lunedì 5 novembre 2018

Il castello di Sermoneta


Il castello di Sermoneta si erge maestoso e imponente sulla sommità della collina nelle propaggini sud dei Lepini.
Maschio del castello di Sermoneta
Dalle mura e dai torrioni si può ammirare il panorama della pianura pontina a sud , fino alle isole pontine nei giorni più limpidi, mentre le pendici del Monte Corbolino lo sovrastano a nord.
Visitiamo il castello nell'ultima domenica di Ottobre , c'è un vento fortissimo che quasi impedisce di camminare. Oltrepassati i ponti levatoi e ammirati i due portali di ingresso,avanziamo a fatica nel cortile interno, la grande piazza d'arme. 
Nel procedere a piccoli passi sferzati da un vento  eccezionale che il giorno dopo ha portato devastazione e sciagure
nel Lazio e in altre regioni,ho sentito di capire cosa provano gli abitanti di Trieste quando la bora imperversa.
Nella piazza d'arme tre lecci ultra-centenari, piantati alla fine dell'800 ,muovono le loro chiome incessantemente, scossi dal vento impetuoso, hanno resistito e potranno essere ammirati ancora, mentre i bellissimi pini  che ornavano la vicina città di Terracina, sono stati buttati giù il lunedì dopo da una terribile tromba d'aria.

Ingresso del Castello di Sermoneta
La nostra guida ci fa rifugiare nella cosiddetta Casa del Cardinale, il palazzo-rifugio fatto costruire al posto della chiesa di S.Pietro in corte. Da lì ammiriamo le splendide forme del castello con la possente Torre del Maschio e l'altra più piccola che gli si addossa.Due importanti casate nobili i Caetani e i Borgia fecero costruire diverse parti di questo splendido castello.
 Dalla porta socchiusa per ripararci dal vento, ascoltiamo le spiegazioni della guida, ammirando la forza e l'eleganza delle forme.  Il castello fatto costruire dalla famiglia dei nobili  Annibaldi passò poi nelle mani dei Caetani,insieme ai possedimenti di Ninfa, ai tempi importante centro medioevale.
Il castello si trova su un'altura e permetteva il controllo delle strade ,insieme ad altre importanti torri.
Quando divenne Papa Alessandro Borgia fece scomunicare i Caetani, togliendogli tutti i territori. Così nel Castello di Sermoneta visse per sei anni la famosa Lucrezia Borgia,resistendo poi altri   vi vissero fino alla metà del '700. Periodo in cui si trasferirono a Roma nel Palazzo Caetani .
Piazza d'Arme con leccio centenario
due anni dopo la morte del potente genitore. Papa Della Rovere fece togliere la scomunica ai Caetani che, rientrati in possesso del castello, vi vissero fino alla metà del '700.
Alla fine del '700 le truppe napoleoniche si impossessarono del castello di Sermoneta facendo vari danni e coprendo buona parte degli affreschi. Nell'800 il castello fu affittato e usato come magazzino, venne data alle pareti la calce viva per igienizzare e così si persero buona parte degli affreschi.
Il conte Gelasio Caetani,zio di Lelia,ultima discendente dei Caetani, per 15 anni alla fine dell'800 fa sistemare il Castello.  Prima della morte di donna Lelia Caetani fu creata la "Fondazione Caetani", che ancora oggi gestisce il  Castello di Sermoneta e Ninfa e il suo famosissimo Giardino.

domenica 28 ottobre 2018

Convento di San Francesco di Sermoneta

Sermoneta

Il Convento e la Chiesa di San Francesco si trovano su una delle colline che circondano il paese di Sermoneta, costituiscono un complesso storico-artistico di grande bellezza e ricco di storia.
La  costruzione della chiesa e del convento risalgono al XII sec. Il convento ha accolto all'inizio l'ordine dei Cavalieri del Tempio,in seguito i fraticelli Francescani rimasti fino al 1420,poi i Minori Zoccolanti. Agli inizi degli anni '70 l'allora  cappellano militare Eduardo Fino,poi divenuto parroco di Sermoneta,raccogliendo dei fondi dai reduci della guerra dell'Egeo, fece effettuare dei lavori di ristrutturazione e  consolidamento del complesso.
La chiesa  accoglie infatti il sacrario dei caduti della guerra dell'Egeo, una guerra che è stata tra gli episodi più tragici avvenuti durante la II guerra mondiale,che ha visto la morte di 15.000 soldati italiani. Una lapide sulla parete datata al 1971 ricorda il sostegno dato dall'Associazione "Reduci dell'Egeo" all'opera di ristrutturazione.
Nelle lunette delle campate del chiostro sono raffigurate scene della vita di San Francesco. Nel refettorio invece è raffigurata l'Ultima Cena opera dell'artista Antonio Circignani, detto Pomarancio, commissionatagli dal cardinale Enrico Caetani nel 1576.
 Sulla facciata della Chiesa sono presenti due grosse croci di Malta che se pur rovinate sono ancora visibili.
Attualmente chiusi al pubblico per dei necessari interventi di consolidamento, possono essere comunque ammirate dall'esterno. Un elegante portico con arcate sorrette da esili colonnine sovrasta l'entrata .
Quercus ilex centenario
Davanti l'entrata c'è un albero centenario : Un leccio, "Un quercus ilex" piantato dai frati minori nel 1455 come ricorda la scritta posta sotto l'albero.

