lunedì 14 gennaio 2019

Museo archeologico "Roger Lambrechts" di Artena


La città di Artena,situata nella punta settentrionale dei Monti Lepini,al confine tra la provincia di Roma e quella di Latina, è un antico centro medioevale,ma visitando il suo museo archeologico si scoprirà che le sue origini risalgono all'epoca preromana.
Nell'antico Granaio Borghese il Museo Civico Archeologico "Roger Lambrechts" presenta una serie di reperti archeologici e manufatti, di varia tipologia, molto interessanti e, in alcuni casi, davvero RARI.
Molti degli oggetti provengono dall'area archeologica di Pian della Civita situata su un pianoro in cima ai monti sovrastanti il paese di Artena nella catena dei Monti Lepini. Quest'area archeologica fu prima esplorata dal Gruppo Archeologico di Artena - gruppoarcheologicoartena@gmail.com- per poi essere studiata e riscoperta da un gruppo di archeologici belgi ,diretti

dall'archeologo Roger Lambrechts.
I reperti riguardano diverse epoche storiche: dall'età neo- eneolitica all'età tardo-antica e consistono in materiale litico,ceramiche ,decorazioni architettoniche, oggetti decorativi,armi metalliche e monete.
Di particolare rilievo tutta la collezione di ceramiche dalle grandi anfore,alle brocche alle olle ,ai "piattelli".
Molto interessante la decorazione di alcune brocche che raffigurano volti femminili con indubbio carattere stilistico italico.
Notevoli anche i reperti in piombo e pietra di canalizzazione idrica, ma in effetti quasi tutte le vetrine e i reperti in esse contenuti,sono molto interessanti e catturano l'attenzione del visitatore.
La visita al Museo inoltre è arricchita dalle spiegazioni che i componenti del Gruppo Archeologico Artena cortesemente forniscono.
Il Museo è inserito in un contesto urbano di grande interesse,sviluppatosi soprattutto a partire dal '600 ad opera del cardinale Scipione Borghese. Insieme al Museo quindi sono da vedere il Palazzo Borghese,il Palazzo del Governatore,la Piazza della Vittoria e la Collegiata di Santa Croce.

domenica 30 dicembre 2018

Mostra Incisioni e Patrimonio Culturale a Latina.Alberto Serarcangeli,Marcello Trabucco e Michele Volpe




A Latina negli storici palazzi contigui a Piazza del Popolo, è possibile visitare una bellissima Mostra che riunisce le opere di tre importanti artisti di Latina accomunati dalla rappresentazioni di luoghi e monumenti storici delle provincia pontina e dalla pratica dell'antica arte della calcografia.
 Attraverso la tecnica dell'acquaforte i tre artisti Alberto Serarcangeli,Marcello Trabucco e Michele Volpe hanno rappresentato, con particolari punti di vista e diverse sfumature, luoghi che connotano il Territorio della Provincia di Latina,esaltandone i monumenti e le costruzioni più tipiche. Così possiamo ammirare i monumenti di Ninfa,come quelli di Cori,Priverno,Fossanova,del borgo di Fogliano,  insieme a scorci ed edifici della città di Latina.
L'acquaforte è una tecnica che consiste nell'incidere delle lastre metalliche per poi procedere ad inchiostrare e stampare pressando dei fogli con un torchio.
La mostra è stata organizzata dal Comune di Latina,dalla Camera di Commercio e dall'Associazione Territori dell'Arte.

Visitare questa mostra richiede calma ed attenzione per poter apprezzare le molteplici visioni e l'abilità tecnica delle incisioni. E' un'immersione nella bellezza e nella storia e porta il visitatore ad una maggiore conoscenza di luoghi straordinari per valore paesaggistico e per spessore artistico e storico.

giovedì 20 dicembre 2018

Strada medioevale da Ninfa a Norma


  

