martedì 8 marzo 2011

Centro storico di Priverno

Palazzo Comunale di PrivernoPriverno è un antico centro della provincia di Latina, fu una potente città dei Volsci distrutta dai Romani nel IV sec. e diventata , in seguito, una ricca colonia romana.-http://www.comune.priverno.latina.it/
Della lunga storia di questo centro si trovano testimonianze nel Museo Archeologico comunale ,nell'area archeologica di mezzagosto e nel Centro storico che presenta antiche e belle costruzioni medioevali.
Il centro di Priverno è la piazza che vede da un lato il Palazzo Comunale e dall'altro la Cattedrale.

Il Palazzo Comunale risale alla fine del 1200 , restaurato recentemente, ha subito nei secoli vari rimaneggiamenti , ma ha conservato caratteristiche tipiche dei palazzi comunali.
Nella parte inferiore ha un portico che presenta tre eleganti arcate ogivali, nei piani superiori invece ci sono trifore e bifore.

leone stiloforo della cattedraleLa cattedrale è dedicata a Santa Maria Annunziata , fu consacrata nel 1183 ma diverse modifiche hanno trasformato l'originaria struttura romanica.
Rimangono elementi del XIII sec.nel portico della facciata che presenta volte a crociera e pilastri affiancati da colonne rette da leoni stilofori.


Passeggiando nel paese e percorrendo le strette vie in salita , con le antiche case in pietra , improvvisamente si aprono affascinanti squarci di paesaggio...e così si possono vedere le montagne dei Lepini e degli Ausoni che circondano Priverno , situato proprio nella valle che separa le due via del centro di Privernocatene montuose.

martedì 1 marzo 2011

Ciaspolata a Macchiarvana

inizio sentiero verso le piste Poco dopo il passo di Forca d'Acero che segna il confine tra Lazio e Abruzzo , percorrendo la statale ,si arriva alla località di Macchiarvana, all'interno delParco Nazionale d'Abruzzo,Lazio e Molise-http://www.parcoabruzzo.it/
Macchiarvana è un altopiano a circa 1500 m.d'altezza dove ci sono piste di sci da fondo di varia lunghezza, considerate le più belle e grandi del Centro Italia.
La bellezza è data soprattutto dal paesaggio che le piste attraversano ,ricco di faggete e circondato da una corona di monti tra cui il Monte Tranquillo e la Serra del Re.
L'altopiano di Macchiarvana è anche sede della scuola nazionale di sci da fondo.



Negli ultimi anni è possibile percorrere i boschi dell'altopiano anche con le ciaspole , stando bene attenti a passare nel bosco e a non occupare le piste.
Le escursioni con le ciaspole ,o racchette da neve, si stanno diffondendo negli ultimi anni , perché permettono ,anche a coloro che non sanno sciare , di poter effettuare bellissime passeggiate nella neve , tra i boschi.
E' l'ultima domenica di febbraio e la neve non manca a Macchiarvana, siamo diretti al santuario di Monte Tranquillo e cerchiamo , il più possibile, di mantenerci lontani dalle piste.
alberi e neve a Macchiarvana


Sulla neve morbida , la vita del bosco ,nascosta durante le ore diurne, lascia delle tracce che in silenzio osserviamo . E così notiamo orme di animali che qualcuno cerca di individuare facendo ipotesi .. intanto continuiamo a camminare in silenzio e ad un tratto tracce rosse , a brevissima distanza l'una dall'altra ,mi fanno pensare ad un animale ferito.
Spesso si incontrano tracce di sangue nella neve del mattino , segno inequivocabile della legge di natura della predazione , che si ripete nelle ore serali ,lontano dagli occhi indiscreti degli uomini i più grandi ed invadenti dei predatori.
Lungo il percorso , prima che la salita si faccia più ripida ,facciamo una piccola deviazione per vedere , l'ampio ,affascinante spiazzo di Campo Rotondo.
Lì la neve è bianca e compatta , sembra non incisa nemmeno dagli animali, gli alberi sono tutto intorno ed il campo ha davvero la forma di un ampio cerchio , con alcuni piccoli avvallamenti , da cui affiorano a tratti massi di calcare.