martedì 3 luglio 2018

MUG.Museo Giannini di Latina


Nel centro di Latina è stato inaugurato un nuovo Museo il MUG Museo Giannini frutto della attività collezionistica e del desiderio di dare un  contributo culturale  alla città,da parte della famiglia Giannini.
Il Museo comprende una serie di collezioni di Carlo Giannini curate ed ordinate dal figlio Luigi Ferdinando. Le collezioni spaziano dalla meccanica all'elettricità,dalla motoristica alla cinematografia.
Il settore dedicato ai motori culmina con la presenza di due auto d'epoca  dei primi del '900. Di queste due bellissime auto una, la FIAT 1500 Cabriolet, è un pezzo unico realizzato dalla Pinin Farina per Benito Mussolini e destinato al figlio. La sezione però inizia con un velocipede ed una bici utilizzata dai bersaglieri durante le guerre. Innumerevoli motori utilizzati per vari usi arricchiscono tutta una interessantissima sezione di Motoristica. C'è poi ricostruita l'officina di

elettrauto, con tutti gli attrezzi ed una Topolino d'epoca.

Un altro settore che si può descrivere come dedicato alla Comunicazione vede la presenza di radio,registratori,Televisioni,proiettori,macchine fotografiche,macchine calcolatrici e da scrivere che riguardano tutto il '900.
Il Museo  rappresenta un importante contributo al consolidamento della memoria storica della città ed anche  alla conoscenza dell'evoluzione tecnica e tecnologica della nostra civiltà, Il MUG è ospitato nei locali di quella che fu la prima tipografia di Latina: la Tipografia Ferrazza in Via Oberdan,alle spalle di Piazza del Popolo.

lunedì 18 giugno 2018

Museo della Terra Pontina.Latina




Nel centro di Latina,proprio nella piazza del Quadrato,cioè in quello che è il nucleo fondativo della città, nello storico Palazzo dell'Opera Nazionale Combattenti è allestito il Museo della Terra Pontina. E' un Museo che mostra testimonianze e documenti storici di quella grande opera di trasformazione del territorio che è stata la Bonifica delle Paludi Pontine.
 L'O.N.C. - acronimo di Opera nazionale Combattenti- è una sigla ben conosciuta da tutti gli abitanti della Pianura Pontina perché la pianura è costellata di case coloniche che portano ben evidente la scritta sulla facciata. E' stata infatti l'Opera Nazionale Combattenti l'Ente che ha fortemente voluto e poi guidato l'intera opera di
Bonifica dei territori.

Già la collocazione è molto suggestiva il Palazzo dell'Opera Nazionale Combattenti infatti è il fulcro della bella Piazza del Quadrato circondata da Palazzi storici di Fondazione con pregevoli gruppo scultorei. Al centro della Piazza del Quadrato c'è la Fontana del Bonificatore di Pasquale Rizzoli  e,  collocati al di sopra dei due palazzi laterali, i due bei gruppi scultorei dell'artista Egisto Caldana che rappresentano il Seminatore,la Spigolatrice e le allegorie della Fecondità.

Il Museo è diviso in sezioni : Prima della Bonifica ; La lestra ; La trasformazione Agraria ; L'appoderamento ; La vita domestica del Pioniere M; La Malaria e Arti e Mestieri.