Vicino al lago di Ninfa, dove si trova anche il celeberrimo Giardino di Ninfa, si può iniziare un sentiero che porta fino al paese di Norma.
E' l'antica via medioevale che si percorreva per arrivare al paese di Norma, situato su uno sperone roccioso sulle propaggini meridionali dei Monti Lepini.
Il sentiero inizia a poca distanza da un importante canale di bonifica, il Canale Mussolini ,il cui ampio letto è a quest'altezza, privo d'acqua.
Ci si inoltra subito in salita tra gli uliveti che caratterizzano tutto il versante di questa montagna. Dopo il primo tratto con decisa pendenza, si attraversa la strada provinciale che porta a Norma. Questo tratto fa parte dell'ampio percorso della Via Francigena del sud ed infatti vi è all'inizio proprio il cartello Via Francigena ed i tipici segni gialli che connotano questo percorso.
La caratteristica vegetazione mediterranea costeggia tutto il percorso e lo rende piacevole ed interessante e così che, insieme a grandi piante con i fichi d'India,nel punto giusto di maturazione, i cespugli di lentisco  sono diffusi ovunque. La sorpresa più bella c'è quando tra il lentisco e lo "stracciabraghe"- una lianacea diffusa sia nella vegetazione vicina sia al mare che in collina-, appaiono le verdi e appuntite foglie del profumato mirto, che non è poi così frequente nei sentieri. Le sue bacche sono quasi nere,colore che segna la maturazione del frutto.
La pianura pontina sottostante è visibile fino al Promontorio del Circeo e si distinguono anche i principali centri abitati di questa parte della Pianura.  
Il sentiero gira il versante della montagna e la valle di Vado la Mola, con la strada che porta a Bassiano ,è visibile al di sotto. In questo tratto emergono le pietre degli antichi gradini che caratterizzavano la strada medioevale. Peccato che in questa parte il rumore dei colpi di un vicino poligono di tiro, disturbano la bellezza del luogo.
Si arriva a Norma nella punta estrema del paese e salendo ancora un po' si possono percorrere gli antichi vicoli , dirigendosi verso la piazza principale. C'è un concerto natalizio che si tiene nella piazza ad opera della banda del paese.... e migliore completamento della passeggiata non poteva esserci.

martedì 4 dicembre 2018

Mausoleo di Lucio Munazio Planco a Gaeta




Sulla sommità di Monte Orlando ,il Promontorio che domina Gaeta, si erge maestoso ed imponente il Mausoleo di Lucio Munazio Planco ,uno dei personaggi più in vista del periodo tardo repubblicano. Fu console e censore e per due volte comandante in capo dell'esercito romano (imperator).
 Fu amico di Cesare e dopo la sua uccisione rimase al fianco di Antonio fino alla sconfitta di quest'ultimo ad opera di Ottaviano.
Questo famoso generale era nato a Tivoli ma, affascinato dalla bellezza del promontorio di Gaeta, fece costruire qui una Villa che costituiva la sua residenza estiva. Su Monte Orlando emergono resti di costruzioni facenti parte della Villa , ma la maggior parte di questa fu, probabilmente, inglobata dalle successive costruzioni Borboniche che fecero del Promontorio di Monte Orlando una delle principali roccaforti del Regno Borbonico dell'Italia Meridionale.
Si arriva sulla sommità di Monte Orlando percorrendo dei sentieri che lo attraversano e mostrano una grande varietà di ambienti e di costruzioni storiche. Il Promontorio di Monte Orlando con i sentieri e i musei ,costituisce uno degli ambienti del Parco Regionale Riviera di Ulisse.
Il Mausoleo di Munazio Planco,quasi sicuramente destinato a monumento funebre, è uno dei Mausolei Romani meglio conservati . A parte qualche lavoro di sistemazione del cornicione sommitale,il Mausoleo ha attraversato intatto i secoli, rimanendo anche indenne dai vari attacchi e bombardamenti che colpirono il Promontorio e Gaeta nel corso delle vicende storiche che hanno attraversato la storia d'Italia.
L'interno del Mausoleo è visitabile,con una minima quota d'ingresso. Lo spettacolo anche all'interno è imponente :alte pareti , interamente rivestite in "opus reticulatum" circondano lo stretto corridoio che gira, circolarmente,nel Mausoleo.   Nel corridoio si aprono delle ampie celle rettangolari che contengono alcuni interessanti reperti archeologici . Tra i più interessanti le vasche e le fontane decorate con bassorilievi.
Un altro elemento di grande interesse è la decorazione della sommità con metope e triglifi che si alternano. Le metope presentano bassorilievi rappresentanti armi ,scudi ed elmi.
Si arriva al Mausoleo con i sentieri che salgono dal Santuario della Montagna Spaccata, percorso senz'altro consigliato, oppure percorrendo una strada asfaltata che arriva fino in cima. E' una visita da non perdere recandosi a Gaeta.

sabato 17 novembre 2018

Parco di Monte Orlando di Gaeta


Nella bella città di Gaeta,uno dei paesi più ricchi di storia e tesori artistici del Lazio,è presente sull'altura di Monte Orlando un Parco http://www.parchilazio.it/monteorlando  che unisce ambienti di vegetazione mediterranea e costruzioni storiche che risalgono all'epoca romana e al periodo Borbonico quando Gaeta era uno dei capisaldi del Regno Meridionale. Lambisce il Parco e,in qualche modo ne fa parte, anche il complesso del Santuario della Montagna Spaccata con la famosa Cappella del Crocefisso,La Chiesa in stile spagnolo e la Grotta del Turco.

