domenica 14 dicembre 2008

Recensione Mostra su "Giulio Cesare"



Presso il Chiostro del Bramante a Roma è allestita una mostra su “Giulio Cesare-l’uomo –le imprese-il mito”. E’ una bella esposizione , a metà tra la storia e l’arte , che ripercorre le imprese
di Cesare documentandole con reperti archeologici – rilievi, statue,spade,gioielli,monete – relativi alle varie epoche della sua attività militare e politica e , nel piano superiore, illustra il mito immortale di Giulio Cesare attraverso quadri, ceramiche , incisioni realizzate dall’epoca rinascimentale fino a quella napoleonica con quadri, tra gli altri, di Rubens , Mantegna e Michelangelo.
Tra i pezzi più affascinanti c’è quello scelto come il logo della mostra : il Ritratto di Cesare detto Chiaromonte, databile tra il 30 e il 20 a.C. , rappresenta un uomo maturo dal naso pronunciato e le sopracciglia aggrottate. Dal volto traspare forza e decisione , ma anche calma e serenità, le labbra chiuse , segno della “gravitas” latina , accennano anche un sorriso appagato e sereno.
Nel piano superiore c’è un’altra testa ritratto più conosciuta , quella di Augusto. Il bel volto giovane , pur con i tratti idealizzati da eroe greco, richiama quello di Cesare , suo padre adottivo, nello stesso atteggiamento di fermezza e serenità, ed è quasi un’icona della” pax augustea” da lui stesso realizzata.
Nel piano inferiore colpisce la statua in calcare del Guerriero di Vacheras della seconda metà del I sec.a.c.,proveniente da Avignone. E’ rivestito da una cotta in maglia, lo scudo ovale e al collo un torque, gioiello tradizionale celtico, segno di appartenenza etnica. Questa statua ci immette di colpo nel clima feroce e fiero delle battaglie condotte da Cesare contro i Galli, che la mostra ben illustra anche nei pannelli didattici esplicativi, e che si conclusero con la conquista della Gallia e la sottomissione di Vercingetorige,capo dei Galli, a Cesare. L’episodio è rappresentato dal quadro del pittore Motte, al piano superiore, che raffigura il generale, con lo sguardo alto e fiero, che si offre prigioniero per salvare il suo esercito dopo l’assedio vittorioso dei Romani alla città di Alesia.
Chiudo questa recensione scegliendo , tra le tante opere che meritano di essere viste, un disegno di Michelangelo presente nella sala dedicata a Cleopatra, Il Volto di Cleopatra è un disegno a matita del 1535 , un serpente gira intorno al collo e tra i capelli c’è un’acconciatura che richiama i serpenti, richiamo evidente alla sua morte.Il volto è bellissimo dai tratti delicati ,lontano dall’immagine affascinante e volitiva con cui è stata rappresentata nei secoli la regina egiziana.


Recensione di Maria Di Tano
Pubblicata sul quotidiano "Il Nuovo Territorio" il 22.12.08

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