Moltissimi documenti storici sono presenti nei  settori in cui il Museo è suddiviso,tra i più suggestivi quelli che riguardano la lotta alla Malaria,malattia che da secoli mieteva vittime nella zona,poi la carta topografica con  tutte le assegnazioni di poderi in tutta la pianura, quindi gli attrezzi usati nella vita domestica e nelle Arti e Mestieri dei contadini, i cosiddetti Pionieri, quelle persone provenienti dal Veneto e dall'Emilia Romagna,che  accettarono di venire a lavorare in questa Pianura una volta bonificata.
 I documenti e le ricostruzioni mostrano la durezza della vita condotta da questi lavoratori e dalle loro famiglie, al cui lavoro e ai cui sacrifici  si deve la trasformazione di questi terreni in una delle più produttive zone agricole dell' Italia.
Il Museo  è visitabile gratuitamente e i volontari,che lo curano, effettuano anche visite guidate. Il Museo collabora con diverse scuole superiori di Latina nei progetti di Alternanza Scuola-Lavoro e sono visibili i pregevoli lavori realizzati dagli studenti.

venerdì 4 maggio 2018

Museo dell'Abbazia di Casamari




L'Abbazia di Casamari,nel comune di Veroli, è una delle più importanti e belle abbazie cistercensi dell'Italia centrale e la sua storia si intreccia con quella delle abbazie di Trisulti , Valvisciolo e Fossanova collocate tutte tra la provincia di Frosinone e quella di Latina. Sono i territori abitati dalle antiche e fiere popolazioni dei  Volsci e degli Ernici,protagoniste dei primi conflitti di Roma nelle guerre di espansione, e in primo piano nel frenare l'avanzata dei Romani.

Il Museo dell'Abbazia presenta una cospicua raccolta di documenti storici di quell'epoca,approfondendo anche la storia dei Volsci e degli Ernici e presentando degli interessanti reperti.
La vicina Verulae(Veroli) era una città degli Ernici e la zona di Casamari aveva un'importanza strategica.

Spostandoci in avanti di diversi anni nella zona esisteva la città romana di Ceretae Marianae, così detta per la presenza di una villa del console e condottiero Gaio Mario.

Nel 1036 sulle rovine di Ceretae Marianae fu fondato un monastero benedettino. Verso la metà del XII sec.il monastero divenne parte dell'Ordine Cistercense.
Il Museo ripercorre la storia del territorio ed è suggestivo iniziarne la visita con il grande reperto di zanne di elefante rinvenute nel 1923 a pochissima distanza dall'abbazia. Svariate punte di freccia sono esposte vicino, provenienti da sepolture dell'età del rame.

Ben documentata anche l'epoca romana con busti di uomini togati e di donne con panneggi, oltre diverse lastre di marmo e calcare con interessanti iscrizioni in lingua latina.
L'abbazia di grande bellezza e importanza completa la visita,facendo di questo sito uno dei più importanti del Lazio meridionale. Al prossimo articolo si presenterà un articolo  dedicato ad essa.

martedì 17 aprile 2018

MUVE Museo del Vulcanismo Ernico di Giuliano




Nel paese di Giuliano di Roma è presente il Museo del Vulcanismo Ernico - MUVE - uno dei musei naturalistici della Rete Museale del Lazio RESINA.
Il paese di Giuliano fa parte della provincia di Frosinone ed è uno dei paesi della Valle dell'Amaseno a cavallo tra le provincie di Frosinone e Latina. Nella Valle dell'Amaseno sono presenti antichi borghi ricchi di storia e di monumenti artistici, aree verdi e antiche tradizioni enogastronomiche  - www.comune.giulianodiroma.fr.it

Arriviamo nel paese di Giuliano in una piovosa domenica di marzo, inoltrandoci a piedi verso il centro storico del paese sono subito colpita dalla cordialità degli abitanti: ogni persona che incrociamo ci saluta,pur non conoscendoci.
 Il centro antico di Giuliano è molto grande con tanti  vicoli e strade che si intersecano e c'è bisogno di una lunga e piacevole   riuscire ad arrivare al palazzo Brettagna sede del Museo Muve.
passeggiata per
L'ingresso nel Museo accoglie i visitatori con una gigantografia del magistrato Brettagna che fece sistemare il palazzo storico e vi abitò  fino al 1970. Il palazzo si sviluppa su tre piani ed ha conservato l'elegante giardino pensile ed il terrazzo. Tra le sale più interessanti quella dedicata al vulcanismo ernico,quella dei manufatti  derivati dalla lavorazione dei materiali di origine vulcanica e quella dedicata alla roccioteca e ai minerali.
Usciti dal Museo c'è modo di visitare il paese di Giuliano. Su tutte le abitazioni svetta verso l'alto Il Campanile con circa trenta metri altezza. Anticamente il Campanile era il maschio della rocca dei Colonna,costruito intorno al XV sec. . Da visitare anche la bella chiesa di Santa Maria Maggiore del 1784.