Il bianco di Campo Rotondo, non spezzato dal grigio dei fusti dei faggi è davvero accecante senza gli occhiali, ma vederlo e perdersi nella sua bianca vastità è davvero una bella esperienza!!
Al ritorno tagliamo al centro la conca iniziale delle piste e le casette in legno della scuola di sci
ci indicano che il percorso è finito...e ci attendono i dolci e il caffè del bar che è posto proprio all'inizio delle piste di Macchiarvana.

martedì 22 febbraio 2011

Campanile della Cattedrale di Gaeta

campanile della cattedraleGirando tra i suggestivi vicoli della Gaeta medioevale, d'improvviso, in un piccolo slargo, si innalza davanti al visitatore la facciata dell'antica cattedrale romanica di Gaeta.

La cattedrale è famosa per il suo bellissimo campanile , ripreso in alcune foto sullo sfondo azzurro del mare del Golfo di Gaeta.
Girando intorno alla chiesa , ci si trova alla base del campanile ricco di opere d'arte.


Lungo la scala che conduce alla porta d'ingresso, sono collocate delle colonne con metope e triglifi , provenienti dal Mausoleo romano di Sempronio Atratino del I sec.a.C.

Ci sono poi , su entrambi i lati, due sarcofagi romani,sormontati da
rilievi provenienti dall'antico duomo .


I due rilievi sono collegati e rappresentano la vicenda biblica di Giona , inghiottito e poi rigettato da un enorme cetaceo (in latino pistrice).rilevo con storia di Giona
Il campanile è sormontato da una cuspide ottagonale ed è decorato , per tutta la sua altezza, da varie file di piccole arcate.



A pochi metri si trova il lungomare di Gaeta da cui si può godere la fantastica vista del golfo, con la città di Formia e la corona dei Monti Aurunci quasi a picco sul mare.

E' uno scorcio bellissimo della caratteristica città laziale che unisce golfo di Gaetain sé tanti aspetti tutti interessanti :paesaggistici con la spiaggia di Serapo, il Parco Regionale di Monte Orlando e la Montagna Spaccata.

Ci sono poi le innumerevoli testimonianze storico-artistiche : il Forte Angioino, la cattedrale e le antiche chiese ,oltre agli edifici medioevali che si alternano con resti di costruzioni romane.

martedì 15 febbraio 2011

Passeggiata nella neve sui Lepini

alberi lungo il sentiero.foto di Angelo MarchettiDomenica 23 gennaio, sotto un cielo grigio e plumbeo iniziamo un'escursione verso la cima del Monte Cacume.
E' la fine di gennaio e dopo settimane di clima moderato , la temperatura è di nuovo scesa , ritornando sulle medie stagionali e riportando la neve su tutte le montagne del Centro Italia.
Anche sui Lepini nevica da tre giorni , ma certo nessuno si aspettava di trovare così tanta neve sul Monte più basso della catena.



Il Monte Cacume è un Monte particolare: la sua cima acuta si nota da lontano , come si arriva nella piana di Frosinone , il suo nome deriva infatti dal latino “acumen”, ha una particolare conformazione geologica diversa dal resto dei Lepini ed in primavera vi fioriscono numerose specie di orchidee , inoltre il suo nome è stato nobilitato da una citazione letteraria: lo cita infatti Dante nella Divina Commedia (Purgatorio canto VII).
E' una montagna di altezza moderata 1095 metri, ma in questi giorni la neve è scesa fino a moderate altezze.


Già nevica nel paese di Patrica, il punto di partenza del sentiero, ed un anziano del paese ci rimprovera amichevolmente perché questo “non è un giorno di andare in montagna!” Si inizia il sentiero e ben presto ogni elemento del terreno sparisce coperto da una coltre bianca sempre più alta!!
Gli arbusti secchi formano strane immagini, circondati e coperti dalla neve come sono.
Gli alberi quasi svaniscono nel bianco del paesaggio, solo i sempreverde lecci , mantengono qualcosa della loro forma, perché le coriacee foglie verde brillante si intravedono nella neve.
C'è silenzio assoluto ed è un'esperienza molto bella !!
Il bosco con la neve è un paesaggio molto più affascinante delle bianche distese innevate dei campi di sci ,a cui la maggior parte delle persone è abituata.
Gli alberi come bianchi fantasmi ci accompagnano fin su la vetta ,spazzata da un vento gelido che ci fa ridiscendere in fretta...
In uno spiazzo riparato festeggiamo il compleanno di uno di noi, con dolcetti sezzesi e squisito liquore di mirto.
Gli scorci di paesaggio che incontriamo, mentre camminiamo in silenzio affondando nella neve , sono davvero incredibili, specie da queste parti, e così ringrazio , nel mio cuore, per questo inaspettato regalo della natura !!

martedì 8 febbraio 2011

Pablo Echaurren.Crhomo Sapiens

quadro di Echaurren .sezione Natura
Presso la Fondazione Roma Museo -www.fondazioneromamuseo.it- si sta tenendo la mostra "Pablo Echaurren.Crhomo Sapiens".
E' un'ampia e bella esposizione di opere dell'artista romano Pablo Echaurren , la prima dedicata ad un'artista vivente.