Il sentiero che sale sulla cima del Monte Orlando inizia proprio al lato della Chiesa, attraversa un bosco ricco di vegetazione con piante ed essenze della flora mediterranea. Un' importante parte del sentiero devia verso sud toccando rispettivamente gli edifici della : Polveriera Carolina, la Polveriera(ora museo) Real Ferdinando per poi finire nel grande complesso della Polveriera Trabacco.

Lungo questo percorso si apre  la vegetazione e il mare  appare a tratti. Alla fine presso la Polveriera Trabacco il paesaggio è più ampio e la visione del paesaggio marino di tutta la  costa sud è davvero splendida.
Ritornando al sentiero principale si sale verso la cima  gradatamente,attraversando la vegetazione mediterranea e passando vicino ad un'antica cisterna romana. Si arriva infine  sulla cima dove l'imponente mole del Mausoleo di Munazio Planco,glorioso generale romano,si staglia contro il cielo ,affiancata,a poca distanza,dal moderno Faro di Gaeta. Il Mausoleo ha una perfetta forma rotonda ed è interamente ricoperto di marmi,davvero un monumento stupefacente!! Si prosegue il percorso ad anello facendo attenzione a deviare a sinistra per poter percorrere l'interessante Sentiero Didattico tra cisti,ginestre,viburni e piante di mirto con le bacche.

lunedì 5 novembre 2018

Il castello di Sermoneta


Il castello di Sermoneta si erge maestoso e imponente sulla sommità della collina nelle propaggini sud dei Lepini.
Maschio del castello di Sermoneta
Dalle mura e dai torrioni si può ammirare il panorama della pianura pontina a sud , fino alle isole pontine nei giorni più limpidi, mentre le pendici del Monte Corbolino lo sovrastano a nord.
Visitiamo il castello nell'ultima domenica di Ottobre , c'è un vento fortissimo che quasi impedisce di camminare. Oltrepassati i ponti levatoi e ammirati i due portali di ingresso,avanziamo a fatica nel cortile interno, la grande piazza d'arme. 
Nel procedere a piccoli passi sferzati da un vento  eccezionale che il giorno dopo ha portato devastazione e sciagure
nel Lazio e in altre regioni,ho sentito di capire cosa provano gli abitanti di Trieste quando la bora imperversa.
Nella piazza d'arme tre lecci ultra-centenari, piantati alla fine dell'800 ,muovono le loro chiome incessantemente, scossi dal vento impetuoso, hanno resistito e potranno essere ammirati ancora, mentre i bellissimi pini  che ornavano la vicina città di Terracina, sono stati buttati giù il lunedì dopo da una terribile tromba d'aria.

Ingresso del Castello di Sermoneta
La nostra guida ci fa rifugiare nella cosiddetta Casa del Cardinale, il palazzo-rifugio fatto costruire al posto della chiesa di S.Pietro in corte. Da lì ammiriamo le splendide forme del castello con la possente Torre del Maschio e l'altra più piccola che gli si addossa.Due importanti casate nobili i Caetani e i Borgia fecero costruire diverse parti di questo splendido castello.
 Dalla porta socchiusa per ripararci dal vento, ascoltiamo le spiegazioni della guida, ammirando la forza e l'eleganza delle forme.  Il castello fatto costruire dalla famiglia dei nobili  Annibaldi passò poi nelle mani dei Caetani,insieme ai possedimenti di Ninfa, ai tempi importante centro medioevale.
Il castello si trova su un'altura e permetteva il controllo delle strade ,insieme ad altre importanti torri.
Quando divenne Papa Alessandro Borgia fece scomunicare i Caetani, togliendogli tutti i territori. Così nel Castello di Sermoneta visse per sei anni la famosa Lucrezia Borgia,resistendo poi altri   vi vissero fino alla metà del '700. Periodo in cui si trasferirono a Roma nel Palazzo Caetani .
Piazza d'Arme con leccio centenario
due anni dopo la morte del potente genitore. Papa Della Rovere fece togliere la scomunica ai Caetani che, rientrati in possesso del castello, vi vissero fino alla metà del '700.
Alla fine del '700 le truppe napoleoniche si impossessarono del castello di Sermoneta facendo vari danni e coprendo buona parte degli affreschi. Nell'800 il castello fu affittato e usato come magazzino, venne data alle pareti la calce viva per igienizzare e così si persero buona parte degli affreschi.
Il conte Gelasio Caetani,zio di Lelia,ultima discendente dei Caetani, per 15 anni alla fine dell'800 fa sistemare il Castello.  Prima della morte di donna Lelia Caetani fu creata la "Fondazione Caetani", che ancora oggi gestisce il  Castello di Sermoneta e Ninfa e il suo famosissimo Giardino.