nella Valle dell'Amaseno sono presenti antichi borghi ricchi di storia e di monumenti artistici, aree verdi e antiche tradizioni enogastronomiche  - www.comune.giulianodiroma.fr.it

Arriviamo nel paese di Giuliano in una piovosa domenica di marzo, inoltrandoci a piedi verso il centro storico del paese sono subito colpita dalla cordialità degli abitanti: ogni persona che incrociamo ci saluta,pur non conoscendoci.
 Il centro antico di Giuliano è molto grande con tanti  vicoli e strade che si intersecano e c'è bisogno di una lunga e piacevole   riuscire ad arrivare al palazzo Brettagna sede del Museo Muve.
passeggiata per
L'ingresso nel Museo accoglie i visitatori con una gigantografia del magistrato Brettagna che fece sistemare il palazzo storico e vi abitò  fino al 1970. Il palazzo si sviluppa su tre piani ed ha conservato l'elegante giardino pensile ed il terrazzo. Tra le sale più interessanti quella dedicata al vulcanismo ernico,quella dei manufatti  derivati dalla lavorazione dei materiali di origine vulcanica e quella dedicata alla roccioteca e ai minerali.
Usciti dal Museo c'è modo di visitare il paese di Giuliano. Su tutte le abitazioni svetta verso l'alto Il Campanile con circa trenta metri altezza. Anticamente il Campanile era il maschio della rocca dei Colonna,costruito intorno al XV sec. . Da visitare anche la bella chiesa di Santa Maria Maggiore del 1784.

martedì 3 aprile 2018

Tres Tabernae Cisterna.Giornate FAI 2018


Sulla Via Appia,nel tratto tra Latina e Cisterna, è presente il sito archeologico di Tres Tabernae.
Tres Tabernae era un'antica stazione di posta sulla via Appia,di grande importanza e rilievo.Vi soggiornò Cicerone che ne scrisse in alcune lettere.

Sulla Tavola Peutingeriana,la copia di "Carta picta" - carta stradale romana- risalente al XII sec.,le stazioni di Tres Tabernae e Forum Appii sono segnate con casette, simbolo di stazioni ben attrezzate.
Recentemente con scavi archeologici sono state riportati alla luce diversi resti di edifici,a riprova dell'importanza del sito di Tres Tabernae. I ragazzi delle scuole di Cisterna e Latina che tradizionalmente collaborano con il Fai in queste visite di siti archeologici e artistici, fanno da "ciceroni" nella visita.

La lunga affascinante fila di pini marittimi,che costeggia l'Appia da Cisterna a Terracina, fa da cornice al paesaggio rurale  della pianura pontina.
Nella parte sinistra è visibile un basolato resto del diverticolo viario che dall'Appia conduceva alla stazione di Posta. Tra i primi edifici una piccolo edificio termale ,più un "bagnum",come ci spiegano i preparati ragazzi.Ben visibili le tubazioni che portavano l'aria calda e il piccolo ambiente dove si accendeva il fuoco.

A sinistra numerosi ambienti con mosaici pavimentali, in uno il motivo del "nodo di Salomone" abbellisce il mosaico, in un'altro vi sono dei motivi geometrici con volatili  e nel terzo ambiente, più grande, è visibile la porta di ingresso e il grande mosaico. Altri locali su cui si sta lavorando sono stati coperti.
Il sito di Tres Tabernae fu distrutto durante le invasioni barbariche e gli abitanti si spostarono un po' più a nord dando inizio all'insediamento di Cisterna. L'amministrazione comunale di Cisterna ha recentemente acquisito l'area.




martedì 20 marzo 2018

Museo Civico e Diocesano di Amaseno


Il paese di Amaseno, al di sopra di un'altura, domina tutta la valle del fiume Amaseno,circondato dai Monti Ausoni il cui dolce profilo si staglia all'orizzonte connotando il paesaggio. Il paese di Amaseno,fino al 1700 chiamato San Lorenzo,conserva dei tesori
d'arte medievale al suo interno come la cattedrale di S.Maria Assunta e le opere presenti nel Museo Civico e Diocesano.
www.valledellamaseno.it

Il Museo Civico e Diocesano è collocato nel Castello Rocca Castri posto nel punto più alto del paese. Il Castello medievale è di forma rettangolare con una torre sul fronte occidentale. Ha subito diversi rimaneggiamenti anche se la sua mole e il suo aspetto ne indicano la funzione originaria.
Tra le opere qui conservate alcune spiccano per valore e bellezza. Nella cosiddetta sala rossa sono presenti due pale di altare. La prima è la Madonna del Perpetuo Soccorso,datata tra la fine del XIII e l'inizio del XIV sec.La Madonna indossa un vestito rosso con un mantello azzurro scuro e il suo volto ha l'espressione fissa e astratta tipica dell'arte bizantina, al lato ci sono due sante e la Natività e l'Annunciazione in alto. Al centro c'è la statua in legno del Cristo deposto del XIII sec.
C'è poi il Trittico,che ha perso una parte dopo un trafugamento avvenuto nel 1977 . E' un'interessante opera di artisti laziali,raffigurante la Madonna in trono e San Nicola,mentre è andata persa la parte raffigurante Sant'Ambrogio.

All'ultimo piano c'è la grande tavola della Madonna del Rosario che rappresenta la Madonna in trono che consegna il rosario a San Domenico e santa Caterina. Tutto intorno piccoli riquadri con i 15 misteri del Rosario. E' un'opera di grande bellezza e raffinata fattura, dipinta  nel 1581 dopo la battaglia di Lepanto,da Gabriele Ferbursi.