La mostra è divisa in cinque sezioni :Roma,Natura,Musica,Faenza, Editoria. Nella sezione dedicata alla sua città , l'artista rappresenta elementi tipici di Roma tra giochi scoppiettanti di colore , quasi fuochi pirotecnici , come nel grande quadro con le immagini del Colosseo che girano tra vortici colorati.


Nella sezione Natura c'è uno dei quadri più belli: "Pittura di spore" in cui funghi variopinti espellono , con potenti spruzzi colorati, le spore,mentre "Lessico terrestre - del 2010- è una tarsia di stoffe imbottite , dove lingue di fuoco ,colorate e giocose, si innalzano al cielo.

La sezione Faenza presenta sculture realizzate con la tecnica faentina dello "smalto berettino",
una maiolica blu con lumeggiature bianche.
quadro della sezione Musica

Nella sezione Musica ci sono vari quadri dedicati al gruppo newyorchese "Ramones", inventore del genere punk rock.


Da non trascurare i lavori in acquerello dei primi anni '70 , dove la superficie del foglio è divisa in tanti piccoli riquadri che rappresentano un tema suddiviso in piccole sequenze e visioni , come ne"Il masso delle formiche" e "I pianeti".
La mostra durerà fino al 13 marzo.



martedì 1 febbraio 2011

Abbazia di Valvisciolo

abbazia di Valvisciolo L'Abbazia di Valvisciolo domina la pianura pontina ,situata com'è alle pendici dei Lepini, al di sotto di un massiccio roccioso che la sovrasta.
Siamo in una zona compresa tra i comuni di Bassiano e Norma , territori dove si praticano l'arrampicata su roccia e il volo su deltaplano.
“Si vola in alto” da queste parti.., ma il territorio è anche ricco di importanti testimonianze storiche e artistiche e l'abbazia di Valvisciolo è una di queste.
E' un'abbazia dell'ordine cistercense , l'ordine monastico medioevale fondato con l'abbazia di Citeaux e poi rafforzato da San Bernardo con la creazione dell'abbazia di Clairvaux in Francia e che nel Lazio si sviluppò particolarmente, dando vita a vari centri : l'abbazia di Valviscolo,quella di Fossanova in provincia di Latina, e poi Casamari e Trisulti, in provincia di Frosinone.
Tutte queste abbazie sono situate in zone isolate vicino alle montagne,(secondo l'uso dell'ordine cistercense), tutte sono particolarmente suggestive, sia per la loro posizione, sia perché costruite nello stile architettonico gotico-cistercense.
I cistercensi rappresentarono uno dei primi movimenti di riforma nell'ambito della Chiesa Medioevale , per tale motivo scelsero di adottare uno stile architettonico dalle linee essenziali, che rifiutasse le decorazioni e gli ornamenti ,proprio nello spirito di ritorno ad una spiritualità più elevata che andasse contro all'opulenza e alla ricchezza della Chiesa del tempo .
Il gotico di queste chiese è definito per l'appunto “cistercense” ed è uno stile più sobrio rispetto al “gotico internazionale”.
Si entra nella chiesa e subito ti pervade una sensazione di forte spiritualità .

Solo due elementi sono presenti : la luce ,che entra dal rosone della facciata e la nuda pietra.
Sono luoghi dove davvero si ha la percezione che lì non vi era posto per altro che per la preghiera e l'elevazione spirituale. chiostro dell'abbazia di Valvisciolo
Di grande bellezza e suggestione è poi il chiostro ,direttamente collegato alla Chiesa, all'interno un piccolo giardino con il pozzo dell'acqua .
Mezze colonne circondano tutto il porticato che si affaccia sul giardino , ogni colonna ha un capitello di forma diversa Ogni anno in una stanza del chiostro si realizza un bel presepe ,con effetti luminosi particolari.